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Pignoramento assegno circolare

3 Luglio 2020 | Autore:
Pignoramento assegno circolare

Assegno circolare: cos’è e quali sono le sue caratteristiche? Come funziona il pignoramento? Assegno circolare: è vero che si può evitare l’espropriazione?

Non c’è debitore che non sappia cos’è il pignoramento, quell’atto che dà il via alla procedura esecutiva, cioè all’esproprio dei beni, per soddisfare le esigenze del creditore. Il pignoramento è l’avviso con cui si intima al debitore di non disporre di alcuni suoi beni perché essi sono destinati ad accontentare le pretese del creditore. Si tratta di uno strumento a cui difficilmente si può sfuggire, soprattutto a seguito della possibilità, concessa al creditore, di poter effettuare la ricerca telematica dei beni del debitore. Eppure, esistono stratagemmi che, a volte, consentono di salvarsi dalle grinfie dei creditori. Con questo articolo ci occuperemo di uno specifico tema, e cioè del pignoramento dell’assegno circolare.

Il tema è sempre dibattuto: da un lato, infatti, si tratta di un espediente molto diffuso per evitare di subire il pignoramento; dall’altro, c’è da comprendere se davvero si può sfuggire al pignoramento con un assegno circolare. In altre parole: ci si può salvare dall’espropriazione forzata disponendo un assegno circolare coi soldi conservati in banca? Se l’argomento ti interessa e cerchi risposte a queste domande, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona il pignoramento dell’assegno circolare.

Cos’è il pignoramento?

Come anticipato in premessa, il pignoramento consiste in una ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi dal compiere qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni assoggettati all’espropriazione [1].

In poche parole, il pignoramento non è altro che un atto che il creditore fa notificare al debitore, contenente l’avvertimento di non disporre in alcun modo dei beni pignorati.

Se sei creditore di cinquemila euro e ritieni che l’autovettura del tuo debitore valga pressappoco questo importo, puoi sottoporre a pignoramento il suo veicolo al fine di chiederne la vendita (così potrai soddisfarti sul ricavato) oppure l’assegnazione diretta. Con il pignoramento dirai al debitore di non disporre dell’auto in quanto essa è destinata ad estinguere la sua obbligazione.

Di per sé, dunque, il pignoramento non è altro che un avviso che viene recapitato al debitore; questo atto, però, è molto importante perché, per legge, l’esecuzione forzata non può cominciare senza tale ingiunzione.

Pignoramento: a che serve?

A cosa serve il pignoramento? L’effetto del pignoramento non è tanto quello di avvertire il debitore che a breve si procederà ad esecuzione forzata, quanto impedirgli di poter disporre della cosa pignorata: ed infatti, se il debitore volesse vendere il bene colpito dal pignoramento, tale vendita sarebbe inefficace nei confronti del creditore, il quale potrà comunque chiedere di soddisfarsi su di essa come se non fosse mai uscita dal patrimonio del debitore.

In altre parole, il pignoramento crea sul bene un vincolo di indisponibilità, nel senso che, dal pignoramento in avanti, il bene sarà preordinato a soddisfare il diritto del creditore.

Esecuzione forzata: quanti tipi?

L’esecuzione forzata è la procedura che consente di attuare le disposizioni del giudice anche senza il consenso del debitore; in pratica, è possibile sottrarre coattivamente determinati beni al debitore al fine di destinarli alla soddisfazione del diritto del creditore.

A seconda dei beni che “colpisce”, l’esecuzione forzata può essere:

  • mobiliare, se ha ad oggetto denaro o altri beni mobili;
  • immobiliare, se ha ad oggetto beni immobili (l’abitazione del debitore, ad esempio);
  • presso terzi, se ha ad oggetto crediti del debitore o altre cose mobili appartenenti al debitore ma nella disponibilità di terze persone (classico esempio è l’espropriazione che colpisce il conto corrente, lo stipendio oppure la pensione).

Questi vari tipi di esecuzione/espropriazione seguono procedure diverse regale dalla legge, ma tutte sono accomunate da un elemento: il pignoramento. Tale ingiunzione, infatti, rappresenta sempre il primo atto che il creditore deve porre in essere prima dell’inizio della procedura esecutiva.

Assegno circolare: cos’è?

Detto del pignoramento, spieghiamo ora cos’è l’assegno circolare.

L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine emesso dalla banca per somme che siano disponibili al momento dell’emissione ed è pagabile a vista presso tutti i recapiti indicati dal mittente.

Nell’assegno circolare compaiono quindi tre soggetti:

  • il cliente della banca (cosiddetto “richiedente”), che ordina all’istituto di credito di emettere un assegno circolare prendendo i soldi dal proprio conto corrente;
  • la banca, che emette l’assegno circolare su ordine del cliente e che si impegna a pagare a vista (cioè, al momento della presentazione) a favore del beneficiario;
  • il beneficiario dell’assegno (denominato “prenditore”), cioè colui che dovrà incassare.

Assegno circolare: caratteristiche

La caratteristica principale dell’assegno circolare è la sua sicurezza: poiché la banca emette tale titolo di credito solamente se il richiedente ha la disponibilità economica (cosiddetta “provvista”), il prenditore, cioè il beneficiario dell’assegno, sarà certo di poterlo riscuotere.

In altre parole, non è possibile che la banca emetta un assegno circolare scoperto, cioè a vuoto, come invece può accadere con un normale assegno bancario.

Ciò accade perché, come abbiamo appena detto, la banca emette l’assegno circolare solamente dopo aver controllato che vi sia la provvista, cioè che le somme di cui si dispone con il titolo siano presenti sul conto del cliente richiedente.

Con l’assegno circolare è la banca emittente che si impegna a pagare in favore del beneficiario dell’assegno una determinata somma di denaro. Per questo chi riceve in pagamento un assegno circolare ha la certezza di incassare l’importo indicato nel titolo.

Altra caratteristica dell’assegno circolare è che l’istituto di credito sia autorizzato all’emissione direttamente dalla Banca d’Italia. Normalmente, però, tutte le banche posseggono tale permesso.

Assegno circolare: come evitare il pignoramento?

L’assegno circolare non è solamente un ottimo strumento di pagamento, ma anche un modo per cercare di evitare il pignoramento dei soldi conservati sul proprio conto corrente.

Il pignoramento presso terzi costituisce infatti uno degli strumenti più efficaci per il creditore di recuperare le somme che gli sono dovute: con tale forma di esecuzione forzata, infatti, il creditore aggredisce direttamente i risparmi che il debitore ha presso l’istituto di credito.

In pratica, con il pignoramento presso terzi, il creditore intima alla banca di mettere da parte le somme che costituiscono il debito, in modo tale che il debitore non potrà disporne.

Proprio per evitare ciò, cioè per impedire al creditore di “pescare” all’interno del proprio conto corrente, molti debitori adottano lo stratagemma dell’assegno circolare: in pratica, ordinano alla propria banca di emettere un assegno circolare il quale, però, non verrà mai riscosso dal beneficiario.

In pratica, per evitare il pignoramento, il debitore chiede alla propria banca che sia emesso un assegno circolare dell’importo pari alla giacenza del proprio conto. Così facendo, il debitore sottrae i soldi dal deposito, conserva l’assegno e, infine, lo reclama per acquisire nuovamente il denaro. La banca è tenuta a rilasciare l’assegno in oggetto, dato che c’è comunque copertura ed è quindi sicura che sussistano le somme per pagarlo.

Per riottenere l’importo, il debitore, a tempo debito, potrà incassarlo o tramite il beneficiario indicato nell’assegno o semplicemente riportando in banca l’assegno circolare e facendoselo rimborsare su un conto corrente. Nel primo caso, il termine massimo è di tre anni; nel secondo, il termine è di dieci anni.

Insomma: con un assegno circolare si può svuotare il proprio conto corrente e lasciare con un palmo di naso il creditore, il quale non troverà più soldi su cui soddisfarsi, visto che la banca è autorizzata a pagare le somme indicate nell’assegno solamente al prenditore.

Pignoramento: quando colpisce l’assegno circolare?

L’assegno circolare quale metodo per evitare il pignoramento non è sempre efficace; v’è il rischio infatti non solo di non riuscire a impedire l’esecuzione forzata, ma perfino di incorrere in reato.

Devi innanzitutto sapere che il creditore, grazie alla ricerca telematica dei beni del debitore [2], verrà a sapere dell’operazione posta in essere e del nome del beneficiario dell’assegno circolare.

In secondo luogo, è necessario ricordare che mentire all’ufficiale giudiziario è reato. Mi spiego meglio.

Quando avviene un pignoramento mobiliare (ossia su mobili, arredi e qualsiasi altro oggetto presente in casa, anche denaro e preziosi), l’ufficiale giudiziario si reca presso la residenza, il domicilio o l’azienda del debitore per ricercare beni da poter, appunto, pignorare.

Se l’ufficiale giudiziario non trova oggetti da pignorare, o se questi sono di valore più basso rispetto a quello per il quale il creditore agisce, invita il debitore a comunicargli eventuali ulteriori redditi o beni sui quali estendere il pignoramento.

A questo invito il debitore è tenuto a rispondere affermando il vero; diversamente, si integra un reato a tutti gli effetti.

Secondo la legge [3], è punito con la reclusione fino a un anno o la multa fino a 516 euro il debitore che, invitato dall’ufficiale giudiziario a indicare le cose o i crediti pignorabili, omette di rispondere nel termine di quindici giorni o effettua una falsa dichiarazione.

Orbene, il debitore che è in possesso di un assegno circolare sul quale ha versato i propri soldi è tenuto a indicare all’ufficiale giudiziario tale titolo di credito, in quanto anche l’assegno circolare è un bene mobile soggetto a pignoramento.

In altre parole, su espressa richiesta dell’ufficiale giudiziario, il debitore sarebbe costretto a consegnare l’assegno circolare che è ancora nelle sue mani, in quanto si tratta di bene mobile che non sfugge alle regole ordinarie.

Vi sono poi altri due aspetti da tenere in considerazione:

  • il debitore prima o poi dovrà tornare in banca per riprendersi i soldi dell’assegno circolare. Il creditore paziente, dunque, potrà soddisfarsi su quelle somme;
  • il beneficiario compiacente sarà anch’esso passibile di incriminazione, quanto meno per il possibile reato di riciclaggio.

Nei casi di reati, poi, non è da escludere che l’autorità giudiziaria disponga il sequestro preventivo [4] dell’assegno circolare.


note

[1] Art. 492 cod. proc. civ.

[2] Art. 492-bis cod. proc. civ.

[3] Art. 388 cod. pen.

[4] Art. 321 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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