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Lavoro nero: sanzione ridotta con saldo entro 60 giorni

25 Giugno 2014
Lavoro nero: sanzione ridotta con saldo entro 60 giorni

Ispettori del lavoro: l’importo della sanzione sarà pari ad un terzo del massimo o al doppio del minimo.

La contestazione delle violazioni di legge in materia di lavoro e previdenza sociale è di competenza dei funzionari preposti alla vigilanza.

Secondo le direttive ministeriali tutti i funzionari, al termine degli accertamenti ispettivi, devono redigere un verbale unico di accertamento e notificazione di illeciti amministrativi.

Se non è presente il datore di lavoro e, in ogni caso, ove non fosse possibile procedere alla immediata contestazione della violazione, l’ispettore è tenuto a notificare la stessa nel termine prescritto di 90 giorni dalla conclusione dell’accertamento.

Pertanto, se entro tale termine gli estremi della violazione non sono stati notificati, l’illecito amministrativo si prescrive e la sanzione si estingue.

La procedura oblativa

La legge [1] disciplina una sorta di procedura oblativa (assimilabile a quella prevista per le contravvenzioni per una sollecita definizione del procedimento, comportante la rinuncia, da parte del soggetto che deve rispondere dell’illecito alle garanzie previste dalle successive fasi del procedimento amministrativo.

Viene concesso al trasgressore, in via generale, il pagamento della sanzione amministrativa per la violazione commessa, in misura ridotta. L’importo della sanzione da pagare sarà nella misura pari alla terza parte dell’importo massimo previsto dalla legge o, se più favorevole, al doppio del minimo. Il pagamento così calcolato dovrà essere versato entro il termine improrogabile di 60 giorni dalla contestazione o notificazione dell’illecito.

Il pagamento nelle forme sopraindicate blocca l’ulteriore procedura amministrativa diretta all’emissione dell’ordinanza-ingiunzione di pagamento della sanzione [2]. Infatti, il funzionario o l’agente che ha accertato la violazione è tenuto a presentare rapporto all’autorità competente (nel nostro caso al direttore della Direzione territoriale del lavoro competente per territorio), “qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta”.

L’esempio

Ne consegue, ad esempio, nel caso in cui venga accertata l’omessa concessione del riposo settimanale, tenuto conto che la legge prevede la sanzione amministrativa da 800 a 3mila euro (se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori ovvero a 3 periodi di riferimento), il trasgressore sarà ammesso ad estinguere la violazione mediante il pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta pari a mille euro, il cui importo (1/3 del massimo) è più favorevole rispetto al doppio del minimo.

Termine di 60 giorni

Il pagamento della sanzione in misura ridotta – che costituisce un diritto per il soggetto al quale è stata contestata/notificata la violazione e non è, pertanto, una discrezionalità dell’Amministrazione – è soggetto, quale unica condizione, al pagamento relativo alla sanzione in misura ridotta, entro il termine perentorio di 60 giorni dalla contestazione/notificazione, senza, pertanto incidere in alcun modo sul fatto costituente illecito.

Senza misura ridotta

Non è possibile il pagamento in misura ridotta nel caso di mancata concessione del riposo settimanale, a più di 10 lavoratori o per almeno 5 periodi di riferimento [3], o per aver violato il divieto di licenziamento della lavoratrice madre [4].

Nelle ipotesi prospettate, salvo che il trasgressore non intenda contestare la violazione mediante scritti difensivi da inoltrare entro 30 giorni alla direzione territoriale del Lavoro, sarà destinatario dell’ordinanza ingiunzione [5].


note

[1] Art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.

[2] Ai sensi dell’art. 18 della legge 689/1981.

[3] Art. 18-bis, comma 3, del Dlgs 8 aprile 1966, n. 66.

[4] Art. 54, comma 8, del Dlgs 26 marzo 2001, n. 151.

[5] Art. 18 della legge 689/1981.

Autore immagine: 123rf com


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