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Lo sai che? Malattia per tragitto casa-lavoro, no rendita Inail: infortunio e malattia professionale

Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 ottobre 2013

Non ha diritto alla rendita Inail il lavoratore che contrae una malattia a causa del lungo tragitto effettuato per recarsi a lavoro: non esiste la malattia professionale “in itinere”.

  

Il lavoratore che, a causa del lungo percorso casa-lavoro effettuato in auto ogni giorno per anni, contrae un malattia (per esempio ernia discale) non può chiedere all’I.N.A.I.L. la rendita per malattia professionale.

È quanto stabilito da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha spiegato la differenza, spesso disconosciuta, tra infortunio sul lavoro e malattia professionale. Differenza fondamentale in quanto solo il primo, e non la seconda, è indennizzabile anche se avviene al di fuori del luogo di lavoro.

La malattia professionale

La malattia professionale dà diritto alla rendita Inail quando consiste in lesioni contratte nel tempo a causa di fattori lesivi presenti sul luogo di lavoro e non anche all’esterno (e quindi non sul tragitto casa-lavoro). La rendita, cioè, è corrisposta quando la malattia è causata dal lavoro e non in occasione del lavoro.

Inoltre la malattia professionale, proprio perché si manifesta gradualmente e a distanza di tempo, necessita, ai fini dell’indennizzo, della prova del nesso di causalità tra la malattia stessa e l’attività lavorativa svolta [2].

Di conseguenza, il lavoratore che nel tempo contrae una malattia a causa del lungo percorso per recarsi a lavoro, non può pretendere la rendita per malattia professionale. Ciò per il semplice fatto che, a differenza dell’infortunio, non esiste la “malattia professionale in itinere”.

Tuttavia, al lavoratore può essere riconosciuto un equo indennizzo: si tratta di una prestazione economica corrisposta “una tantum” (e non mensilmente come la rendita) quando le lesioni sono state dipendenti da causa di servizio.

Differenze con l’infortunio sul lavoro

Per completezza, si sottolinea la differenza tra infortunio e malattia professionale e le relative misure indennitarie:

1) L’infortunio su lavoro è un evento lesivo dovuto ad una causa violenta verificatasi nello svolgimento dell’attività lavorativa o “in itinere” (cioè nel tragitto casa-lavoro, casa-mensa, o da un luogo di lavoro all’altro). L’infortunio può provocare un’invalidità permanente (assoluta o parziale) o temporanea.

In caso di infortunio il lavoratore ha diritto a:

– una rendita per il danno subito in conseguenza della perdita o riduzione della capacità lavorativa (in presenza di un’invalidità superiore al 16%);

– un’indennità per il cosiddetto danno biologico, che viene corrisposta dall’I.N.A.I.L. nel caso di invalidità superiore al 6% e relativa a infortuni e malattie professionali verificatesi dopo il 25.7.2000.

2) La malattia professionale è un evento dannoso che agisce in maniera lenta e progressiva sul lavoratore e deve essere strettamente legata alle mansioni svolte. Il lavoratore ha diritto a una rendita se la malattia professionale gli abbia determinato un’inabilità permanente di grado superiore al 16%. In caso di inabilità permanente ricompresa tra il 6 e il 15% il lavoratore ha diritto ad un indennizzo una tantum a titolo di danno biologico.

note

[1] Cass. sent. n. 22974 del 9.10.2013.

[2] In particolare, ricade sul lavoratore l’onere di provare che l’attività lavorativa è stata la “condicio sine qua non” della malattia.


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1 Commento

  1. dopo 15 anni stando a lavoro 8 ore al giorno nella pala e escavatore,ora non riesco a tenere la schiena dritta e o sempre dolori di spalle e grambi alle mani

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