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Lo sai che? Condominio e cellulari: antenne di telefonia mobile sul tetto

Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2013

L’installazione di antenne di telefonia mobile sui tetti degli edifici consente al condominio dei lauti guadagni, ma espone a grossi rischi la nostra salute.

88.000 antenne operative e un mercato che cresce costantemente. Le antenne di telefonia mobile sui tetti dei palazzi sono in continuo aumento. Da quando il cellulare è diventato strumento indispensabile, le case di telefonia puntano a garantire un segnale sempre perfetto, limitando i cali di ricezione e le cosiddette zone d’ombra. Per ottenere questo risultato, il modo è semplice: più antenne.

Ma come si conciliano le antenne con i nostri condomini? Quali sono i limiti legali e quelli tecnici?

Più l’edificio è alto, più è appetibile; meno il tetto è spiovente, più è agevole l’installazione e la manutenzione. E così succede che i proprietari dei palazzi ricevano dai gestori telefonici la richiesta di piazzare i propri ricevitori sui tetti, in cambio della corresponsione di una somma di denaro annuale. In sostanza, una sorta di canone d’affitto (cui si aggiunge il rimborso per la corrente elettrica consumata): fino a qualche anno fa le cifre erano considerevoli, anche 25.000 euro ogni 12 mesi; oggi si ragiona sui 10.000.-12.000 euro l’anno. Tale somma viene poi utilizzata per coprire le spese condominiali.

Se l’edificio ha un unico proprietario, i problemi sono solo di tipo amministrativo, in quanto l’installazione deve essere autorizzata dal Comune (oppure dalla Provincia o dalla Regione, in base alla competenza territoriale), dopo l’accertamento da parte dell’Arpa (acronimo di “agenzia regionale protezione ambiente) che l’impianto rispetti i limiti di emissioni elettromagnetiche consentite [1].

L’installazione in un condominio necessita di una votazione in assemblea e le maggiori perplessità di questo utilizzo dei tetti sono:

– il pregiudizio estetico: le antenne imbruttiscono, e non poco, gli edifici;

danni alla salute derivanti dalla prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche.

L’emissione delle onde non interessa solo i condomini dello stabile sui cui verrà montata l’antenna, ma anche gli abitanti degli edifici circostanti, a causa della distanza ravvicinata dalla fonte. La particolare forma a imbuto con la quale si propagano le onde consente di dire che è meglio stare sotto la fonte che di fianco ad essa. Cioè a dire: meglio avere una antenna sul proprio palazzo che su quello di fronte. Gli abitanti dei palazzi vicini possono opporsi all’installazione solo se l’autorizzazione comunale rilasciata alla compagnia telefonica è irregolare o se l’impianto supera i limiti di emissioni consentite [2].

Maggioranze necessarie in assemblea condominiale

La maggioranza necessaria in sede di assemblea condominiale per approvare l’installazione delle antenne di telefonia mobile è tutt’altro che pacifica.

Trattandosi di una innovazione [3], è necessario il voto favorevole della maggioranza dei condomini intervenuti in assemblea, che rappresenti almeno i due terzi del valore dell’edificio [4]. In passato, tuttavia, non sono mancate pronunce sia della Cassazione [5] che dei tribunali di merito [6] nelle quali si stabiliva la necessità del consenso unanime.

note

[1] Art. 4 d.lgs. n. 198 del 4.09.2002.

[2] Fissati nel d.m. n. 381/1998 e nella legge n. 36/2001.

[3] Art. 1120 cod. civ.

[4] Art. 1136 cod. civ., c. 5.

[5] Cass. sent. n. 3865/93: l’unanimità dei consensi troverebbe giustificazione nel fatto che l’installazione dell’antenna rappresenta la costituzione di un diritto reale, nello specifico di un diritto di servitù, sul fondo comune (per il quale l’art. 1108 cod. civ. richiede l’unanimità).

[6] Trib. Milano, sent n. 12663 del 23.10.2002; Trib. Genova, sent. n. 1385 del 12.04.2006. Secondo tali sentenze, l’installazione di una stazione radio base, che si possa qualificare innovazione, qualora determini una riduzione quantitativa dell’utilizzazione e del godimento anche di un solo condomino di una parte del bene condominiale o una modifica di destinazione funzionale della stessa (trasformazione di tale parte in unità produttiva destinata a servire attività industriale e commerciale estranea al carattere residenziale dell’edificio), la relativa determinazione assembleare potrà dirsi consentita soltanto con l’unanimità dei consensi dei condomini, in difetto della quale la delibera dovrà considerarsi nulla.

Per il Tribunale di Bologna (ord. 8.03-28.06.2005), invece, il consenso unanime sarebbe giustificato dal fatto che l’installazione delle antenne di telefonia mobile sul tetto determina una riduzione del valore di mercato dell’edificio e delle singole unità che lo compongono.


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5 Commenti

  1. in un condominio vicino ci si può opporre all’installazione dell’antenna? Con cosa ci si può opporre?
    Grazie.

  2. Art. 4
    Infrastrutture di telecomunicazioni per impianti radioelettrici

    1. L’installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e
    la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi ed,
    in specie, l’installazione di torri, di tralicci, di impianti
    radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di telecomunicazione, di
    stazioni radio base per reti di telecomunicazioni mobili GSM/UMTS,
    per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla
    televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate
    alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonche’ per reti
    radio a larga banda puntomultipunto nelle bande di frequenza all’uopo
    assegnate, viene autorizzata dagli enti locali, previo accertamento,
    da parte delle ARPA ovvero dall’organismo indicato dalla regione,
    della compatibilita’ del progetto con i limiti di esposizione, i
    valori di attenzione e gli obiettivi di qualita’, stabiliti
    uniformemente a livello nazionale in relazione al disposto della
    legge 22 febbraio 2001, n. 36, e relativi provvedimenti di
    attuazione.
    2. Restano ferme le disposizioni a tutela dei beni ambientali e
    culturali contenute nel decreto legislativo 29 settembre 1999, n.
    490, nonche’ le disposizioni a tutela delle servitu’ militari di cui
    alla legge 24 dicembre 1976, n. 898. ((1))
    —————
    AGGIORNAMENTO (1)
    La Corte costituzionale, con sentenza 25 settembre-1° ottobre 2003,
    n. 303 (in G.U. 1a s.s. 8/10/2003, n. 40) ha dichiarato
    l’illegittimita’ costituzionale dell’intero provvedimento.

  3. FINO ALL’INIZIO DEL 2015, PER CONCRETIZZARE UN’OPPOSIZIONE ALL’ISTALLAZIONE DI UN’ANTENNA DI RADIO-RIPETIZIONE SU UN CONDOMINIO (A NAPOLI-VOMERO) MI SONO AGGIORNATO SULL’ARGOMENTO TECNICO-LEGALE. ORA, SE POSSIBILE, SAREI VERAMENTE LIETO DI SAPERE SE VI SONO NUOVI SVILUPPI NELLA CIVILE OPPOSIZIONE A TALI PERICOLOSI RADIO EMETTITORI.

  4. Salve, io sono inquilino di un appartamento sito all’interno di un palazzo che sul tetto ha presenti delle antenne della telefonia. Il rimborso spettante sulle spese condominiali dato dalla compagnia di gestione delle antenne (riportato nel consultivo fatto dall’amministratore del condominio) è appannaggio del proprietario di casa o dell’inquilino?

  5. Come posso oppormi alla installazione di un’antenna di telefonia su una porzione del terrazzo condominiale? É necessario il consenso unanime dei condomini o bastano i due terzi? Grazie

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