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Coronavirus: cosa dovrebbe riaprire il 14 aprile

9 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: cosa dovrebbe riaprire il 14 aprile

A due giorni dal nuovo Dpcm, Conte prepara l’elenco delle attività da far ripartire in sicurezza dopo Pasquetta. Cittadini a casa fino a maggio.

Il nuovo decreto del presidente del Consiglio dovrebbe essere annunciato entro sabato. Giuseppe Conte è al lavoro con il Comitato tecnico-scientifico e con gli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità per valutare se e come riaprire il 14 aprile una parte delle attività produttive italiane. Ma il premier si sente tirare la corda: la parola d’ordine degli scienziati è «cautela». Occorrerà valutare bene quali aziende potranno riprendere e a quali condizioni. Se la sicurezza non è garantita, meglio lasciar perdere e attendere qualche giorno in più: si rischia di dover ricominciare daccapo. Dall’altro estremo della corda ci sono le aziende del Nord e una parte della sua maggioranza che insistono: o si comincia a riaprire, o il motore dell’Italia si spegnerà. E farlo ripartire sarà molto complicato.

Conte, quindi, è costretto sia a formare un decreto meno rigido rispetto a quello che scade il giorno di Pasquetta sia a volare basso e a puntare sulla riapertura delle attività classificate a basso rischio dal rapporto elaborato dall’Inail e dal Comitato per Palazzo Chigi. L’ipotesi più plausibile è che, con le dovute misure di sicurezza, possano riprendere le aziende legate alle filiere essenziali, quindi alimentare, farmaceutica e sanitaria, insieme alle realtà agricole e ad una parte di quelle manifatturiere.

Probabile ripresa anche per i comparti della fornitura di energia, il commercio all’ingrosso, le attività finanziarie e assicurative, il trasporto e magazzinaggio.

A tal proposito, l’Istituto per le Analisi delle Politiche Pubblica (Inapp), controllato dal ministero del Lavoro, ha elaborato uno studio che raccoglie le attività a maggiore e a minore rischio di contagio in base alla prossimità fisica dei lavoratori. In cima alla lista si trovano il personale sanitario e quello dell’istruzione pre-scolastica e degli asili nido. Mentre i meno esposti (e quindi quelli che potrebbero ricominciare la prossima settimana, secondo questo dossier) sono gli addetti a coltivazioni agricole e prodotti animali, attività legali e contabilità, famiglie come datori di lavoro per personale domestico, raccolta e smaltimento dei rifiuti, servizi di vigilanza e investigazione, industria del legno e fabbricazione di mobili, attività immobiliari, consulenza aziendale, organismi extraterritoriali, industria delle bevande, riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa.

Quel che è sicuro è che per consentire una maggiore circolazione di chi non deve andare al lavoro in uno di questi settori occorrerà attendere il mese di maggio. Significa che per ancora 15 giorni (almeno) resterà valido l’ordine di rimanere a casa, con tanto di sanzioni per chi sgarra.


note

Autore immagine: Canva.com


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