L’esperto | Articoli

Foto Facebook: ultime sentenze

21 Gennaio 2022
Foto Facebook: ultime sentenze

Pubblicazione di una fotografia nella pagina personale del social network; creazioni di falsi profili; reato di atti persecutori; molestie; sostituzione di persona; diffamazione. 

Commette il reato di atti persecutori chi con diversi profili Facebook offende con messaggi diffamatori e ingiuriosi la vittima mostrandone foto intime.

Pubblicazione foto su Facebook e diffamazione

È configurabile il reato di diffamazione per colui che diffonde sui social una foto che ritrae dipendenti comunali affermando che si tratti di fannulloni, enfatizzando le pose assunte al momento dello scatto. A dirlo è la Cassazione che ricorda in tal modo di fare attenzione alle critiche espresse sul proprio profilo Facebook, potendo, infatti, costituire diffamazione la diffusione di foto che riprendono un momento criticabile della vita di terzi, dando così l’impressione che lo scatto sia rappresentativo di una condotta generalizzata di chi vi è ritratto e di cui così si offende la reputazione.

Cassazione penale sez. V, 04/03/2021, n.11426

Foto su Facebook: prove addebito separazione

La prova dell’addebito della separazione può essere desunta da messaggi e foto pubblicate su Facebook da parte del coniuge infedele.

Tribunale Rimini sez. I, 01/02/2021, n.82

Creazione di un profilo con l’immagine di un’altra persona

Integra il reato di sostituzione di persona la condotta consistente nella creazione di un profilo su un social network con abusivo utilizzo dell’immagine di una persona del tutto inconsapevole, dal momento che in tal modo viene rappresentata una identità digitale non corrispondente al soggetto che utilizza il profilo.

(Nel caso di specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, condannato per i reati di cui agli artt. 494 e 595 c.p. per aver creato falsi profili Facebook rappresentati da foto caricaturali della persona offesa ed aver leso la reputazione della stessa tramite internet, evidenziando che, ai fini della configurabilità del reato di sostituzione di persona è sufficiente la illegittima sostituzione della propria all’altrui persona, con conseguente irrilevanza del fatto che sia stata divulgata un’immagine caricaturale della persona offesa, circostanza quest’ultima rilevante ai fini dell’integrazione del reato di diffamazione).

Cassazione penale sez. V, 06/07/2020, n.22049

Foto discutibili sul profilo Facebook

Il provvedimento di cui all’art. 708 c.p.c. consente alla Corte di effettuare un controllo sul provvedimento presidenziale impugnato, esclusivamente alla luce del materiale probatorio acquisito nella fase presidenziale, essendo inammissibile un ulteriore accertamento istruttorio (nel caso di specie, a seguito del provvedimento che dispone l’affido condiviso della figlia minore, veniva richiesto dalla madre un approfondimento dei profili di personalità genitoriale del padre, a seguito della pubblicazione da parte dello stesso, sul profilo Facebook di foto personali contenenti nudi).

Corte appello Catania sez. famiglia, 16/01/2020, n.402

Naturismo su Facebook e inidoneità all’affidamento della prole

Deve rigettarsi il reclamo avverso l’ordinanza presidenziale con la quale il minore venga affidato, nella separazione personale dei coniugi, anche al coniuge che esponga su Facebook foto che lo ritraggono completamente nudo, potendosi tale contegno, in assenza di elementi ulteriori, qualificare come mera pratica del c.d. “naturismo”, di per sé stessa inidonea a determinare la non attitudine a svolgere i propri compiti di genitore

Corte appello Catania, 16/01/2020, n.402

Commento a foto paradossale postata su Facebook

Esclusa l’ipotesi di reato ex art. 1 d.l. n. 122/1993 per la condotta di un consigliere provinciale che commentando una foto su Facebook così si esprimeva “Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili”, atteso che tale commento “non può essere valutato per la sua astratta valenza discriminatoria, ma va contestualizzato ed inserito nel contesto comunicativo, palesemente paradossale, in cui vengono pronunciate le parole incriminate, che sono esternate a commento di un’immagine satellitare dell’Italia priva delle regioni centro-meridionali, accompagnata dalla frase contrastante con le più elementari norme del buon senso ‘il satellite vede bene, difendiamo i confini”.

Cassazione penale sez. I, 26/11/2019, n.6933

Sostituzione di persona e diffamazione su Facebook

E’ possibile estinguere reato per esito positivo della messa alla prova se l’imputato eliminato le conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, ha risarcito il danno alla persona offesa e ha svolto attività di pubblica utilità osservando le prescrizioni impartitegli. (Nel caso di specie, si trattava del reato di tentata violenza privata molestie sostituzione di persona e diffamazione operata attraverso un social network Facebook con la creazione di un falso profilo e le foto della vittima del reato).

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 11/04/2019, n.1122

Foto intime su Facebook

Integra il reato di reati di atti persecutori chi attribuendosi un falso nome e creando distinti indirizzi e-mail con diversi profili Facebook offende con messaggi diffamatori e ingiuriosi la vittima mostrando di quest’ultima foto intime apprese durante la loro relazione sentimentale.

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 07/04/2017, n.876

Stalking per creazioni di falsi profili Facebook

In tema di stalking mediante creazioni di falsi profili sull’account Facebook la mancanza di prova tecnica sulla riferì vita di tale creazione all’imputato comporta l’assoluzione per non aver commesso il fatto.(Nel caso di specie la creazione da parte dell’imputato di profili Facebook  apparentemente riconducibili alla persona offesa con la quale sarebbero stati presi appuntamenti, pubblicate foto che la ritraevano, tra cui  in uno di  questi profili risultavano addirittura insulti all’imputato).

Tribunale Milano sez. V, 14/11/2017, n.10945

Pubblicazione di una foto del militare su Facebook

Facebook implica una possibile diffusione del materiale pubblicato su un profilo dell’utente a un numero imprecisato e non prevedibile di soggetti e quindi va considerato, sia pure con alcuni limiti, come un sito pubblico. È lecita, perciò, la sanzione disciplinare inflitta al militare che vi ha postato numerose foto sulle condizioni talvolta precarie in cui svolgeva la sorveglianza all’EXPO corredate da ‘fakes’: ha violato i doveri di riservatezza sottesi alla sua professione.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 12/12/2016, n.562

Minaccia di inserimento di foto pornografiche su Facebook

Non può ritenersi sussistente la desistenza volontaria dopo che la vittima si sia rivolta alle forze dell’ordine per evitare il verificarsi dell’evento al quale la condotta dell’imputato era univocamente diretta.

(Nel caso di specie, l’imputato ricattava la vittima sotto una falsa identità e minacciando la stessa di inserire su un profilo Facebook le sue foto pornografiche se non avesse acconsentito ad avere rapporti professionali e sessuali con lui).

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 14/11/2016, n.329

Pubblicazione di una foto con la figlia sedicenne

Sussiste l’addebito della separazione in capo alla moglie quando quest’ultima abbandona il tetto coniugale e tiene un atteggiamento contrario ai doveri coniugali (nella specie: ha fatto credere da commenti sul social-network Facebook di avere una relazione extra coniugale con un altro uomo, ha pubblicato sul social-network Facebook una foto con la figlia sedicenne entrambe in atteggiamento equivoco e con un abbigliamento non adatto alla loro età, ha prelevato € 15.000,00 dal conto corrente comune e lo ha speso senza comunicarlo al marito).

Tribunale Prato, 28/10/2016, n.1100

Scattate foto in pose allusive alla figlia

La separazione giudiziale va addebitata al coniuge che, con la sua condotta, abbia determinato il venir meno del rapporto fiduciario con l’altro coniuge, e quindi la crisi matrimoniale, oltretutto dando cattivo esempio ed incitamento alla figlia minore adolescente (nella specie, la separazione è stata addebitata alla moglie che: a) ha avuto, o almeno ha dato a intendere di avere, una relazione extraconiugale, alludendovi con post volgari sul suo profilo Facebook, leggibili anche dalla figlia; b) ha ivi pubblicato foto sia sue che della figlia in abbigliamento succinto e con atteggiamento inopportuno per l’una e per l’altra; c) ha consentito che alla figlia venissero scattate foto in pose allusive e discutibili, commentandone poi una positivamente allorché la figlia stessa l’ha pubblicata sul proprio profilo Facebook).

Tribunale Prato, 28/10/2016, n.1100

Foto su Fb: no licenziamento ma sanzione di minore entità

La pubblicazione di una fotografia, pur di discutibile gusto, non basta a fondare l’inflizione della maggiore tra le sanzioni disciplinari, il licenziamento, potendo essere sufficiente allo scopo di deterrenza, altra sanzione di minore entità.

Tribunale Bergamo, 14/09/2016

Titolarità dei diritti fotografici

La pubblicazione di una fotografia nella pagina personale del social network Facebook, in mancanza di altre emergenze probatorie di segno contrario (come ad esempio, nel caso di una fotografia, l’indicazione sulla foto stessa del nome di una terza persona quale autore) può assurgere a presunzione grave, precisa e concordante della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare della pagina del social network nella quale le immagini sono pubblicate, per cui è permesso a chiunque accedere ai contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale e a condividerli su Facebook o sugli altri social network connessi a Facebook, ma non è consentito riprodurre e diffondere altrove tali contenuti senza il consenso del titolare dei diritti; in presenza di tali indizi si ha un’inversione dell’onere della prova per cui la titolarità dei diritti fotografici si presume in capo a chi ha pubblicato il contenuto e affinché la riproduzione non venga considerata abusiva, spetta al riproduttore dimostrare che l’uso si è basato sul prelevamento di un file digitale non coperto da diritti di proprietà intellettuale in capo a colui che ha pubblicato la fotografia su Facebook.

Tribunale Roma Sez. spec. Impresa, 01/06/2015, n.12076



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube