Coronavirus e cassa integrazione: novità sui contratti

9 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus e cassa integrazione: novità sui contratti

Sarà possibile rinnovare o prorogare i rapporti a termine ma non quelli a somministrazione. Cosa prevede il Cura Italia che oggi sarà approvato dal Senato.

Novità per le aziende che si trovano costrette a ricorrere alla cassa integrazione a causa dell’emergenza coronavirus: diversamente da quanto stabilito dalla legge, e grazie a una deroga contenuta nel decreto Cura Italia che oggi vedrà il via libera del Senato, sarà possibile rinnovare o prorogare i contratti a termine in corso e che sarebbero scaduti. La deroga arriva grazie ad un emendamento presentato dal senatore Pd Vasco Errani e verrà confermata all’esame finale della Camera.

Viene, così, soddisfatta la richiesta delle aziende che chiedevano di eliminare alcuni vincoli posti sui contratti a tempo determinato, a vantaggio dei lavoratori e delle imprese in vista della ripresa dell’attività. La deroga interessa, dunque, il rinnovo e la proroga dei rapporti di lavoro a scadenza ma non quelli a somministrazione, che non potranno essere rinnovati. Il che non piace ad Assolavoro: «Queste migliaia di lavoratori – commenta il presidente Alessandro Ramazza – hanno per legge gli stessi diritti e le stesse retribuzioni del lavoratore alle dirette dipendenze dell’azienda presso la quale sono impiegati». Si rischia, insomma, di rimpolpare l’elenco dei disoccupati.

Altre novità riguardano l’aspetto fiscale: non verranno applicate, infatti, per tutto il 2020, le regole sulle società di comodo e quelle sulle società in perdita sistemica. Da ricordare anche l’emendamento al decreto liquidità approvato lunedì scorso che rivede i termini per non perdere l’imposta di registro agevolata sulla prima casa e quelli per il credito d’imposta in caso di riacquisto della prima casa. Entrambi sono stati sospesi tra il 23 febbraio e il 31 dicembre prossimo.

Il provvedimento che oggi sarà approvato dal Senato definisce anche in maniera più chiara la professione a distanza dei notai. A meno di gravi e comprovati motivi di salute che impediscano alla parte uno spostamento, nel periodo compreso tra l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto Cura Italia e il 31 ottobre 2020 l’attività del professionista è limitata alle ipotesi in cui si riscontri un oggettivo carattere di indifferibilità o di urgenza e deve essere svolta esclusivamente presso il proprio studio.

Per quanto riguarda le notifiche di multe e atti giudiziari si torna alle regole ordinarie con la consegna di pacchi e invii previa firma del destinatario. La compiuta giacenza presso gli uffici postali inizia, però, a decorrere dal 30 aprile. Sospesi fino alla chiusura dello stato di emergenza i termini di decadenza e prescrizione delle raccomandate con ricevuta di ritorno.

Sospesi su richiesta fino al 31 luglio 2020 i contratti di assicurazione Rc auto per gli assicurati in difficoltà economica a causa delle restrizioni e dell’epidemia coronavirus. Infine, slittano di 12 mesi i termini 2020 per le revisioni periodiche, gli adeguamenti tecnici e di varianti costruttive di funivie, funicolari, sciovie e slittinovie, ascensori e scale mobili in servizio pubblico e degli impianti di sollevamento di persone e/o cose in servizio privato. La proroga è ammessa se non è possibile procedere alle verifiche e al rilascio delle autorizzazioni di competenza dell’Autorità di sorveglianza a causa del coronavirus. Resta ferma la necessità della certificazione da parte del direttore o del responsabile dell’esercizio della sussistenza delle condizioni di sicurezza per l’’esercizio pubblico.



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