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Da quando decorrono gli assegni familiari

17 Aprile 2020 | Autore:
Da quando decorrono gli assegni familiari

Assegni per il nucleo familiare: da quando e sino a quando il lavoratore dipendente o il pensionato ne ha diritto?

Gli assegni al nucleo familiare, o Anf, sono una prestazione economica finalizzata al sostegno economico del lavoratore e della sua famiglia; gli assegni sono a carico dell’Inps ma anticipati dal datore di lavoro in busta paga. In alcuni casi il trattamento è liquidato direttamente dall’Inps, ad esempio a favore dei lavoratori che hanno diritto a percepire ammortizzatori sociali, come l’indennità di disoccupazione Naspi, a carico dell’istituto.

Il lavoratore non ha sempre diritto agli Anf: la composizione del nucleo familiare deve infatti corrispondere a quella indicata nelle tabelle Inps, il reddito familiare non deve essere superiore a soglie specifiche e deve risultare derivante, per almeno il 70%, da redditi di lavoro dipendente o assimilati. Per ottenere gli assegni, il lavoratore deve presentare un’apposita domanda all’Inps, alla quale potrebbe aggiungersi anche la richiesta di autorizzazione ad includere determinati familiari nel nucleo (per approfondire, ti consiglio di leggere la nostra Guida agli assegni familiari).

Gli assegni per il nucleo familiare vengono normalmente riconosciuti ogni mese in busta paga. Ma da quando decorrono gli assegni familiari?

Spettano a partire dall’assunzione, oppure dalla data di presentazione della domanda? Si possono recuperare gli assegni per periodi arretrati in cui sarebbero spettati?

A partire da quale data cambia annualmente l’importo di questo trattamento di famiglia? Facciamo un po’ di chiarezza, stando attenti a non confondere la decorrenza degli assegni con le giornate di effettiva spettanza.

Decorrenza degli assegni familiari

Il diritto agli assegni familiari decorre dal primo giorno del periodo di paga, per il lavoratore dipendente, o dal primo giorno di pagamento della prestazione previdenziale, per il pensionato, nel corso dei quali si verificano le condizioni prescritte per il riconoscimento di questi trattamenti di famiglia. Il diritto di percepire gli Anf può decorrere, ad esempio, dalla data della nascita di un figlio o della celebrazione del matrimonio.

Quando cessano gli assegni familiari?

La cessazione degli Anf avviene alla fine del periodo in corso alla data in cui vengono a mancare le condizioni per il diritto ai trattamenti stessi. Si può perdere il diritto agli assegni, ad esempio, se il lavoratore si separa legalmente del coniuge, o per il conseguimento della maggiore età da parte del figlio (ad eccezione delle ipotesi in cui gli Anf spettino anche in relazione ai figli maggiorenni, per esempio nel caso di raggiungimento della maggiore età del figlio con assoluta e permanente inabilità a proficuo lavoro).

In caso di separazione legale dal coniuge o dalla parte dell’unione civile, è bene precisare che l’assegno decade per l’ex coniuge o per la parte dell’unione civile, mentre resta valido per i figli affidati.

Da quando decorrono e quando cessano gli assegni familiari giornalieri?

Se spettano assegni giornalieri, il diritto decorre dal giorno in cui si verificano le condizioni prescritte per il diritto agli Anf; il diritto termina dal giorno in cui vengono a mancare le stesse condizioni prescritte.

Quanti assegni familiari spettano nella settimana?

Non possono essere riconosciuti complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.

Da quando decorrono gli assegni familiari autorizzati dall’Inps?

Se il pagamento degli Anf è subordinato all’autorizzazione da parte dell’Inps, la data iniziale della decorrenza e quella di scadenza sono indicate nell’autorizzazione.

Si possono recuperare gli assegni familiari arretrati?

Il lavoratore può recuperare uno o più periodi pregressi durante i quali avrebbe avuto diritto agli Anf. Se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, bisogna però tener presente che gli Anf arretrati si prescrivono in 5 anni: si applica infatti il termine di prescrizione quinquennale.

Quando devo inviare la domanda di assegni familiari?

Gli assegni familiari, per essere riconosciuti, devono essere richiesti dal lavoratore all’Inps, tramite un’apposita domanda online, utilizzando la procedura “Anf Dip”.

La domanda va inviata ogni anno, in base al periodo di validità degli assegni: ogni periodo parte dal 1°luglio, per terminare il 30 giugno dell’anno successivo. Gli importi degli Anf vengono, quindi, adeguati annualmente dal 1° luglio.

In base a quanto esposto, perché gli assegni siano corrisposti correttamente e regolarmente dal 1° luglio, è necessario che il lavoratore invii la domanda di assegni familiari all’Inps entro il 30 giugno di ciascun anno (può comunque inviarla anche tramite patronato).

Nel modello di domanda vanno indicati i redditi riferiti all’anno precedente rispetto a quello del periodo di spettanza: ad esempio, per il periodo che va dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021, si devono indicare i redditi 2019.

Domanda di autorizzazione assegni familiari all’Inps

Nel caso in cui il lavoratore debba inserire determinati familiari nel nucleo ai fini Anf, per via di situazioni particolari (nucleo con coniugi separati o divorziati, genitori conviventi non coniugati, etc.), è necessaria un’autorizzazione preventiva dell’Inps, Anf 43, che deve essere richiesta presentando il modello di domanda Anf 42.

Domanda assegni familiari arretrati

Se il lavoratore ha il diritto di recuperare degli assegni per il nucleo familiare arretrati, deve seguire la stessa procedura di domanda ordinaria:

  • compilare online nel sito Inps il modello di istanza, utilizzando la procedura “Anf Dip”, oppure compilare il modello cartaceo SR 16 Anf/Dip, consegnandolo al patronato, che lo invia telematicamente all’Inps;
  • deve indicare, per ogni anno da recuperare, i redditi riferiti all’anno precedente rispetto a quello del periodo di spettanza (ad esempio, se spettano gli arretrati per il periodo da luglio 2018 a giugno 2019, indicherà i redditi dell’anno 2017).

Il datore di lavoro tenuto a riconoscere gli assegni familiari è quello presso il quale il lavoratore ha prestato servizio nel periodo di spettanza degli Anf, anche se l’attività è cessata: solo in caso di accertata impossibilità, per l’azienda, di anticipare gli assegni, o per gli assegni spettanti sulle prestazioni economiche erogate dall’Inps, gli stessi dovranno essere richiesti direttamente all’istituto.

In nessun caso, è possibile richiedere gli assegni arretrati, relativi a periodi lavorati in un’altra impresa, al nuovo datore di lavoro [1], né è possibile richiedere gli Anf dopo 5 anni.

Come si recuperano gli assegni familiari corrisposti?

Gli assegni familiari, come abbiamo osservato, sono corrisposti dall’azienda, salvo particolari casi di liquidazione diretta da parte dell’Inps. Il datore di lavoro deve conguagliare gli importi anticipati con i contributi previdenziali dovuti all’Inps ed esporre il conguaglio nella dichiarazione Uniemens, inviata ogni mese.


note

[1] Ord. Naz. CDL Risp. Interpello Prot.006676.


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