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Coronavirus, com’è la vita a Wuhan dopo la riapertura

8 Aprile 2020
Coronavirus, com’è la vita a Wuhan dopo la riapertura

Si guarda con grande interesse alla Cina: l’uscita dal lockdown della città dove tutto è iniziato ci mostra un prototipo della vita futura dopo il Covid-19.

Guardare in anticipo il film che sarà. Wuhan, per noi ancora in lotta col nemico Coronavirus, è l’osservatorio da cui spiare il futuro. La città cinese esce da un lockdown di due mesi e mezzo, ma la vita normale è ancora un’altra cosa. Chi si aspettava che ripartenza equivalesse al ritorno alla quotidianità resterà deluso: inevitabile la riapertura prudente, per non ripiombare nell’incubo dei contagi a catena.

Dal 23 gennaio la città era blindata e chiusa in se stessa. Oggi chi era rimasto fuori può rientrare; chi era bloccato in casa, finalmente uscire. Ma la gente, in giro per le strade di questa megalopoli da dieci milioni di abitanti, è ancora poca. Ha ancora paura.

Tra i residenti c’è anche un’italiana, Sara Platto, bresciana, che aveva deciso di non lasciare la città: “Quando la torre dell’orologio ha battuto la mezzanotte ho pianto”, ha detto all’Adnkronos. Non era un rintocco come tanti: era il segnale di una libertà ritrovata, almeno in parte. Agli italiani, tramite l’agenzia di stampa, raccomanda di “restare a casa e di non avere fretta: il governo non vi sta privando della vostra libertà, lo fa per garantirvi sicurezza“.

Anche adesso che si è deciso per la riapertura, la parola d’ordine, nella regione dell’Hubei, è cautela. E lo strumento indispensabile, in questa fase, è un’app sul cellulare per il tracciamento, dove sono registrate identità e posizione. Per uscire dalla propria città di residenza si deve ricevere l’ok via app, che arriva una volta che l’applicazione ha elaborato i dati dell’utente riguardanti le sue condizioni di salute. Per esempio: bisogna misurare la febbre e comunicare attraverso l’app la propria temperatura corporea.

Non tutte le attività lavorative hanno ripreso a pieno regime, a Wuhan: solo alcune sono state autorizzate. Chi deve andare al lavoro, non può uscire di casa senza un certificato che attesti che la sua mansione è tra quelle che hanno ricevuto il via libera. Niente sport e locali pubblici: non sono tra le attività che hanno avuto il permesso di riaprire. Va da sé, quindi, che l’intrattenimento non è ancora contemplato, in questa fase due che Wuhan ha appena inaugurato. Fare la spesa si può, ma solo nei supermarket vicini a casa. Una rivoluzione per una città in cui andare al supermercato è stato permesso solo nelle prime tre settimane di gestione dell’epidemia; dopo era diventato proibito anche quello. La gente, come Sara Platto, si attrezzava con gli ordini su Internet e app.



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