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Foto Facebook: ultime sentenze

5 Maggio 2020
Foto Facebook: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: profili Facebook; pubblicazione di una fotografia nella pagina personale del social network Facebook; creazioni di falsi profili sull’account Facebook; tentata violenza privata; reato di atti persecutori; molestie; sostituzione di persona; diffamazione. 

Commette il reato di atti persecutori chi con diversi profili Facebook offende con messaggi diffamatori e ingiuriosi la vittima mostrandone foto intime.

Foto intime su Facebook

Integra il reato di reati di atti persecutori chi attribuendosi un falso nome e creando distinti indirizzi e-mail con diversi profili Facebook offende con messaggi diffamatori e ingiuriosi la vittima mostrando di quest’ultima foto intime apprese durante la loro relazione sentimentale.

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 07/04/2017, n.876

Commento a foto paradossale postata su Facebook

Esclusa l’ipotesi di reato ex art. 1 d.l. n. 122/1993 per la condotta di un consigliere provinciale che commentando una foto su Facebook così si esprimeva “Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili”, atteso che tale commento “non può essere valutato per la sua astratta valenza discriminatoria, ma va contestualizzato ed inserito nel contesto comunicativo, palesemente paradossale, in cui vengono pronunciate le parole incriminate, che sono esternate a commento di un’immagine satellitare dell’Italia priva delle regioni centro-meridionali, accompagnata dalla frase contrastante con le più elementari norme del buon senso ‘il satellite vede bene, difendiamo i confini”.

Cassazione penale sez. I, 26/11/2019, n.6933

Sostituzione di persona e diffamazione su Facebook

E’ possibile estinguere reato per esito positivo della messa alla prova se l’imputato eliminato le conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato, ha risarcito il danno alla persona offesa e ha svolto attività di pubblica utilità osservando le prescrizioni impartitegli. (Nel caso di specie, si trattava del reato di tentata violenza privata molestie sostituzione di persona e diffamazione operata attraverso un social network Facebook con la creazione di un falso profilo e le foto della vittima del reato).

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 11/04/2019, n.1122

Stalking per creazioni di falsi profili Facebook

In tema di stalking mediante creazioni di falsi profili sull’account Facebook la mancanza di prova tecnica sulla riferì vita di tale creazione all’imputato comporta l’assoluzione per non aver commesso il fatto.(Nel caso di specie la creazione da parte dell’imputato di profili Facebook  apparentemente riconducibili alla persona offesa con la quale sarebbero stati presi appuntamenti, pubblicate foto che la ritraevano, tra cui  in uno di  questi profili risultavano addirittura insulti all’imputato).

Tribunale Milano sez. V, 14/11/2017, n.10945

Pubblicazione di una foto del militare su Facebook

Facebook implica una possibile diffusione del materiale pubblicato su un profilo dell’utente a un numero imprecisato e non prevedibile di soggetti e quindi va considerato, sia pure con alcuni limiti, come un sito pubblico. È lecita, perciò, la sanzione disciplinare inflitta al militare che vi ha postato numerose foto sulle condizioni talvolta precarie in cui svolgeva la sorveglianza all’EXPO corredate da ‘fakes’: ha violato i doveri di riservatezza sottesi alla sua professione.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 12/12/2016, n.562

Minaccia di inserimento di foto pornografiche su Facebook

Non può ritenersi sussistente la desistenza volontaria dopo che la vittima si sia rivolta alle forze dell’ordine per evitare il verificarsi dell’evento al quale la condotta dell’imputato era univocamente diretta.

(Nel caso di specie, l’imputato ricattava la vittima sotto una falsa identità e minacciando la stessa di inserire su un profilo Facebook le sue foto pornografiche se non avesse acconsentito ad avere rapporti professionali e sessuali con lui).

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 14/11/2016, n.329

Titolarità dei diritti fotografici

La pubblicazione di una fotografia nella pagina personale del social network Facebook, in mancanza di altre emergenze probatorie di segno contrario (come ad esempio, nel caso di una fotografia, l’indicazione sulla foto stessa del nome di una terza persona quale autore) può assurgere a presunzione grave, precisa e concordante della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare della pagina del social network nella quale le immagini sono pubblicate, per cui è permesso a chiunque accedere ai contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale e a condividerli su Facebook o sugli altri social network connessi a Facebook, ma non è consentito riprodurre e diffondere altrove tali contenuti senza il consenso del titolare dei diritti; in presenza di tali indizi si ha un’inversione dell’onere della prova per cui la titolarità dei diritti fotografici si presume in capo a chi ha pubblicato il contenuto e affinché la riproduzione non venga considerata abusiva, spetta al riproduttore dimostrare che l’uso si è basato sul prelevamento di un file digitale non coperto da diritti di proprietà intellettuale in capo a colui che ha pubblicato la fotografia su Facebook.

Tribunale Roma Sez. spec. Impresa, 01/06/2015, n.12076

Pubblicazione di una foto con la figlia sedicenne

Sussiste l’addebito della separazione in capo alla moglie quando quest’ultima abbandona il tetto coniugale e tiene un atteggiamento contrario ai doveri coniugali (nella specie: ha fatto credere da commenti sul social-network Facebook di avere una relazione extra coniugale con un altro uomo, ha pubblicato sul social-network Facebook una foto con la figlia sedicenne entrambe in atteggiamento equivoco e con un abbigliamento non adatto alla loro età, ha prelevato € 15.000,00 dal conto corrente comune e lo ha speso senza comunicarlo al marito).

Tribunale Prato, 28/10/2016, n.1100



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