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Decreto ingiuntivo condominio: ultime sentenze

6 Maggio 2020
Decreto ingiuntivo condominio: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali; condomino moroso destinatario del ricorso monitorio; giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo.

Annullabilità delle delibere condominiali

L’errato inserimento in bilancio di una spesa individuale non dovuta o l’omesso inserimento di un credito (come il mancato inserimento di un importo versato per un decreto ingiuntivo con i relativi interessi o la richiesta di una somma a titolo di spese legali individuali) integra mera ipotesi di annullabilità della delibera in quanto l’assemblea non ha detta criteri generali di riparto in difformità da quelli previsti dalla legge ma semplicemente (eventualmente) ha errato nell’attribuire, in seno al prospetto contabile, un debito od un credito ad un determinato partecipante senza peraltro incidere in alcun modo sui criteri di riparto che esulano da detta ipotesi non essendo necessario il ricorso agli stessi per determinare il dovuto.

Tribunale Roma sez. V, 21/01/2020, n.1274

Somme dovute al terzo per la gestione dei beni comuni

La controversia che non abbia ad oggetto diritti dei singoli condomini sui beni comuni, bensì l’esazione delle somme dovute ad un soggetto terzo in relazione alla gestione dei beni comuni è destinata a soddisfare le esigenze della collettività condominiale indi va esclusa la legittimazione dei singoli condomini a proporre opposizione avverso il decreto ingiuntivo ottenuto dal terzo nei confronti del Condominio.

Tribunale Cosenza sez. I, 04/01/2020, n.22

Opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, il limite alla rilevabilità d’ufficio dell’invalidità delle sottostanti delibere non opera allorché si tratti di vizi implicanti la loro nullità, trattandosi dell’applicazione di atti la cui validità rappresenta un elemento costitutivo della domanda. Con la conseguenza che il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo, anche d’ufficio, può rilevare tali vizi, trattandosi di un elemento costitutivo della domanda: a fortiori ragione, se sollecitato dalla parte opponente.

Tribunale Lecce sez. I, 12/02/2020, n.451

L’esecutività della delibera

Nell’opposizione ex art. 645 c.p.c., promossa dal singolo condomino avverso l’ingiunzione giudiziale di pagamento emessa ai sensi dell’art. 63 disp att. c.c., ciò che assume rilievo è unicamente l’esecutività della decisione dell’assise condominiale che, qualora non privata – a seguito di pronuncia interinale di sospensiva resa cautelarmente nell’ambito del procedimento di gravame avverso la delibera medesima, ovvero per effetto del ritiro dell’atto da parte del medesimo organo che l’aveva adottato, o, ancora, a seguito di suo giudiziale annullamento o declaratoria di nullità – di detto carattere, supporta validamente il provvedimento monitorio fatto oggetto di opposizione.

Alla luce dei rilievi svolti, è da rilevare che la delibera, posta a base delle pretese avanzate in sede monitoria, costituisce titolo di credito del condominio. La stessa pertanto prova, di per sé, l’esistenza di tale credito, legittimando, senz’altro, non solo la concessione del decreto ingiuntivo, ma anche la condanna del singolo condomino a pagare le somme all’esito del giudizio di opposizione che quest’ultimo proponga contro tale decreto, il cui ambito è ristretto solamente alla verifica dell’esistenza e dell’efficacia della deliberazione assembleare medesima relativa all’approvazione della spesa e alla ripartizione degli inerenti oneri.

Tribunale Roma sez. V, 04/09/2019, n.16930

Riscossione dei contributi condominiali 

Per la riscossione dei contributi condominiali, l’amministratore può chiedere il decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, ai sensi dell’art. 63 disp. att. cod. civ., nei confronti del condomino moroso, in base al preventivo delle spese approvato dall’assemblea, soltanto fino a che l’esercizio cui tali spese si riferiscono non sia terminato, dovendo altrimenti agire in base al consuntivo della gestione annuale.

L’anno, cui fa riferimento l’art. 63, comma 2, disp. att. c.c., deve, peraltro, essere di sicuro inteso con riferimento al periodo annuale costituito dall’esercizio della gestione condominiale, non necessariamente, perciò, coincidente con l’anno solare.

Tuttavia può predicarsi la legittimità della riscossione dei contributi condominiali da parte dell’amministratore sulla base del bilancio preventivo regolarmente approvato sino a quando questo non sia stato sostituito dal bilancio consuntivo.

Tribunale Cosenza sez. I, 03/09/2019, n.1744

L’efficacia delle relative delibere assembleari

Nel procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali il giudice deve limitarsi a verificare la perdurante esistenza ed efficacia delle relative delibere assembleari, senza poter sindacare, in via incidentale, la loro validità, essendo tale sindacato riservato al giudice davanti al quale dette delibere sono state impugnate.

Tribunale Bergamo sez. IV, 16/07/2019, n.1665

La prova scritta idonea per ottenere decreto ingiuntivo

Il verbale di assemblea condominiale, contenente l’indicazione delle spese occorrenti per la conservazione o l’uso delle parti comuni, ovvero, la delibera di approvazione del preventivo di spese straordinarie, costituisce prova scritta idonea per ottenere decreto ingiuntivo pur in mancanza dello stato di ripartizione delle medesime, necessario al solo fine di ottenere la clausola di provvisoria esecuzione del provvedimento.

Corte appello Milano sez. III, 07/05/2019, n.1989

Gestione del condominio e riscossione dei contributi condominiali

In materia condominiale, il Condominio, al fine di assicurare la manutenzione delle parti comuni dell’edificio e l’esercizio dei servizi comuni deve far fronte alle relative spese mediante la puntuale riscossione dei contributi dovuti dai condomini secondo il piano di riparto approvato dall’assemblea. Tale esigenza emerge da una lettura sistematica dell’art. 1130 c.c., che tra le attribuzioni dell’amministratore contempla espressamente, tra l’altro, il dovere di eseguire le deliberazioni dell’assemblea dei condomini e di riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio e per l’esercizio dei servizi comuni.

L’amministratore, quindi, ha il dovere di riscuotere tali contributi in correlazione con l’altro suo dovere di impiegarli per le spese necessarie per il raggiungimento delle suindicate finalità. L’esigenza poi di procedere sollecitamente alla riscossione dei contributi condominiali è evidenziata dall’art. 63 disp. att. c.c., che consente all’amministratore di ottenere decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo nei confronti dei condomini morosi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea senza necessità di autorizzazione alcuna.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 08/07/2019, n.1727

Rilevabilità d’ufficio della nullità delle sottostanti delibere assembleari

In sede di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di oneri condominiali, non opera il limite alla rilevabilità anche officiosa dell’invalidità della sottostante delibera, trattandosi di elemento costitutivo della domanda di pagamento.

Cassazione civile sez. II, 23/07/2019, n.19832

Giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali relativi a lavori straordinari appaltati dal condominio, il condomino moroso destinatario del ricorso monitorio non può lamentare difetto di prova della prestazione eseguita dall’appaltatore, che sarebbe inadempiente in considerazione del ritardo nella consegna dei lavori. Tale eccezione, infatti, non merita seguito, atteso che non viene minimamente in rilievo il rapporto contrattuale con l’appaltatore (sul quale, effettivamente – ove fosse parte del giudizio – graverebbe l’onere di provare l’adempimento), ma solo il debito del condomino moroso nei confronti del condominio, debito che trae origine dalla sua qualità di condomino e dalla sua conseguente soggezione al volere dell’assemblea, consacrato nella delibera.

Ora, l’eventuale inadempimento dell’appaltatore potrebbe semmai incidere sulla validità della delibera che approva i lavori, ma si tratta di un profilo che non può essere indagato in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, atteso che, nell’opposizione a decreto ingiuntivo per oneri condominiali, rileva esclusivamente la perdurante efficacia della delibera, non anche la sua validità, che può essere sindacata solo in seno al giudizio di impugnazione, soggetto agli angusti limiti codicistici.

Tribunale Rimini, 19/04/2019, n.352

Legittimazione ad agire dell’amministratore del condominio

L’amministratore condominiale ha la legittimazione attiva ad agire per il recupero degli oneri condominiali, giacché, in relazione alla riscossione dei contributi, oggetto di contestazione, rientrante nelle attribuzioni spettanti per legge all’amministratore, la legge riconosce a quest’ultimo il potere di rappresentanza dei condomini ed il potere di agire in giudizio senza necessità di alcuna autorizzazione dell’assemblea.

L’amministratore si trova, pertanto, nella posizione di poter richiedere al giudice la pronuncia di merito sulla questione dedotta. Questi, poi, emetterà una sentenza, favorevole o meno, a seconda che l’amministratore dimostri che la domanda è fondata, ossia che il diritto reclamato sussiste, è esigibile e che il condominio ne è titolare. In definitiva, l’amministratore è legittimato a riscuotere i contributi dai singoli condomini in base alla ripartizione approvata dall’assemblea o anche in difetto del piano di riparto approvato senza necessità di autorizzazione alcuna. Di talché, l’amministratore può promuovere il procedimento monitorio e resistere all’opposizione al decreto ingiuntivo.

Conseguentemente, deve escludersi che la delibera di approvazione assembleare del piano di ripartizione costituisca un presupposto processuale o una condizione dell’azione, posto che la legittimazione ad agire dell’amministratore per il pagamento della quota condominiale trova fondamento direttamente nelle disposizioni di cui agli artt. 1130 e 1131 c.c..

Corte appello Napoli sez. III, 19/09/2019, n.4525

L’eccezione di nullità della delibera assembleare in sede di opposizione a decreto ingiuntivo

È opportuno rimettere gli atti al Primo Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite per la soluzione del contrasto giurisprudenziale riguardante la possibilità o meno di eccepire in sede di opposizione a decreto ingiuntivo vizi inerenti le delibere assembleari nelle quali vengono stabilite le somme dovute dai condomini.

Cassazione civile sez. II, 01/10/2019, n.24476



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