Coronavirus: la montagna di tasse da pagare a giugno

9 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: la montagna di tasse da pagare a giugno

Il Fisco passerà il conto dei versamenti sospesi dai vari decreti tra marzo e maggio. Alle imposte congelate si aggiungono quelle relative al 2019 e l’Imu.

La boccata di ossigeno garantita in queste prime settimane di emergenza coronavirus rischia di non bastare ai contribuenti per evitare di essere soffocati dalle tasse. Passerà aprile, passerà maggio ma arriverà, impietoso, il mese di giugno in cui toccherà pagare non solo le imposte già previste ma anche tutte quelle che sono rimaste congelate in questo periodo transitorio di congelamento fiscale.

Il problema maggiore lo avrà chi non ha potuto incassare un solo centesimo dall’inizio di marzo a causa delle chiusure forzate delle attività: senza entrate, dovendo pagare degli stipendi e delle spese vive anche per tenere un negozio chiuso e, possibilmente, cercando pure di campare, non sarà semplice mettere via i soldi che serviranno alla fine dello stato di emergenza per soddisfare la sete di denaro del Fisco.

Giugno, nel linguaggio dei contribuenti, fa rima ad esempio con «Imu», dato che l’imposta sulla casa va versata proprio in quel mese. Ma quest’anno, per aziende e per professionisti, farà rima anche con «imposte da saldare».

L’elenco è lungo. Comprende, ad esempio, i pagamenti di ritenute, Iva e contributi di marzo e aprile, ma anche quelli degli atti impositivi (leggasi cartelle e accertamenti) e delle rate scadute il 28 febbraio ed il 31 marzo di rottamazione ter e saldo e stralcio.

In virtù di quanto deciso e sospeso dal decreto liquidità, all’elenco delle tasse da versare a giugno si aggiungono imposte, contributi e Iva che scadono a maggio. Un blocco previsto per chi ha registrato una contrazione dei ricavi e compensi.

Si comincerà a pagare subito, già dal 1° giugno. Quel giorno, il Fisco si attende il versamento di:

  • rate posticipate e scadute di rottamazione ter e saldo e stralcio;
  • rata del piano di dilazione della rottamazione ter che si sovrappone a quella posticipata;
  • restituzione di tutti i versamenti sospesi dall’emergenza sanitaria nel mese di marzo a piccole e medie imprese, residenti nelle zone rosse e filiere che non rientrano nei parametri di blocco del decreto liquidità.

Due settimane più tardi, il 16 giugno, si dovranno pagare:

  • Iva, contributi e ritenute relativi a maggio;
  • acconto Imu.

A fine mese, cioè il 30 giugno, si chiude col botto perché toccherà versare:

  • imposte autoliquidate: Irpef, Ires e Irap del 2019;
  • versamenti sospesi dal decreto liquidità relativi ai mesi di aprile e maggio;
  • pagamenti sospesi tra l’8 marzo e il 31 maggio delle cartelle dell’Agenzia delle Entrate Riscossione;
  • avvisi di accertamento delle Entrate;
  • avvisi di addebito degli enti previdenziali.

Va, comunque, ricordato che i versamenti sospesi dal decreto liquidità possono essere corrisposti entro il 30 giugno in un’unica soluzione oppure con cinque rate mensili di pari importo.



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