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Quanto mi spetta di disoccupazione

17 Agosto 2020 | Autore:
Quanto mi spetta di disoccupazione

Indennità di disoccupazione Naspi per i dipendenti: come si calcola, importo 2020, durata, quando viene ridotta.

La Naspi è l’indennità di disoccupazione che spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti. Sono esclusi dal diritto a questa indennità solo i dipendenti pubblici a tempo indeterminato ed alcune specifiche categorie di lavoratori.

I requisiti necessari per poter fruire della Naspi sono:

  • il possesso dello stato di disoccupazione [1], per il quale si presuppone la perdita involontaria del lavoro ed il rilascio della Did (dichiarazione d’immediata disponibilità all’impiego);
  • aver lavorato per almeno 30 giornate effettive nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione; le giornate di lavoro effettivo sono quelle di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria; se non è possibile verificare il requisito delle giornate, si considera soddisfatto in presenza di 5 settimane di contribuzione utile nei 12 mesi che precedono la cessazione del lavoro;
  • avere l’accredito di almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

La Naspi ha una durata pari alla metà delle settimane contribuite negli ultimi 4 anni, sino a un massimo di 24 mesi.

Ma come si calcola l’importo della Naspi? Esiste un limite massimo mensile, oltre il quale l’indennità non può andare? Quanto mi spetta di disoccupazione?

Vediamo, innanzitutto, qual è la procedura per calcolare l’indennità spettante; osserviamo inoltre quali sono i limiti massimi relativi all’importo mensile dell’indennità e dei contributi figurativi accreditati, ed in quali casi la Naspi può essere ridotta.

A quanto ammonta la Naspi?

L’ammontare dell’indennità di disoccupazione Naspi è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, se la retribuzione è pari o inferiore a uno specifico importo rivalutato annualmente (1.227,55 euro per il 2020).

In altri termini, se la media degli stipendi mensili degli ultimi 4 anni (si fa riferimento alla somma degli imponibili Inps evidenziati in busta paga, o all’imponibile Inps annuale evidenziato nella certificazione Unica Cu, poi ragguagliati a mese) non supera 1.227,55 euro, la Naspi mensile ammonta al 75% dell’importo. In caso contrario, il calcolo è più complesso.

Come si calcola la Naspi?

Nello specifico, per calcolare l’importo dell’indennità Naspi bisogna:

  • sommare gli imponibili previdenziali mensili (all’interno del cedolino paga si trovano normalmente sotto la voce “imponibile Inps”) degli ultimi 4 anni, comprensivi degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive;
  • dividere il risultato per il numero delle settimane contribuite, indipendentemente dalla verifica del rispetto del minimale; nel calcolo sono considerate tutte le settimane, anche se parzialmente retribuite;
  • moltiplicare il tutto per 4,33 (coefficiente di trasformazione da settimana a mese).

Se l’importo che si ottiene è pari o inferiore all’importo di riferimento ossia 1.227,55 euro per il 2020, l’indennità ammonta al 75% di questo importo.

Se l’importo è superiore, si deve aggiungere il 25% della differenza tra l’imponibile calcolato e l’importo di riferimento.

In ogni caso, l’importo della Naspi mensile non può superare un limite massimo, individuato dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice Istat. Il valore è reso noto ogni anno dall’Inps, con una circolare pubblicata sul sito: per il 2019 era pari a 1.328,76 euro, mentre per il 2020 l’importo, confermato dall’Inps, è pari a 1.335,40 euro.

L’importo della Naspi può cambiare?

A partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, all’indennità si applica una riduzione del 3% per ciascun mese.

Inoltre, la Naspi è ridotta se l’interessato percepisce redditi di lavoro dipendente (sino a 8.145 euro annui), oppure di lavoro autonomo (sino a 4.800 euro annui): la riduzione è pari all’80% del nuovo reddito, proporzionato al periodo di fruizione dell’indennità.

Se il lavoratore si rioccupa con contratto a tempo determinato, di durata inferiore a 180 giorni, percependo un reddito superiore a 8145 euro, la Naspi è sospesa [2].

Come si calcola la Naspi per i lavoratori part time?

Per i lavoratori a tempo parziale, il calcolo della Naspi non cambia: bisogna sempre considerare la retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni (risulteranno dunque dei periodi a retribuzione ridotta, a causa del part-time) ed effettuare i calcoli sulla base della percentuale del 75% dell’imponibile medio mensile.

Come si calcolano i contributi sulla Naspi?

Per i periodi di Naspi spetta l’accredito dei contributi figurativi da parte dell’Inps. La contribuzione figurativa è rapportata alla retribuzione utile al calcolo della Naspi [3], entro un limite pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile della Naspi per l’anno in corso.

Considerando che:

  • l’importo massimo mensile della Naspi per l’anno 2020 è di 1335,40 euro;
  • la contribuzione figurativa è dunque riconosciuta entro il limite di 1.869,56 euro per il 2020 (1.335,40 x 1,4 = 1.869,56).

Proroga Naspi

A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid 19, il decreto Agosto prevede la proroga della Naspi per ulteriori due mensilità, per coloro che hanno visto terminare il sussidio a maggio e giugno. La proroga include anche i lavoratori già beneficiari della precedente proroga Naspi contenuta nel DL Rilancio.


note

[1] D.Lgs. 150/2015, D.L. 4/2019.

[2] Circolare Anpal n.1/2019.

[3] Art. 4, co. 1, D.Lgs. 22/2015.


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