Coronavirus: premio in soldi anche ai part time

9 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: premio in soldi anche ai part time

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il calcolo della gratifica va fatto in base al rapporto tra ore lavorate in sede e quelle previste dal contratto.

Anche i lavoratori part time hanno diritto al premio di 100 euro previsto dal decreto Cura Italia per chi, durante l’emergenza coronavirus, ha continuato a marzo la propria attività. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, secondo cui la gratifica deve essere calcolata in base al rapporto tra le ore lavorate in azienda nel mese di marzo e quelle contrattualmente lavorabili nello stesso mese.

In questo calcolo, spiega l’Agenzia, rientrano le ore effettivamente svolte presso la sede di lavoro aziendale (che si tratti di quella ordinaria o secondaria) e in missione. Vanno escluse, invece, le ore lavorate da casa con la modalità dello smart working.

Quello che le Entrate non hanno, però, chiarito è come comportarsi con le eventuali ore di ferie o di malattia, cioè come vanno trattate le assenze effettuate durante il mese di marzo. A priori, secondo l’amministrazione finanziaria, non dovrebbero essere calcolate nel rapporto che stabilisce la percentuale del premio spettante e, pertanto, non inciderebbero sulla riduzione della gratifica. In sostanza: chi ha lavorato in sede tutto il mese di marzo ha diritto al premio di 100 euro, così come chi ha lavorato 15 giorni ed il resto del mese è stato in ferie o in malattia.

Discriminazione verso chi ha rischiato il contagio andando tutti i giorni in ufficio? L’Agenzia probabilmente non la vede così: avrebbe tentato di tutelare chi è rimasto a casa seguendo il consiglio di utilizzare i giorni di ferie per non correre dei rischi.

Da stabilire ancora se lo stesso criterio sia valido anche per altri tipi di assenze come permessi o infortuni.



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