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Cosa rischia chi non fa il 730

10 Aprile 2020
Cosa rischia chi non fa il 730

Le sanzioni previste per coloro che non presentano la dichiarazione dei redditi. 

La presentazione della dichiarazione dei redditi è un onere che spetta ogni anno. Un appuntamento fisso che da molti è vissuto come un vero è proprio incubo. È importante sapere che occorre rispettare delle scadenze ben precise. Ma cosa rischia chi non fa il 730? Si incorre in pesanti sanzioni amministrative e penali. In ogni caso, il contribuente ha sempre la possibilità di rimediare, entro e non oltre 90 giorni dalla scadenza, attraverso il cosiddetto ravvedimento operoso. Tuttavia, in occasione dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, lo Stato ha concesso una proroga dei termini. Ma procediamo con ordine e vediamo, nel dettaglio, cosa accade quando non si presenta la dichiarazione dei redditi.

Cos’è il 730?

Il 730 è la dichiarazione dei redditi che il contribuente è tenuto a compilare con i propri dati e i redditi percepiti (ad esempio, da lavoro dipendente). Il modello va poi e trasmesso all’Agenzia delle Entrate, la quale deve calcolare l’imposta, cioè la tassa, che dovrai pagare in base ad una precisa aliquota.

Di seguito, ti illustro un breve prospetto per capire qual è l’aliquota in base alla fascia di reddito di appartenenza:

  • aliquota del 23% per il reddito da 0 euro a 15.000 euro;
  • aliquota del 27% per il reddito da 15.001 euro e 28.000 euro;
  • aliquota del 38% per il reddito da 28.001 euro a 55.000 euro;
  • aliquota del 41% per il reddito da 55.001 euro a 75.000 euro;
  • aliquota del 43% per i redditi superiori a 75.000 euro.

Ti faccio un esempio.

Caia lavora part time come commessa nel supermercato vicino casa e guadagna 15.000 euro lordi annui. In base ai calcoli, il suo datore di lavoro deve detrarre dalla retribuzione di Caia il 23% di tasse, in quanto rientra nel primo scaglione (compreso tra 0 euro e 15.000 euro).

Per agevolare i contribuenti ed evitare di perdere tempo nei calcoli, lo Stato ha previsto una semplificazione, ossia la possibilità di presentare il 730 precompilato, disponibile direttamente sul sito dell’Agenzia dell’Entrate. In pratica, basta accedere alla propria area riservata con le credenziali Spid, Inps o di Fisconline/Entratel e verificare che il modello riporti tutti i dati corretti. In caso contrario, c’è la possibilità di correggere eventuali errori o incompletezze.

Chi deve presentare il 730?

Tutte le persone che hanno percepito, nel periodo d’imposta precedente, dei redditi sono tenuti alla presentazione del 730. Invece, devono presentare il Modello Redditi (e non il 730) i contribuenti che hanno percepito:

  • redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva;
  • redditi d’impresa;
  • redditi diversi (ad esempio quelli derivanti dalla cessione di un’azienda).

Entro quando occorre presentare il 730?

Fino a poco tempo fa, le scadenze previste per la presentazione del 730 erano:

  • 7 luglio 2020 in caso di presentazione del modello al proprio sostituto d’imposta;
  • 23 luglio 2020 per coloro che presentano il modello al Caf, al professionista abilitato oppure utilizzano il modello precompilato.

Oggi, invece, a causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus, il Governo ha uniformato le scadenze. Pertanto, il termine ultimo per la presentazione, sia del 730 ordinario che per il modello precompilato, è il 30 settembre 2020.

Cosa rischia chi non fa il 730

Il contribuente che non fa la dichiarazione dei redditi oppure la presenta 90 giorni dopo la scadenza, rischia di incorrere nelle seguenti sanzioni:

  • da 250 euro a 1000 euro se non sono dovute imposte. L’importo aumenta fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. Si paga, invece, una sanzione ridotta compresa da 150 a 500 euro se il 730 viene presentato entro l’anno successivo;
  • tra il 120% e il 240% delle imposte dovute, con importo minimo di 250 euro.

Inoltre, occorre pagare gli interessi legali sull’imposta calcolati, in base al tasso, dalla scadenza al giorno dell’effettivo pagamento. Il contribuente che non presenta il 730 entro il termine di legge commette anche il reato di omessa dichiarazione redditi [1]. Il reato sussiste nel momento in cui si supera la soglia di 50.000 euro di imposte evase ed è punito con la pena della reclusione da 2 a 5 anni. Per la punibilità della condotta è richiesto il dolo specifico, cioè la coscienza e volontà di omettere la presentazione del 730 al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto.

Tuttavia, se il contribuente presenta il 730 entro e non oltre 90 giorni dalla scadenza ricorre il cosiddetto ravvedimento operoso e si ha diritto a pagare le tasse con sanzioni ridotte

Dichiarazione infedele e fraudolenta

Oltre al reato di omessa dichiarazione dei redditi, il contribuente può anche incorrere nella dichiarazione infedele, cioè quando i redditi indicati nel 730 sono falsi o non veritieri (pensa, ad esempio, a Tizio che riporta nel modello 730 un reddito nettamente inferiore rispetto a quello percepito). Per una condotta del genere, si rischia la reclusione da 1 a 3 anni (se l’importo è superiore ai 150.000 euro e con un’imponibile di 3 milioni di euro).

Ma non è tutto. Un altro caso molto frequente è la dichiarazione fraudolenta, cioè quando si allegano fatture e documenti per operazioni mai effettuate. Anche in tal caso si rischia la reclusione fino 6 anni a condizione che l’imposta evasa (riferita alla singola dichiarazione) sia superiore a 30.000 euro.

Omessa presentazione del 730: quando si prescrive?

L’omessa dichiarazione dei redditi si prescrive entro 5 anni, a partire da quello in cui il 730 andava presentato. Trascorso questo termine, la condotta è prescrittaTi faccio un esempio pratico per farti capire meglio.

Nel 2017, Caio non ha presenta la dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2016. Se l’Agenzia delle Entrate non gli notifica la cartella di pagamento entro il 31 dicembre del 2020, allora Caio non deve pagare alcunché.


note

[1] Art. 5 D.Lgs. n. 74/2000 del 10.03.2000.


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