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Denuncia per buca stradale

21 Giugno 2020 | Autore:
Denuncia per buca stradale

Regole da seguire per chiedere il risarcimento del danno a una pubblica amministrazione. Quando gli enti sono responsabili delle lesioni subite dai cittadini?

Quando si transita sulla strada è possibile incorrere in situazioni spiacevoli: gli incidenti sono all’ordine del giorno e le cause possono essere molteplici (scontro tra veicoli, pedoni che attraversano la strada improvvisamente e così via).

Tra le tante eventualità, un’ipotesi molto frequente è quella del manto stradale rovinato. Le buche possono essere grandi o piccole, profonde o superficiali, ma sono sempre causa di danni sia alle macchine sia alle persone.

Come bisogna procedere, dunque, per attivare una denuncia per buca stradale? È questa una problematica molto attuale, anche perché alcune amministrazioni comunali si trovano in condizioni di dissesto o predissesto economico e fanno fatica a risarcire i danni cagionati.

Vediamo quindi come procedere.

Manto stradale difettoso: quali diritti e responsabilità?

Le strade – di regola – appartengono a un ente territoriale, a meno che non rientrino nella proprietà privata di uno o più soggetti. In particolare, la distinzione fondamentale è tra:

  • strada statale (SS): ha carattere nazionale ed è gestita soprattutto dall’Anas;
  • strada regionale (SR): è definita dal Codice della Strada come l’arteria che allaccia i capoluoghi di provincia con il capoluogo di Regione oppure i capoluoghi di provincia tra di loro o ancora i comuni con la strada statale;
  • strada provinciale (SP): è la strada di proprietà demaniale data in gestione alla provincia o, a seconda dei casi, alla città metropolitana;
  • strada comunale: ha natura locale ed è limitata entro i confini dell’amministrazione di riferimento.

In tutte le ipotesi descritte, i titolari delle vie di comunicazione si assumono l’impegno di garantire una loro manutenzione periodica, sia in via preventiva sia in fase patologica. Non intervenire in caso di improvvisi dissesti equivale a farsi carico della responsabilità dei danni cagionati ai cittadini. Il continuo transito dei veicoli provoca, infatti, il degrado del sistema dei trasporti. Ecco perché in molti casi gli interventi di riqualificazione stradale sono delegati a concessionarie del servizio di gestione che si impegnano a monitorare le condizioni della superficie e a intervenire in caso di necessità. Tra tutti i soggetti incaricati di tali adempimenti quello più noto, soprattutto per le strade statali e le strade regionali, è l’Anas.

Risarcimento del danno: quando è dovuto?

Quando il manto stradale non viene rifatto e si producono delle buche, la lesione prodotta al danneggiato deve essere risarcita. Su questa affermazione non esistono dubbi interpretativi, ma tutti i giuristi sono d’accordo.

Peraltro, l’obbligo di ristorare il pregiudizio subito da un soggetto incolpevole è espressamente previsto dal nostro codice civile [1].

Quanto affermato è statuito con riferimento alla responsabilità di colui al quale sono affidate delle cose in custodia e da queste deriva un danno. L’applicazione di tale disposizione trova però un limite: il custode non è perseguibile quando l’evento è derivato da un caso fortuito, ossia da una circostanza a lui non imputabile.

Inoltre, lo stesso Codice della Strada [2] stabilisce espressamente che gli enti proprietari delle strade devono:

  • garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione;
  • provvedere alla pulizia e alla manutenzione delle strade;
  • realizzare il controllo tecnico sull’efficienza stradale;
  • apporre e riparare le segnaletiche prescritte.

Come superare le difficoltà esistenti in materia?

I problemi che si pongono nel caso del risarcimento per buche stradali sono molteplici. La particolarità della questione – a volte – non ha permesso di tracciare in maniera netta i confini della materia. In particolare, si possono verificare tre situazioni di incertezza da risolvere:

  • occorre individuare il soggetto effettivamente responsabile: la delega di funzioni dal proprietario delle strade alla concessionaria del servizio di gestione pone il problema di verificare quale sia l’ente che deve rispondere del risarcimento del danno. Sul punto, nel corso degli anni, si è sviluppato un orientamento secondo il quale oggettivamente colpevole è il titolare del tratto stradale (Stato, Regione, Provincia o Comune); quest’ultimo può poi eventualmente rivalersi sul gestore;
  • è necessario dimostrare il nesso causale tra la mancata manutenzione e il danno prodotto: è cioè indispensabile provare l’esistenza di un rapporto causa-effetto tra i due elementi della questione;
  • bisogna valutare l’esistenza di un eventuale concorso di colpa: se la condotta del danneggiato ha contribuito a cagionare il pregiudizio o ne è la causa esclusiva (pensa al caso di chi cammina a testa bassa per leggere i messaggi sul cellulare e non si accorge di una buca correttamente segnalata) si può configurare un’ipotesi di caso fortuito e limitare o escludere il diritto al risarcimento.

Come denunciare il danno per buca stradale?

Per denunciare una buca stradale e il relativo danno occorre seguire una specifica procedura, al fine di superare le situazioni dubbie e dimostrare con certezza il proprio diritto. In particolare, quando ci si trova di fronte a una situazione del genere occorre:

  • contattare tempestivamente le forze dell’ordine (preferibilmente la polizia municipale) e, in caso di danno di particolare importanza, i vigili del fuoco;
  • documentare lo stato dei luoghi attraverso delle fotografie;
  • se necessario chiamare il 118;
  • verificare la presenza di eventuali testimoni di quanto accaduto.

Dopo essersi muniti di tutto il materiale utile a supportare la richiesta, è possibile avviare la procedura di risarcimento. Le strade che si possono seguire sono due:

  1. agire personalmente: è possibile spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno e presentare formale richiesta di risarcimento;
  2. rivolgersi a un avvocato: è possibile contattare un legale che inoltrerà la domanda all’ente proprietario della strada, verificherà l’esistenza di una eventuale copertura assicurativa e agirà in tribunale in caso di esito negativo della richiesta. Egli, inoltre, saprà appurare se, oltre a una responsabilità di natura civile, sono configurabili dei riflessi di carattere penale.

I tempi della procedura possono essere più o meno lunghi a seconda della volontà o meno del proprietario della strada di collaborare nel trovare un accordo. Se si ricorre in Tribunale, ovviamente, il periodo necessario per evadere la pratica si dilata: i tempi della giustizia italiana, come noto, sono lunghi.


note

[1] Art. 2051 c.c.

[2] Art. 14 C.d.S.


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2 Commenti

  1. Premetto: in data 29/11/2018, a causa di una buca sul manto stradale in Via Fossa dei Legnami (Massarosa), ho subito un sinistro con perforazione del ruota.
    Ho telefonato ai vigli urbani di Viareggio, Lido di Camaiore e per ultimo a quelli di Massarosa per competenza territoriale, il quale hanno inviato i Vigili e gli operai sul luogo per chiudere la buca (come da foto allegate).
    Sono stata soccorsa dal sig. Garibaldi Dimitri, Gommista con sede in via Italica 158.
    Ho sostenuto le spese di riparazione di 200 €.
    Successivamente, l’ufficio tecnico di Massarosa, per concedermi il rimborso, ha girato la pratica a un Avvocato di Genova, Veronica Gennaro, che ha cominciato a farmi una miriade di richieste, anche capziose, quindi osteggiando la chiusura della pratica.
    Sono impiegata pubblica dell’Ospedale Versilia, mi reco tutti i giorni al lavoro per aiutare le persone disabili, mi ritengo offesa e umiliata dalla vostra incaricata che, per difendere gli interessi del suo CLIENTE, mi ha trattata come una truffaldina.
    Ho registrato le telefonate per fornire riscontro dei fatti, ai  vari uffici interpellati la mattina del 29/11/2018.

    Una persona perbene che, subisce un danno, come si deve difendere e far valere i propri diritti, di fronte a tanta arroganza?

    Nicoletta Botti

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