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Danno linea telefonica: ultime sentenze

6 Maggio 2020
Danno linea telefonica: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: contratto telefonico e cattivo funzionamento della rete telefonica; compagnia telefonica; disservizio linea telefonica; danno da perdita di chance; mancato funzionamento della linea telefonica dello studio; frequente caduta della linea; prova specifica dell’utente.

La linea telefonica aziendale non funziona? La compagnia telefonica risponde del danno da perdita di chance.

Contratto di utenza

Gli acquisti sostenuti dai legali per l’esercizio della professione, tra cui i testi giuridici, la stipula di una Rc professionale, l’appalto dei servizi di pulizia o la somministrazione di luce, gas e servizi telefonici per l’attività dello studio, sono da considerarsi “atti della professione” e, in quanto tali, non sono riconducibili alla normativa in favore dei consumatori. A ricordarlo è la Cassazione che ha accolto il ricorso di Wind Telecomunicazioni contro un avvocato che aveva ottenuto un risarcimento di oltre 20mila euro per il danno patrimoniale e non patrimoniale dovuto al mancato funzionamento della linea telefonica dello studio.

Per la Corte, i giudici di merito hanno errato nel non accogliere l’eccezione di incompetenza territoriale avanzata dall’operatore telefonico, ritenendo applicabile il foro del consumatore in considerazione della disparità economiche tra i due soggetti in causa. Per i giudici, invece, il contratto di utenza rientra tra gli atti professionali e, a ogni modo, le differenze economiche esistenti tra te parti di un contratto, da sole, non giustificano l’applicazione delle norme dettate per i contratti dei consumatori.

Cassazione civile sez. III, 26/09/2018, n.22810

Prova del danno da perdita di clientela

Per il risarcimento danni da perdita di clientela già acquisita, causati da un disservizio della linea telefonica, non è utile al fine di dimostrazione la differenza di fatturazione l’allegazione delle fatture limitate al medesimo periodo dell’anno precedente rispetto a quello del disservizio con dati non omogenei, in considerazione del fatto che “gli effetti” dei danni si avranno nella fatturazione successiva a quella del disservizio, e pertanto il confronto andrebbe fatto con quella fatturazione delle annualità precedenti. La fatturazione dell’anno precedente coincidente con il disservizio non può far prova delle perdite economiche subite ai fini della sussistenza e della quantificazione.

Corte appello Napoli sez. III, 19/02/2020, n.796

Linea telefonica interrotta durante le feste 

La perduta possibilità di disporre d’un telefono funzionante durante le feste natalizie non costituisce né una ipotesi di reato, né una lesione di diritti della persona costituzionalmente garantiti: non ricorreva dunque, nella specie, alcuna delle ipotesi cui l’art. 2059 c.c..

Cassazione civile sez. VI, 13/02/2020, n.3544

Risarcimento del danno patrimoniale

Il gestore telefonico che si renda inadempiente al contratto di somministrazione con l’utente, impedendogli di fruire del servizio, è tenuto a risarcire il danno patrimoniale, inclusa la perdita di chance, quest’ultima liquidabile anche in via equitativa.

Cassazione civile sez. III, 29/01/2019, n.2358

Disagi alla linea telefonica: risarcimento

Si può escludere che il danno cosiddetto esistenziale rimanga integrato non già in presenza di uno sconvolgimento esistenziale, bensì del mero sconvolgimento dell’agenda o della mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità della vita, e, in particolare, a fronte di meri disagi, fastidi, disappunti, ansie, stress o violazioni del diritto alla tranquillità (escluso, nella specie, il risarcimento richiesto dall’erede di un uomo che aveva subito disagi dal mancato funzionamento della linea telefonica).

Cassazione civile sez. VI, 16/11/2017, n.27229

Cattivo funzionamento della rete telefonica: prova 

In tema di contratto telefonico e cattivo funzionamento della rete telefonica, nell’ipotesi di azione per il risarcimento del danno, non è necessaria la prova cd specifica da parte del cliente professionista giacché la linea telefonica è installata presso il suo studio per il quale il collegamento telefonico e internet è di vitale importanza ai fini del contatto con la clientela.

Tribunale Roma sez. X, 02/05/2017, n.8536

Frequente la caduta della linea

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che hanno rigettato la domanda proposta da un avvocato nei confronti della Telecom per ottenere il risarcimento del danno subito a seguito di un guasto all’utenza telefonica del proprio studio legale, che aveva impedito la comunicazione in entrata e in uscita, in quanto i tabulati prodotti e le testimonianze assunte dimostravano che era stata costantemente utilizzata la linea telefonica dello studio, anche nei giorni successivi a quello della denunzia del guasto, e che l’inconveniente, consistente nella frequente la caduta della linea, era durato solo pochi giorni.

Cassazione civile sez. VI, 14/04/2015, n.7444

Liquidazione equitativa del danno: limiti

La liquidazione in via equitativa, ai sensi degli artt. 1226 e 2056 c.c., non si estrinseca in un giudizio di equità ma in un giudizio di diritto con la conseguenza che tale può trovare ingresso unicamente qualora la parte abbia dimostrato la sussistenza di un danno risarcibile o detto debba ritenersi in re ipsa all’evento in quanto discendente in via diretta e immediata dalla situazione illegittima (fattispecie relativa al risarcimento a titolo di ristoro del danno patito a seguito dell’illegittimo distacco della linea telefonica in assenza di alcuna morosità).

Cassazione civile sez. III, 31/03/2016, n.6218

Ritardato trasloco dell’utenza telefonica fissa

In tema di controversia per risarcimento del danno per ritardato trasloco dell’utenza telefonica fissa, per la liquidazione del danno si deve comunque tenere conto del fondamentale principio di cui all’art. 1227 comma 2 c.c., per il quale “il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza”.

Pertanto, di fronte alla lunga inerzia dell’operatore a procedere al trasloco richiesto, l’utente ha l’obbligo di attivarsi per costituire un nuovo rapporto di fornitura con diverso gestore di telefonia fissa, in modo da contenere i pregiudizi per mancato funzionamento della linea e sì da fruire del medesimo servizio con modalità alternative, superando gli effetti dell’inadempimento denunciato.

Tribunale Nola sez. II, 13/01/2009

Prolungata interruzione della linea telefonica

La prolungata interruzione della linea telefonica, senza preavviso alcuno, da parte del gestore costituisce inadempimento contrattuale ex art. 1218 c.c. Il danno che ne consegue deve essere tuttavia provato nella sua esistenza e nel suo ammontare; la difficoltà della quantificazione legittima il ricorso alla valutazione equitativa. L’importo liquidato dovrà essere rivalutato dal giorno della domanda al saldo e sulla somma non rivalutata devono essere riconosciuti gli interessi legali, per il medesimo periodo.

Tribunale Roma sez. X, 03/07/2014, n.14554

Passaggio ad altro operatore: inadempimento gestori telefonici

In tema di passaggio della linea telefonica ad altro operatore con portabilità del numero, laddove, alla data prevista per la migrazione, la linea risulti disabilitata, va dichiarato l’inadempimento contrattuale di entrambi i gestori telefonici coinvolti (quello da cui si proviene e quello con il quale è stato sottoscritto il nuovo contratto), in quanto unici soggetti abilitati a gestire la procedura, con conseguente condanna al risarcimento del danno, da liquidarsi anche equitativamente.

Tribunale Roma sez. X, 02/11/2016, n.20273



7 Commenti

  1. Buonasera sono rimasta senza linea telefonica e internet per diversi giorni a causa di un guasto che il mio operatore non è riuscito a risolvere. come posso chiedere un risarcimento? Vi ringrazio in anticpo. Vi seguo sempre e devo dire che trovo sempre notizie interessanti sul vostro sito.

    1. Ciascun operatore telefonico è tenuto ad avere la cosiddetta carta servizi, un documento in cui vengono descritti i servizi e gli standard qualitativi offerti, i diritti e gli obblighi derivanti dal rapporto contrattuale col cliente. Nella carta servizi, la casa di telefonia si impegna a riparare guasti e disservizi entro un tempo prestabilito (che varia da azienda ad azienda) sforato il quale, il cliente ha diritto a un indennizzo.Se si verifica un problema o un guasto sulla linea telefonica, è necessario segnalarlo al centro assistenza. Alcune società telefoniche fissano il tempo di riparazione nelle 24 ore successive alla segnalazione, altre nei due giorni successivi alla segnalazione, altre ancora hanno tempi più lunghi. Qualora il guasto si protragga oltre questo tempo, l’utente ha diritto a un indennizzo, che varia da azienda ad azienda. L’indennizzo è giornaliero e alcuni operatori prevedono un tetto massimo: ad esempio, 10 euro per ogni giorno di ritardo, per un massimo di 100 euro. L’indennizzo non può in ogni caso essere inferiore alle 5 euro giornaliere.Al fine di ottenerlo, è necessario quindi provvedere alla segnalazione del guasto tramite il centro assistenza o tramite il sito internet dell’operatore. Superato il tempo limite indicato nella carta servizi per la riparazione del guasto, scatta il diritto all’indennizzo, che va fatto valere attraverso l’invio di una richiesta scritta, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, anticipando magari il tutto via fax (facoltativo). Tale richiesta deve avere un oggetto preciso: “Richiesta di indennizzo”. Devono essere indicati:
      – i dati personali dell’intestatario dell’utenza;
      – il numero dell’utenza;
      – il codice cliente (presente in fattura);
      – la tipologia di disservizio;
      –la data e l’ora della segnalazione;
      – i giorni trascorsi per la riparazione (qualora la riparazione sia avvenuta).
      – la richiesta di indennizzo, con annessa citazione della normativa di riferimento sugli indennizzi.
      L’operatore deve rispondere alla richiesta di indennizzo entro un tempo prestabilito, superato il quale scatta un ulteriore indennizzo. Qualora non vi sia alcuna riposta o la risposta sia negativa, qualora non vi sia accordo sulla misura dell’indennizzo e per qualunque altra divergenza contrattuale, è possibile rivolgersi al Co.Re.Com della propria regione: il Co.Re.Com è un organismo di conciliazione che rappresenta una tappa obbligata per poter proporre, qualora la conciliazione non riuscisse, un’azione giudiziale.

    1. Anche se può sembrare banale, la posizione del tuo router WiFi è la prima cosa che dovresti verificare per comprendere e porre fine ai problemi di scarsa ricezione. Anche il miglior router sul mercato ha infatti una distanza massima a cui può estendere il segnale, che può essere più o meno ampia a seconda del modello e della marca del dispositivo. Dovresti, prima di tutto, verificare la portata del router, e in secondo luogo verificare la possibilità di uno spostamento di quest’ultimo.La posizione attuale potrebbe infatti non essere quella ottimale per raggiungere tutti i posti in cui lavori o tutti i dispositivi che necessitano di una connessione prestante al WiFi. Nella ricerca di una nuova posizione, tieni conto anche di muri, scale, pavimenti e voluminosi oggetti di metallo che potrebbero indebolire il segnale WiFi, vanificando di conseguenza tutti gli sforzi da te fatti per estendere il segnale.

      Se lo ritieni opportuno, puoi effettuare alcune prove sulla posizione del tuo router, avvalendoti dell’app gratuita Wi-Fi SweetSpots, disponibile sia sul Play Store di Android sia sull’App Store di iOS. Attraverso questa semplicissima applicazione potrai ottenere un dato preciso e affidabile sulla potenza del segnale WiFi in diversi punti dell’edificio, e agire di conseguenza per scegliere una posizione ottimale per il router.

      Nel corso della tua valutazione della migliore posizione possibile per il tuo router, prenditi qualche minuto per valutare anche un altro aspetto che potrebbe peggiorare la qualità della tua connessione WiFi. Stiamo parlando degli scrocconi di WiFi, ovvero persone che si trovano nei paraggi della sua abitazione e che potrebbero essere risalite alla password per accedere alla tua rete. In questo caso, oltre alle tue attività volontarie e a quelle automatiche da parte di computer e dispositivi mobili, che utilizzano la rete per i loro backup automatici, la tua rete casalinga dovrebbe sobbarcarsi anche un ulteriore carico da parte di estranei. Per ovviare a questo problema, ricordati di cambiare la password del tuo router a intervalli regolari, oltre a verificare l’intromissione di dispositivi di estranei nella tua rete attraverso il pannello di amministrazione del tuo router. Per maggiori informazioni leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/363003_come-amplificare-segnale-wifi

  2. Mi spiegate come bloccare definitivamente le invadenti telefonate dei call center? Mi sono seccato. Mi chiamano ad ogni ora del giorno. Poi, non rispondo e loro insistono, silenzio le chiamate e continuano. Mica posso stare attaccato al telefono a deviare sempre le telefonate… c’è una soluzione?

    1. Fortunatamente, c’è un servizio pubblico italiano che viene incontro alla nostra legittima esigenza di non ricevere più chiamate per scopi commerciali, per telemarketing o per ricerche di mercato. Il nome di questo servizio è Registro pubblico delle opposizioni, istituito nel 2010 e di proprietà del ministero dello Sviluppo Economico.Questo servizio, totalmente gratuito e riservato agli intestatari di linee telefoniche fisse, consente a chiunque ne faccia richiesta di opporsi all’utilizzo per finalità pubblicitarie del proprio numero e del proprio indirizzo postale, negando così il permesso di utilizzarlo agli operatori che svolgono attività di marketing telefonico o postale. Scopriamo quindi nelle prossime righe come approfittare di questa importantissima risorsa.Si può richiedere l’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni in quattro modi. Si può compilare un modulo web, presente all’interno del sito ufficiale del servizio, si può telefonare al numero verde 800 265 265, si può inviare una mail all’indirizzo abbonati.rpo@fub.it e infine si può inviare una raccomandata. Vediamo nel dettaglio ognuna di queste modalità.Per effettuare la registrazione al Registro pubblico delle opposizioni tramite il web, comincia con recarti, attraverso un qualsiasi browser, nell’apposita pagina. Inserisci tutti i campi che ti qualificano come legittimo proprietario della linea telefonica e seleziona, tramite l’apposito menu a tendina, se chiedi l’opposizione alla pubblicità telefonica, a quella cartacea o a entrambe.Non dimenticare, inoltre, nella parte inferiore della pagina, di mettere una spunta sull’informativa per la privacy e sulla dichiarazione di veridicità ed esattezza dei dati da te forniti, e di inserire il testo mostrato su schermo, in modo da togliere ogni dubbio sul fatto che tu sia una persona reale e non un bot. Al termine della procedura di registrazione, potrai verificare la situazione della tua pratica nell’area Consultazione stato, dove ti sarà chiesto di inserire codice fiscale/partita Iva, il tuo numero di telefono fisso per cui hai aperto la pratica e il tuo codice registro.Per ottenere il codice registro, ti basterà chiamare dal numero di telefono per cui hai aperto la pratica il numero 800 265 265. Una voce registrata ti detterà il codice per tenere monitorata la pratica.Se intendi, invece, aderire al Registro pubblico delle opposizioni tramite telefono, devi innanzitutto, come dicevamo poc’anzi, telefonare al numero verde 800 265 265. Una voce registrata ti guiderà nella scelta del servizio da te richiesto e nell’immissione di alcuni tuoi dati personali, come il codice fiscale o la partita Iva. Ti sarà, inoltre, possibile richiedere assistenza a un operatore umano, ma solo dal lunedì al venerdì e solo nelle fasce orarie 09:00 – 13:00 e 14:00 – 18:00.Dopo la richiesta d’iscrizione, potrai consultare in ogni momento lo stato di avanzamento della pratica contattando il medesimo numero e inserendo il numero di telefono fisso per cui hai chiesto la registrazione, oppure, come abbiamo visto poco fa, accedendo all’area Consultazione stato, dove dovrai inserire codice fiscale/partita Iva, numero di telefono e codice registro.

    2. Purtroppo, il Registro pubblico delle opposizioni al momento non si occupa dei numeri di telefono dei cellulari. Per quanto riguarda i nostri telefonini, dobbiamo quindi procedere in altro modo. Due soluzioni possibili sono certamente il blocco di ogni numero di telefono da cui riceviamo tentativi di telemarketing e la mancata risposta a numeri non presenti nella nostra rubrica, soprattutto se nascosti. Questi due stratagemmi sono però tutt’altro che imperfetti, dal momento che celano diversi tipi di insidie. Bloccare un contatto molesto, infatti, non cancella il disagio subito, né ci mette al riparo da successive telefonate con altri numeri.Viceversa, la mancata risposta a ogni numero non presente nella nostra rubrica ci può portare alla mancata comunicazione con persone a noi care o alla perdita di buone opportunità in ogni ambito. Occorre quindi agire in modo diverso, per esempio ricorrendo ai servizi di Truecaller.Truecaller è un’app gratuita, disponibile sia per Android, sia per iOS. Questa app tiene costantemente aggiornato, grazie soprattutto alle segnalazioni degli utenti, un database con numeri di call center che sono soliti chiamare le persone a scopo di telemarketing. Impostando adeguatamente Truecaller è inoltre possibile stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di comunicazione da parte di questi numeri. Per utilizzare questa app, comincia scaricandola dall’App Store di Apple o dal Play Store di Android. Al termine dell’installazione di Truecaller, porta a termine la registrazione, inserendo anche il tuo numero di telefono, che sarà registrato sui sistemi dell’app.A questo punto, è necessario consentire a Truecaller di bloccare preventivamente tutte le chiamate provenienti dai maggiori seccatori segnalati sul database dell’app. Per fare ciò, su Android pigia sulla scheda Blocca presente nell’interfaccia dell’app, fai tap sul pulsante Attiva il blocco e infine premi su Impostazioni di blocco, selezionando il blocco automatico delle chiamate in entrata. Se invece stai utilizzando iOS, procedi in questa maniera.Vai sulle Impostazioni del telefono, pigiando sull’app apposita, riconoscibile dalla classica icona a forma di ingranaggio. Seleziona poi la voce Telefono e subito dopo la dicitura Blocco chiamate e identificazione dal successivo menu a comparsa. Nella schermata che comparirà, sotto la dicitura Consenti a queste app di bloccare le chiamate e di fornire l’ID chiamante, attiva la levetta accanto a Truecaller, in modo da fornire all’app tutti i permessi richiesti.Per concludere la configurazione, portati sull’app e sulla scheda ID Indesiderati fornisci tutti i permessi richiesti. Fai inoltre partire l’aggiornamento dei seccatori, e ricordati di farlo con cadenza regolare, in modo da poter sempre difendere la tua privacy e la tua serenità.

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