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Badante in nero chiede soldi: che fare?

8 Aprile 2020
Badante in nero chiede soldi: che fare?

Come tutelarsi da una badante che non è stata regolarizzata che chiede il pagamento di stipendi, buonuscita e i contributi per la pensione. 

Potrebbe succedere di doversi tutelare da una badante in nero che, alla fine del rapporto di lavoro, chieda soldi a titolo di Tfr, contributi, straordinari e differenze retributive. Di solito, insieme alla richiesta, si accompagna anche la minaccia di una denuncia nei confronti del datore di lavoro per l’irregolarità mai sanata. 

Si tratta purtroppo di un rischio più che fondato se si tiene conto che, quando un rapporto di lavoro non viene regolarizzato, non si conserva traccia dei pagamenti effettuati. E siccome, anche se svolta in nero, l’attività lavorativa è ugualmente valida ed efficace, essa va retribuita secondo le regole fissate dai contratti collettivi nazionali.

Ed allora se la badante in nero chiede soldi, che fare? Ecco qualche suggerimento su come difendersi.

La badante in nero chiede soldi: può farlo?

Secondo le regole del processo civile, chi agisce in causa deve dimostrare il proprio diritto. Nell’ipotesi in cui la badante in nero intraprenda una vertenza contro il proprio datore di lavoro per chiedergli delle differenze retributive, le spetterà provare solo l’esistenza del rapporto di lavoro, ossia di aver svolto le attività tipiche di badante. In che modo? Con qualsiasi mezzo, anche testimonianze o filmati fatti con il cellulare nello svolgimento delle proprie mansioni. 

Al datore di lavoro spetta difendersi, dimostrando di aver pagato la badante secondo quanto previsto dalla legge. Qui viene, però, la parte più difficile. Se, infatti, il pagamento è avvenuto con consegna dei contanti, senza il rilascio di una ricevuta, il datore non avrà possibilità di contrastare le richieste di controparte. Con la conseguenza che dovrà versarle nuovamente tutti gli stipendi arretrati benché già erogati. E non solo gli stipendi, ma anche tutte le altre somme stabilite dal CCNL del lavoro domestico. In particolare, ecco cosa rischia di pagare il datore di lavoro:

  • la differenza tra la retribuzione versata (e dimostrabile) e quella invece prevista dal CCNL;
  • gli eventuali straordinari, i permessi non goduti, la malattia;
  • le festività retribuite;
  • i contributi previdenziali;
  • il Tfr ossia la cosiddetta buonuscita.

Per avere un calcolo preciso degli importi bisognerebbe rivolgersi a un consulente del lavoro. In generale, possiamo dire che l’ammontare complessivo è tanto più elevato quanto maggiore è stato il tempo durante il quale la badante ha svolto servizio. 

Come dimostrare di aver pagato la badante in nero?

L’unico modo per “contenere i danni” è di dimostrare, in una eventuale vertenza finita davanti al giudice, che la badante è stata comunque retribuita (seppur in misura inferiore rispetto alle previsioni del CCNL). Ma come? Anche se, ad oggi, lo stipendio di una badante non deve essere necessariamente versato con bonifico sul conto corrente come per tutti gli altri lavoratori, è opportuno farsi rilasciare una ricevuta o una quietanza. Solo con questo documento si può spuntare una condanna meno salata.

Non assumere una badante è reato?

La mancata assunzione della badante non è reato: per il datore di lavoro il rischio è solo di natura economica. Egli infatti, oltre a dover versare alla badante le somme appena elencate, potrà essere sanzionato dallo Stato. In particolare, è dovuta: 

  • una sanzione da 200 a 500 euro da pagare al centro per l’impiego per la mancata comunicazione dell’assunzione;
  • una sanzione da 1.500 a 12.000 euro per la mancata iscrizione all’Inps della badante.

Se poi la badante in nero è senza permesso di soggiorno si commette un reato punito con l’arresto da tre mesi a un anno e una sanzione pecuniaria di 5mila euro.

Come tutelarsi dalla badante in nero che chiede soldi

Abbiamo già trattato questo argomento nella guida Come tutelarsi da badante in nero a cui rinviamo per maggiori dettagli. In questo contesto, però, ci sembra quanto mai opportuno invitare il lettore a definire bonariamente la vertenza con la bandate in nero, evitando lo scontro giudiziario. Difatti, in una eventuale causa, il datore di lavoro ne uscirebbe sconfitto. Se, però, questi non dovesse avere alcun bene intestato, la possibilità per la badante di rivalersi contro la parte soccombente, nonostante la condanna giudiziale, sarebbe minima se non impossibile. Con la conseguenza che non ci saranno ripercussioni pratiche. 



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1 Commento

  1. Se la badante ti chiede soldi x stipendi pagati in contanti che non riesci a dimostrare, devi rispondere che è stata pagata x 1000€. al mese quando in realtà ne davi 800,00€. ti risponderà che 1000,00 non è vero ma solo 800,00 così avrai un titolo di prova

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