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Posso bere acqua prima delle analisi del sangue?

3 Luglio 2020 | Autore: Massimo Agnesi
Posso bere acqua prima delle analisi del sangue?

Gli esami del sangue, detti ematochimici, sono una delle prime risorse a disposizione del medico anche in condizioni di estrema urgenza. La conoscenza e l’interpretazione dei valori analizzati permette ai sanitari di effettuare un’ipotesi diagnostica ed iniziare l’iter terapeutico. Per ottenere valori attendibili è necessario che tu conosca la corretta preparazione da effettuare nel giorno e nelle ore antecedenti il prelievo ematico.

L’esame del sangue richiede, per essere attendibile nei valori riscontrati, di un’adeguata preparazione. Il  nostro corpo è un sistema in equilibrio influenzato dall’ambiente esterno, dall’attività fisica che facciamo quotidianamente e naturalmente dal tipo di alimentazione ed idratazione.

Sicuramente, avrai fatto in passato delle analisi ordinate dal tuo medico di famiglia per capire l’origine di un disturbo o semplicemente per uno screening preventivo. La  maggior parte dei centri di analisi, pubblici o privati, consegna al momento della prenotazione dell’appuntamento un opuscolo informativo, in base agli esami da compiere.

Tra le raccomandazioni più frequenti c’è l’astensione dal cibo ed è spesso specificato che ci si deve astenere anche dall’assunzione di bevande almeno dalla sera precedente. Questo ti può aver portato ad avere un importante dubbio per il quale hai cercato questo articolo: se ho sete, posso bere l’acqua prima delle analisi del sangue? Leggendo questa guida saprai a quali regole devi attenerti nelle ore precedenti il prelievo, per un lasso di tempo che varia dalle 12 alle 24 ore, per spingersi in rari casi fino alle 48 ore precedenti.

Cos’è il sangue?

Il sangue è definito come un tessuto poiché, anche se apparentemente si presenta in forma liquida, è costituito da diversi tipi di elementi cellulari con funzioni specifiche. Questi ultimi sono divisi in tre grosse categorie: i globuli bianchi (o leucociti), i globuli rossi (chiamati anche eritrociti) e le piastrine. Queste componenti, divise in percentuali caratteristiche, sono sospese in un liquido trasparente denso: il plasma.

Nel tuo corpo il volume del sangue circolante, in condizioni normali, è circa l’8% del tuo peso. Tramite una semplice operazione aritmetica si può calcolare approssimativamente il volume del proprio sangue; ad esempio, in un uomo di 70 kg tale valore si attesterà intorno ai 5,6 litri. Come abbiamo detto la parte fluida è rappresentata dal solo plasma, nella misura del 55% circa.

Il ruolo del plasma è fondamentale perché consente il meccanismo della circolazione e quindi la diffusione del sangue a qualsiasi cellula del nostro corpo. In esso, oltre ad essere sospesa la parte corpuscolata, sono disciolte tutte le sostanze essenziali alla vita, dai semplici ioni a molecole complesse quali, a titolo di esempio, gli ormoni.

Quali sono le funzioni del sangue?

La descrizione accurata delle funzioni del sangue occupa capitoli interi nei libri di fisiologia degli studenti di Medicina. A titolo esplicativo, ne elencherò i punti principali in modo da potertene dare un’idea, non esaustiva:

  • tramite i globuli rossi trasporta l’ossigeno che si lega all’emoglobina durante il processo della respirazione. Questo è possibile attraverso il lavoro dei polmoni, che permettono lo scambio di questo gas fondamentale per la vita tra l’aria e il sangue. Quest’ultimo, spinto dalle contrazioni del cuore nel sistema circolatorio, raggiunge ogni tessuto del corpo e cede l’ossigeno ad ogni singola cellula di cui siamo costituti;
  • funge da sistema di trasporto per le sostanze nutrienti che servono agli organi per svolgere la loro funzione;
  • recupera l’anidride carbonica e le sostanze di scarto del metabolismo cellulare (urea);
  • trasporta molecole attive ai loro siti di azione fino alla loro eliminazione. Ne sono un esempio, non esaustivo, gli ormoni. Essi sono rilasciati dalle cellule endocrine per indurre importanti cambiamenti nelle cellule bersaglio in risposta a stimoli esterni (ambientali) o interni (necessità di bere, alimentarsi, ecc.)
  • permette la diffusione dei farmaci che ingeriamo in modo che svolgano la loro azione terapeutica dove necessario;
  • fornisce difesa all’organismo veicolando le cellule del sistema immunitario in tutto il nostro corpo ed in particolare nei siti di infezione dove sono richieste (globuli bianchi, anticorpi);
  • trasporta le cellule in grado di riparare la barriera di protezione in caso di ferite (piastrine) e contiene i fattori che consentono il meccanismo della coagulazione;
  • concorre a mantenere l’equilibrio corporeo (omeostasi) essendo ricco di acqua e ioni;
  • garantisce il mantenimento della temperatura corporea in tutto il territorio di irrorazione;
  • permette il mantenimento di un pH stabile tramite l’azione dei sistemi tampone, di natura chimica, sfruttando il sistema dell’equilibrio acido-base;
  • contiene, disciolti nella sua parte liquida (plasma), tutti i componenti fondamentali alla vita cellulare quali proteine, molecole organiche e vitamine.

Come viene fatto il prelievo e chi lo effettua

La procedura di prelievo del sangue è semplice, rapida e sicura. È effettuata normalmente da un infermiere o da un medico; nei reparti di ostetricia e ginecologia anche le ostetriche che seguono le partorienti sono abilitate ad eseguire questa procedura. Essendo un’operazione definita come “invasiva”, solo il personale sanitario è autorizzato a effettuare il prelievo.

La tecnica prevede l’inserimento di una piccola cannula sterile in una vena, indifferentemente sul braccio destro o sinistro (salvo casi particolari tipo la presenza della fistola da dialisi). L’operatore posiziona e stringe sul braccio il laccio emostatico che, mediante compressione, blocca il ritorno venoso verso il cuore: questo rende i vasi più evidenti e più facili da “pungere”.

Dopo aver disinfettato con cura la cute nel punto prescelto, viene inserita una piccola cannula d’acciaio collegata ad un alloggiamento nel quale verranno inserite delle provette progettate per facilitare l’afflusso del sangue al loro interno. La procedura è praticamente indolore, la sensazione è paragonabile ad un leggero pizzicotto. Quando le provette sono state riempite, l’ago viene estratto e viene posizionato un cerotto compressivo per evitare la fuoriuscita della goccia di sangue e la formazione del livido nell’area circostante.

Talvolta, soprattutto in emergenza, viene effettuato un prelievo di sangue arterioso con una tecnica differente. Si tratta dell’emogas analisi, che non rientra però nelle analisi di routine.

Dove viene analizzato il sangue?

Il sangue prelevato viene spedito ai laboratori analisi. Le strutture pubbliche e private seguono procedure standardizzate utilizzando protocolli validati e approvati e sono pertanto ugualmente affidabili. Non c’è quindi una struttura migliore di un’altra poiché tutte sono controllate e certificate.

Tuttavia, per una migliore valutazione medica, nel caso tu debba eseguire controlli seriati per una determinata patologia, ti consiglio di effettuare tutti i prelievi presso lo stesso ambulatorio, in modo da minimizzare le piccole differenze che potrebbero esservi tra i risultati ottenuti da una struttura o da un’altra.

Quali sono le regole generali da rispettare prima di sottoporsi ad analisi del sangue?

Ogni centro analisi, ospedaliero o privato, consegna al cittadino un opuscolo informativo a seconda del tipo di esami che sono stati richiesti.

In generale, è bene sapere che:

  • il giorno precedente al prelievo si deve mangiare normalmente, seguendo la dieta abituale (possibilmente varia), evitando eccessi di zuccheri o di grassi. È opportuno moderare anche l’assunzione di sostanze alcoliche;
  • nelle otto ore che precedono il test bisogna osservare un periodo di digiuno in modo da portare il nostro corpo ad un “punto di partenza” che permetta di interpretare correttamente alcuni valori (come ad esempio la glicemia);
  • è necessario astenersi dal fumo di sigaretta e dall’assunzione di sostanze stupefacenti per la stessa durata del periodo di digiuno prescritto. È bene evitare anche il consumo di bevande quali  e caffè anche se non zuccherate;
  • nei giorni prima del controllo è opportuno evitare attività fisica intensa quali allenamenti sportivi o carichi di lavoro manuale importanti;
  • in caso di terapia farmacologica in atto è necessario chiedere specifiche istruzioni al medico di famiglia. Talvolta è necessario sospendere la somministrazione della dose antecedente al prelievo, in altri casi è sufficiente segnalare l’ora a cui si sono assunte le medicine.

Posso bere l’acqua prima delle analisi del sangue?

Essendo l’acqua per definizione una sostanza di tipo neutro non altera in nessun modo i valori presi in esame dai medici. Puoi dunque tranquillamente bere acqua, anche frizzante, secondo il bisogno, prima di recarti al centro analisi. Ricorda tuttavia che è meglio non eccedere i 2-3 bicchieri (400-600 ml) poiché, mentre piccole assunzioni di liquido vengono facilmente bilanciate dai meccanismi omeostatici del corpo, l’introito di quantità di acqua importanti stimola i meccanismi di compenso a partire da quelli renali e può risultare artificiosamente alterata la concentrazione di alcuni importanti elettroliti.

Quanto detto per l’acqua non vale per nessuna bevanda a base acquosa. È, pertanto, vietata l’assunzione di:

  • vino, birra, alcolici in generale: l’alcool è una sostanza a forte contenuto calorico ed inoltre è dimostrato che la sua assunzione altera il valore della glicemia a digiuno riducendo la gluconeogenesi (produzione di glucosio da parte del fegato);
  • bevande industriali anche a ridotto contenuto di zuccheri: le innumerevoli sostanze di cui sono composte, tra cui zuccheri e altri dolcificanti ipocalorci falsano le rilevazioni di alcuni parametri come, a titolo di esempio, la glicemia;
  • caffè, caffè americano, tè: a prescindere dal fatto che siano o meno zuccherate, queste bevande contengono teina e caffeina, sostanze stimolanti che agiscono sul sistema nervoso centrale. La loro azione, similmente a quanto accade con i farmaci, altera gli equilibri omeostatici del corpo inducendo dei cambiamenti che possono influenzare l’esito delle analisi. La maggior parte dei laboratori dà indicazione di astenersi dall’assunzione di tè e caffè per l’intera durata del digiuno che precede il prelievo;
  • tisane: analogamente a quanto detto per tè e caffè le preparazioni di erbe e spezie che costituiscono gli infusi per le tisane possono contenere sostanze farmacologicamente attive e vanno pertanto evitati;
  • acqua e limone o succo di pompelmo: il succo ricavato da questi frutti contiene il fruttosio, uno zucchero la cui assunzione va evitata prima delle analisi del sangue;
  • latte: per il suo contenuto di nutrienti, fra cui grassi e proteine è considerato un vero e proprio alimento e pertanto vietato.

In definitiva, il mio consiglio è: evita qualsiasi assunzione di sostanze, solide o liquide nel periodo di preparazione. Bevi acqua, se ne senti il bisogno, in quantità moderata. È un piccolo sacrificio, limitato nel tempo, che vale la pena fare per ottenere dei risultati attendibili, indispensabili per monitorare il nostro stato di salute.

Le analisi del sangue in emergenza

Le analisi del sangue indirizzano il personale medico verso l’ipotesi diagnostica, sia in fase di screening che durante una emergenza sanitaria. Considerato quanto detto, ovvero che per avere risultati attendibili è necessaria una adeguata preparazione, potresti chiederti se un pasto o l’ultima sigaretta fumata possano compromettere l’esito delle analisi e di conseguenza il lavoro dei sanitari. In questo caso, puoi stare tranquillo: i parametri che vengono valutati in condizioni di urgenza o emergenza sono significativi anche se non hai rispettato tutte le regole che sono previste per i prelievi di screening programmati. Infatti, non tutti i valori che vengono monitorati sono alterati dal nostro comportamento “a breve termine”.

Pagamento del ticket

Le analisi del sangue in Italia possono essere eseguite in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale, purché venga richiesta l’impegnativa al medico curante.

Quindi, con la ricetta ottenuta dal medico di famiglia, si può prenotare il prelievo che verrà eseguito a fronte del pagamento del ticket. Attualmente, è possibile, nella maggior parte degli ambulatori, il ritiro dei referti in modalità on-line, soluzione che garantisce il massimo rispetto della privacy.

Come ottenere le analisi del sangue gratuitamente?

Hai diritto ad eseguire le analisi del sangue gratuitamente se hai un’esenzione per reddito o per patologia. In alternativa, se sei in salute, puoi decidere di donare il sangue. Questo, oltre ad essere un gesto ad alto valore civico, ti permetterà di avere un controllo cadenzato degli esami di routine: viene fatto per garantire la sicurezza dei pazienti che lo riceveranno ma verrà consegnata una copia dei referti anche a te, garantendoti un controllo periodico del tuo stato di salute.

Quanto tempo ho per effettuare le analisi dopo l’emissione dell’impegnativa da parte del medico curante?

L’impegnativa ha una durata legale, dopo di che scade e deve essere emessa nuovamente (per maggiori informazioni leggi dopo quanto scade una ricetta medica per fare le analisi del sangue).

Da qualche anno, le classiche ricette “rosse” sono state sostituite dalle ricette elettroniche. Se è la prima volta dopo molto tempo che devi ricorrere ad un esame di screening e non sei a conoscenza di questa novità, puoi trovare tutte le informazioni necessarie in questo articolo: cos’è la ricetta dematerializzata?



Di Massimo Agnesi


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