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Come dimostrare di essere invalido civile

9 Aprile 2020 | Autore:
Come dimostrare di essere invalido civile

Tutela della disabilità: tutto quello che c’è da sapere per ottenere i benefici previsti dalla legge. Norme applicabili alla materia e procedure da seguire.

La nostra Costituzione tutela la persona umana in tutte le sue componenti: fisiche, psicologiche, umane, sociali, economiche, collettive e individuali. Le disposizioni in essa contenute prestano maggiore attenzione alle fasce più deboli della popolazione, ossia a coloro che versano in una qualsiasi condizione di minorazione: pensa soprattutto ai disabili che, per ovvie ragioni, non hanno le stesse opportunità dei normodotati. In queste ipotesi il legislatore ha previsto dei benefici sia di carattere patrimoniale sia di natura non economica: in tal senso è dunque importante  interrogarci su come dimostrare di essere invalido civile. Si tratta di un argomento di particolare rilievo, soprattutto per chi ha esigenza di essere preservato da eventuali discriminazioni di trattamento.

Addentriamoci quindi nella materia.

Cosa si intende per invalidità civile

Per godere dei benefici connessi alla condizione di disabilità occorre ottenere il riconoscimento dello status di invalido civile: tale è colui che presenta delle minorazioni, totali o parziali, di carattere fisico o psichico.

Le infermità possono essere originarie (e, quindi, presenti dalla nascita) o derivate (intervenute durante l’arco della vita) e, a loro volta, possono essere più o meno limitanti: in altri termini, il grado di invalidità civile varia da soggetto a soggetto. Tuttavia, per essere considerati meritevoli di protezione dal sistema giuridico è necessario che la disabilità sia idonea a compromettere almeno un terzo della capacità lavorativa e di autogestione del soggetto. In altri termini, è necessario il riconoscimento di una percentuale di invalidità pari ad almeno il 33%.

Il grado di infermità viene definito sulla base di un’apposita Tabella del 1992 adottata dal Ministero della Salute in attuazione della classificazione internazionale indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Tale prospetto fa riferimento sia alle infermità per le quali è attribuita una percentuale fissa sia alle patologie per cui occorre effettuare una valutazione specifica: una particolare attenzione viene prestata ai soggetti under 18 o over 65 per la loro condizione di ulteriore fragilità anagrafica.

Nella categoria degli invalidi civili di diritto rientrano, poi, le seguenti categorie di soggetti:

  • i ciechi, totali o parziali, che abbiano una capacità visiva non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi;
  • i sordi che abbiano una limitazione uditiva di almeno 75 decibel;
  • i talassemici: la patologia deve essere accertata dall’asl di competenza; il beneficiario deve avere almeno 35 anni di età e un minimo di dieci anni di anzianità contributiva.

Per converso, non possono essere considerati disabili civili perché assoggettati a specifici riconoscimenti:

  • gli invalidi di guerra;
  • gli invalidi del lavoro;
  • gli invalidi per servizio.

Quali sono i benefici previsti dalla legge?

Il riconoscimento dello status di invalido civile consente di godere dei benefici predisposti dal nostro sistema assistenziale, ai quali si possono eventualmente accostare quelli indicati dalla famosa legge 104 per i portatori di handicap. Quest’ultima fa riferimento, soprattutto, alla materia dei permessi lavorativi. Fai attenzione a un aspetto essenziale: le due normative non si sovrappongono (non fanno, cioè, riferimento alla stessa situazione), ma si possono affiancare nella tutela del disabile.

Le prerogative previste per gli invalidi civili sono diverse e variano a seconda della percentuale di inabilità riconosciuta e dall’età del soggetto infermo. In linea di massima, però, si possono indicare le seguenti tre categorie di vantaggi:

  • pensione di inabilità, riconosciuta agli invalidi totali con età compresa tra i 18 e i 65 anni che non abbiano altre fonti di reddito;
  • sussidio: è un sostegno economico mensile per coloro che hanno un grado di invalidità minimo del 33%
  • indennità: pensa, ad esempio, all’indennità di accompagnamento riconosciuta ai disabili al 100%.

Ad essi si aggiungono la possibilità di essere iscritti in liste preferenziali nei centri per l’impiego (per una invalidità pari o superiore al 46%) e l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario (per una invalidità pari o superiore al 66%).

Come si dimostra il grado di invalidità?  

Per chiedere all’Inps i benefici dell’invalidità civile occorre sottoporsi a una specifica visita medica: soltanto a seguito della valutazione positiva della commissione sanitaria è possibile dimostrare la propria condizione di inabilità.

Sul punto, occorre seguire un’articolata procedura, che possiamo sintetizzare nei seguenti passaggi:

  1. l’invalido o il suo tutore deve presentare tramite internet richiesta di visita medica all’Inps: alla domanda deve essere allegato un certificato medico introduttivo del proprio medico curante all’interno del quale si indicano le patologie presenti; l’istanza deve essere trasmessa entro 90 giorni dal rilascio di tale documento;
  2. l’ente di previdenza nomina una commissione di valutazione e convoca il candidato per sottoporlo a una visita medica: gli specialisti interpellati della questione devono utilizzare i criteri diagnostici indicati espressamente nella tabella del ministero;
  3. la commissione esprime il responso e redige apposito verbale: la decisione deve essere adottata all’unanimità e in caso di disaccordo la documentazione passa al centro medico legale; il verbale, che deve avere un preciso contenuto (generalità del paziente e dei medici esaminatori; criteri di diagnosi; valutazione della documentazione allegata; responso), deve essere inviato al paziente entro 120 giorni dalla sua adozione.

Ultimata la procedura (in fase di prima istanza o di rinnovo e revisione periodica della posizione invalidante), ti puoi trovare di fronte a una di queste situazioni:

  • la domanda viene totalmente rigettata;
  • la domanda viene accolta, ma viene attribuito un punteggio inferiore a quello dovuto;
  • la domanda viene accolta e viene riconosciuto il giusto grado di invalidità.

Se nessun problema si pone con riferimento all’ultima ipotesi, sappi che nei primi due casi ti è riconosciuta la possibilità di proporre ricorso al giudice ordinario entro sei mesi dalla notifica del verbale.



2 Commenti

    1. Si, è corretto: il termine ordinario per presentare ricorso e chiedere un ATP (accertamento tecnico preventivo) è di SEI mesi. Nell’articolo c’è un refuso che provvediamo subito a correggere. Grazie per la segnalazione.

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