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Decreto ingiuntivo condominio: ultime sentenze

16 Febbraio 2022
Decreto ingiuntivo condominio: ultime sentenze

Opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali; giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo.

Indice

Decreto ingiuntivo emesso nei confronti del condominio

Il singolo condomino è dotato di legittimazione attiva a proporre l’opposizione ex art. 645 c.p.c. avverso il decreto ingiuntivo pronunciato nei confronti del condominio, giacché tale provvedimento può estendere i propri effetti ed essere posto in esecuzione anche contro i singoli condòmini, la cui responsabilità, in proporzione delle rispettive quote, deriva dall’esistenza dell’obbligazione assunta nell’interesse dello stesso condominio.

Cassazione civile sez. II, 20/12/2021, n.40857

Rappresentanza giudiziale del condominio

Gli amministratori di più condomìni di edifici compresi in un supercondominio non sono legittimati ad opporsi, in rappresentanza dei partecipanti ex art. 1131 c.c., al decreto ingiuntivo intimato da un creditore al supercondominio per ottenere il pagamento di un’obbligazione contratta dall’amministratore dello stesso, né possono fare valere l’obbligo di manleva assolto da quest’ultimo nei confronti e a beneficio del supercondominio garantito, non operando tra l’amministratore del supercondominio e gli amministratori dei condomìni alcuna “rappresentanza reciproca” o “legittimazione sostitutiva”.

Cassazione civile sez. II, 20/12/2021, n.40857

Il rendiconto consuntivo delle annualità precedenti

Il consuntivo per successivi periodi di gestione che, nel prospetto dei conti individuali per singolo condomino, riporti tutte le somme dovute al condominio, comprensive delle morosità relative alle annualità precedenti, una volta approvato dall’assemblea, può essere impugnato ai sensi dell’art. 1137 c.c., costituendo altrimenti esso stesso idoneo titolo del credito complessivo nei confronti di quel singolo partecipante, pur non costituendo “un nuovo fatto costitutivo del credito” stesso. In tal caso vige il principio che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su di esso gravante con la produzione del verbale dell’assemblea condominiale con cui siano state approvate le spese, nonché dei relativi documenti.

Cassazione civile sez. VI, 12/10/2021, n.27849

Opposizione a decreto ingiuntivo proposta dall’amministratore di condominio

In tema di condominio, l’amministratore di condominio, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell’assemblea, può proporre opposizione a decreto ingiuntivo, nonché impugnare la decisione del giudice di primo grado, per tutte le controversie che rientrino nell’ambito delle sue attribuzioni ex art. 1130 c.c., quali quelle aventi ad oggetto il pagamento preteso nei confronti del condominio dal terzo creditore in adempimento di un’obbligazione assunta dal medesimo amministratore per conto dei partecipanti, ovvero per dare esecuzione a delibere assembleari, erogare le spese occorrenti ai fini della manutenzione delle parti comuni o l’esercizio dei servizi condominiali.

Quindi, il creditore che deduce l’inadempimento da parte del debitore deve dimostrare, secondo i criteri di distribuzione dell’onere della prova di cui all’art. 2697 c.c., il fatto costitutivo del credito, mentre al debitore convenuto spetta la prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa o di una sua parte.

Tribunale Palermo sez. III, 15/07/2021, n.3058

Amministratore di condominio e opposizione a decreto ingiuntivo

L’amministratore di condominio, senza necessità di autorizzazione o ratifica dell’assemblea, può proporre opposizione a decreto ingiuntivo, nonché impugnare la decisione del giudice di primo grado, per tutte le controversie che rientrino nell’ambito delle sue attribuzioni ex art. 1130 c.c., quali quelle aventi ad oggetto il pagamento preteso nei confronti del condominio dal terzo creditore in adempimento di un’obbligazione assunta dal medesimo amministratore per conto dei partecipanti, ovvero per dare esecuzione a delibere assembleari, erogare le spese occorrenti ai fini della manutenzione delle parti comuni o l’esercizio dei servizi condominiali.

Tribunale Palermo sez. III, 15/07/2021, n.3058

Riscossione degli oneri condominiali

La deliberazione dell’assemblea condominiale di ripartizione delle spese, finalizzata alla riscossione dei conseguenti oneri dei singoli condomini, costituisce titolo di credito del condominio legittimante non solo la concessione del decreto ingiuntivo ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto ed il cui ambito è ristretto alla sola verifica dela esistenza e della efficacia della deliberazione assembleare di approvazione delle spese e di ripartizione del relativo onere.

Tribunale Reggio Calabria sez. I, 06/05/2021, n.629

Rapporti tra giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e giudizio di annullamento della delibera condominiale

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, l’eccezione con la quale l’opponente deduca l’annullabilità della deliberazione assembleare posta a fondamento dell’ingiunzione, senza chiedere una pronuncia di annullamento di tale deliberazione, è inammissibile e tale inammissibilità va rilevata e dichiarata d’ufficio dal giudice.

Tribunale Modena sez. I, 04/05/2021, n.728

Opposizione a decreto ingiuntivo e poteri del giudice

Il giudice del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di spese inerenti il condominio, può rilevare d’ufficio la nullità della delibera assembleare posta a fondamento della richiesta del provvedimento monitorio, la cui validità rappresenta elemento costitutivo della domanda. Invero, secondo una giurisprudenza recente, nel predetto giudizio, il giudice può sindacare sia la nullità, dedotta dalla parte o rilevata d’ufficio, della deliberazione assembleare posta a fondamento dell’ingiunzione, sia l’annullabilità di tale deliberazione, a condizione però che quest’ultima sia dedotta in via di azione, mediante apposita domanda riconvenzionale di annullamento contenuta nell’atto di citazione in opposizione, ai sensi dell’art. 1137, comma 2, c.c., nel termine perentorio ivi previsto, e non in via di eccezione.

Tribunale Napoli sez. IV, 30/04/2021, n.4106

Opposizione al decreto ingiuntivo e sindacato del giudice sulla nullità

Nel giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, il giudice può sindacare sia la nullità dedotta dalla parte o rilevata d’ufficio della deliberazione assembleare posta a fondamento dell’ingiunzione, sia l’annullabilità di tale deliberazione, a condizione che quest’ultima sia dedotta in via d’azione, mediante apposita domanda riconvenzionale di annullamento contenuta nell’atto di citazione, ai sensi dell’art. 1137, comma 2, c.c., nel termine perentorio ivi previsto, e non in via di eccezione; ne consegue l’inammissibilità, rilevabile d’ufficio, dell’eccezione con la quale l’opponente deduca solo l’annullabilità della deliberazione assembleare posta a fondamento dell’ingiunzione senza chiedere una pronuncia di annullamento.

Cassazione civile sez. un., 14/04/2021, n.9839

Opposizione a decreto ingiuntivo per la riscossione di contributi condominiali

Nel procedimento di opposizione e decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, il giudice deve verificare soltanto l’esistenza e l’efficacia delle delibere assembleari, mentre non può pronunciarsi sulla validità delle stesse, con la conseguenza che il condomino opponente non può far valere questioni attinenti la validità della delibera condominiale di approvazione dello stato di ripartizione, ma solo quelle riguardanti la sua efficacia e dunque il giudice deve accogliere l’opposizione solo nel caso in cui la delibera condominiale abbia perso la sua efficacia per l’intervenuta sospensione dell’esecuzione da parte del giudice dell’impugnazione, ex art. 1137 c.c. comma 2 , o per aver questi annullato la deliberazione, con sentenza sopravvenuta alla decisione di merito nel giudizio di opposizione.

Tribunale Roma sez. V, 16/03/2021, n.4625

L’onere probatorio

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di oneri condominiali, il condominio soddisfa l’onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale dell’assemblea in cui sono state approvate le spese, nonché dei relativi documenti; conseguentemente, nello stesso giudizio di opposizione, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti all’annullabilità della delibera condominiale di approvazione dello stato di ripartizione. Essa costituisce, infatti, titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel processo oppositorio a cognizione piena ed esauriente, il cui ambito è, dunque, ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere.

Corte appello Roma sez. VII, 26/02/2021, n.1515

Il giudice può valutare il merito delle delibere assembleari?

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo emesso ai sensi dell’art. 63 disp. att. cod. civ. per la riscossione dei contributi condominiali quantificati in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, il condomino opponente non può far valere questioni attinenti alla validità della delibera condominiale, ma solo questioni riguardanti l’efficacia della medesima: tale delibera, infatti, costituisce titolo di credito del condominio e, di per sé, prova l’esistenza di tale credito e legittima, non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condomino a pagare le somme nel giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto. Infatti, tra il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, emesso per il pagamento di oneri condominiali e la controversia avente ad oggetto l’impugnazione della delibera assembleare posta a sostegno della ingiunzione, non sussiste neppure rapporto di pregiudizialità necessaria, tenuto conto che il diritto di credito del condominio alla corresponsione delle quote di spesa per il godimento delle cose e dei servizi comuni non sorge con la delibera assembleare che ne approva il riparto, ma inerisce alla gestione dei beni e servizi comuni, sicché l’eventuale venir meno della delibera per invalidità, se implica la perdita di efficacia del decreto ingiuntivo, non comporta anche l’insussistenza del diritto del condominio di pretendere la contribuzione alle spese.

Tribunale Modena sez. I, 04/01/2021, n.2

La delibera condominiale di approvazione della spesa

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale dell’assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese, nonché dei relativi documenti. La delibera condominiale di approvazione della spesa costituisce, così, titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condominio a pagare le somme nel processo di opposizione a cognizione piena ed esauriente, il cui ambito è ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere.

Tribunale Civitavecchia sez. lav., 03/11/2020, n.981

La delibera di approvazione dei lavori

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo concernente il pagamento di contributi per spese, il condominio soddisfa l’onere probatorio su esso gravante con la produzione del verbale dell’assemblea condominiale in cui sono state approvate le spese, nonché dei relativi documenti. Il giudice, pronunciando sul merito, emetterà una sentenza favorevole o meno, a seconda che l’amministratore dimostri che la domanda sia fondata, e cioè che il credito preteso sussiste, è esigibile e che il condominio ne è titolare.

La delibera condominiale di approvazione dei lavori costituisce, così, titolo sufficiente del credito del condominio e legittima non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del condominio a pagare le somme nel processo oppositorio a cognizione piena ed esauriente, il cui ambito è ristretto alla verifica della (perdurante) esistenza della deliberazione assembleare di approvazione della spesa e di ripartizione del relativo onere. Il giudice deve quindi accogliere l’opposizione solo qualora la delibera condominiale abbia perduto la sua efficacia, per esserne stata l’esecuzione sospesa dal giudice dell’impugnazione, ex articolo 1137, comma 2, del Cc, o per avere questi, con sentenza sopravvenuta alla decisione di merito nel giudizio di opposizione ancorché non passata in giudicato, annullato la deliberazione.

Cassazione civile sez. VI, 24/09/2020, n.20003

Annullabilità delle delibere condominiali

L’errato inserimento in bilancio di una spesa individuale non dovuta o l’omesso inserimento di un credito (come il mancato inserimento di un importo versato per un decreto ingiuntivo con i relativi interessi o la richiesta di una somma a titolo di spese legali individuali) integra mera ipotesi di annullabilità della delibera in quanto l’assemblea non ha detta criteri generali di riparto in difformità da quelli previsti dalla legge ma semplicemente (eventualmente) ha errato nell’attribuire, in seno al prospetto contabile, un debito od un credito ad un determinato partecipante senza peraltro incidere in alcun modo sui criteri di riparto che esulano da detta ipotesi non essendo necessario il ricorso agli stessi per determinare il dovuto.

Tribunale Roma sez. V, 21/01/2020, n.1274

Somme dovute al terzo per la gestione dei beni comuni

La controversia che non abbia ad oggetto diritti dei singoli condomini sui beni comuni, bensì l’esazione delle somme dovute ad un soggetto terzo in relazione alla gestione dei beni comuni è destinata a soddisfare le esigenze della collettività condominiale indi va esclusa la legittimazione dei singoli condomini a proporre opposizione avverso il decreto ingiuntivo ottenuto dal terzo nei confronti del Condominio.

Tribunale Cosenza sez. I, 04/01/2020, n.22

Opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, il limite alla rilevabilità d’ufficio dell’invalidità delle sottostanti delibere non opera allorché si tratti di vizi implicanti la loro nullità, trattandosi dell’applicazione di atti la cui validità rappresenta un elemento costitutivo della domanda. Con la conseguenza che il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo, anche d’ufficio, può rilevare tali vizi, trattandosi di un elemento costitutivo della domanda: a fortiori ragione, se sollecitato dalla parte opponente.

Tribunale Lecce sez. I, 12/02/2020, n.451

L’esecutività della delibera

Nell’opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., ciò che assume rilievo è unicamente l’esecutività della decisione dell’assise condominiale che, qualora non privata – a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelarmente nell’ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell’atto da parte del medesimo organo che l’aveva adottato, o, ancora, a seguito di suo giudiziale annullamento o declaratoria di nullità – di detto carattere, supporta validamente il provvedimento monitorio fatto oggetto di opposizione.

Alla luce dei rilievi svolti, è da rilevare che la delibera, posta a base delle pretese avanzate in sede monitoria, costituisce titolo di credito del condominio. La stessa pertanto prova, di per sé, l’esistenza di tale credito, legittimando, senz’altro, non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del singolo condomino a pagare le somme all’esito del giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto, il cui ambito è ristretto solamente alla verifica dell’esistenza e dell’efficacia della deliberazione assembleare medesima relativa all’approvazione della spesa e alla ripartizione degli inerenti oneri.

Tribunale Roma sez. V, 04/09/2019, n.16930

Riscossione dei contributi condominiali 

Per la riscossione dei contributi condominiali, l’amministratore può chiedere il decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, ai sensi dell’art. 63 disp. att. cod. civ., nei confronti del condomino moroso, in base al preventivo delle spese approvato dall’assemblea, soltanto fino a che l’esercizio cui tali spese si riferiscono non sia terminato, dovendo altrimenti agire in base al consuntivo della gestione annuale.

L’anno, cui fa riferimento l’art. 63, comma 2, disp. att. c.c., deve, peraltro, essere di sicuro inteso con riferimento al periodo annuale costituito dall’esercizio della gestione condominiale, non necessariamente, perciò, coincidente con l’anno solare.

Tuttavia può predicarsi la legittimità della riscossione dei contributi condominiali da parte dell’amministratore sulla base del bilancio preventivo regolarmente approvato sino a quando questo non sia stato sostituito dal bilancio consuntivo.

Tribunale Cosenza sez. I, 03/09/2019, n.1744

L’efficacia delle relative delibere assembleari

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali il giudice deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo tale sindacato riservato al giudice davanti al quale dette delibere sono state impugnate.

Tribunale Bergamo sez. IV, 16/07/2019, n.1665

La prova scritta idonea per ottenere decreto ingiuntivo

Il verbale di assemblea condominiale, contenente l’indicazione delle spese occorrenti per la conservazione o l’uso delle parti comuni, ovvero, la delibera di approvazione del preventivo di spese straordinarie, costituisce prova scritta idonea per ottenere decreto ingiuntivo pur in mancanza dello stato di ripartizione delle medesime, necessario al solo fine di ottenere la clausola di provvisoria esecuzione del provvedimento.

Corte appello Milano sez. III, 07/05/2019, n.1989

Gestione del condominio e riscossione dei contributi condominiali

In materia condominiale, il Condominio, al fine di assicurare la manutenzione delle parti comuni dell’edificio e l’esercizio dei servizi comuni deve far fronte alle relative spese mediante la puntuale riscossione dei contributi dovuti dai condomini secondo il piano di riparto approvato dall’assemblea. Tale esigenza emerge da una lettura sistematica dell’art. 1130 c.c., che tra le attribuzioni dell’amministratore contempla espressamente, tra l’altro, il dovere di eseguire le deliberazioni dell’assemblea dei condomini e di riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio e per l’esercizio dei servizi comuni.

L’amministratore, quindi, ha il dovere di riscuotere tali contributi in correlazione con l’altro suo dovere di impiegarli per le spese necessarie per il raggiungimento delle suindicate finalità. L’esigenza poi di procedere sollecitamente alla riscossione dei contributi condominiali è evidenziata dall’art. 63 disp. att. c.c., che consente all’amministratore di ottenere decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo nei confronti dei condomini morosi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea senza necessità di autorizzazione alcuna.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 08/07/2019, n.1727

Rilevabilità d’ufficio della nullità delle sottostanti delibere assembleari

In sede di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, non opera il limite alla rilevabilità anche officiosa dell’invalidità della sottostante delibera, trattandosi di elemento costitutivo della domanda di pagamento.

Cassazione civile sez. II, 23/07/2019, n.19832

Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali relativi a lavori straordinari appaltati dal condominio, il condomino moroso destinatario del ricorso monitorio non può lamentare difetto di prova della prestazione eseguita dall’appaltatore, che sarebbe inadempiente in considerazione del ritardo nella consegna dei lavori. Tale eccezione, infatti, non merita seguito, atteso che non viene minimamente in rilievo il rapporto contrattuale con l’appaltatore (sul quale, effettivamente – ove fosse parte del giudizio – graverebbe l’onere di provare l’adempimento), ma solo il debito del condomino moroso nei confronti del condominio, debito che trae origine dalla sua qualità di condomino e dalla sua conseguente soggezione al volere dell’assemblea, consacrato nella delibera.

Ora, l’eventuale inadempimento dell’appaltatore potrebbe semmai incidere sulla validità della delibera che approva i lavori, ma si tratta di un profilo che non può essere indagato in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, atteso che, nell’opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali, rileva esclusivamente la perdurante efficacia della delibera, non anche la sua validità, che può essere sindacata solo in seno al giudizio di impugnazione, soggetto agli angusti limiti codicistici.

Tribunale Rimini, 19/04/2019, n.352

Legittimazione ad agire dell’amministratore del condominio

L’amministratore condominiale ha la legittimazione attiva ad agire per il recupero degli oneri condominiali, giacché, in relazione alla riscossione dei contributi, oggetto di contestazione, rientrante nelle attribuzioni spettanti per legge all’amministratore, la legge riconosce a quest’ultimo il potere di rappresentanza dei condomini ed il potere di agire in giudizio senza necessità di alcuna autorizzazione dell’assemblea.

L’amministratore si trova, pertanto, nella posizione di poter richiedere al giudice la pronuncia di merito sulla questione dedotta. Questi, poi, emetterà una sentenza, favorevole o meno, a seconda che l’amministratore dimostri che la domanda è fondata, ossia che il diritto reclamato sussiste, è esigibile e che il condominio ne è titolare. In definitiva, l’amministratore è legittimato a riscuotere i contributi dai singoli condomini in base alla ripartizione approvata dall’assemblea o anche in difetto del piano di riparto approvato senza necessità di autorizzazione alcuna. Di talché, l’amministratore può promuovere il procedimento monitorio e resistere all’opposizione al decreto ingiuntivo.

Conseguentemente, deve escludersi che la delibera di approvazione assembleare del piano di ripartizione costituisca un presupposto processuale o una condizione dell’azione, posto che la legittimazione ad agire dell’amministratore per il pagamento della quota condominiale trova fondamento direttamente nelle disposizioni di cui agli artt. 1130 e 1131 c.c..

Corte appello Napoli sez. III, 19/09/2019, n.4525

L’eccezione di nullità della delibera assembleare in sede di opposizione a decreto ingiuntivo

È opportuno rimettere gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite per la soluzione del contrasto giurisprudenziale riguardante la possibilità o meno di eccepire in sede di opposizione a decreto ingiuntivo vizi inerenti le delibere assembleari nelle quali vengono stabilite le somme dovute dai condomini.

Cassazione civile sez. II, 01/10/2019, n.24476



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