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Eredità: come funziona la rappresentazione?

11 Aprile 2020
Eredità: come funziona la rappresentazione?

Una mia vecchia zia è defunta: si trattava della sorella di mio padre. Quest’ultimo, però, era già deceduto alcuni anni fa. Considerando che la zia non ha lasciato figli o coniuge, ma soltanto un altro fratello, io e le mie sorelle siamo parte dell’asse ereditario oppure no?

Gentile cliente, se qualcuno muore senza aver fatto testamento, i suoi principali successori sono i figli, il coniuge superstite e i genitori; tuttavia, se dovessero mancare tali soggetti (ad esempio perché l’individuo non ha mai avuto discendenti o perché si tratta di parenti a loro volta già deceduti) la legge [1] identifica, come aventi diritto successivi, i fratelli e le sorelle del defunto.

Nonostante ciò, potrebbe capitare che una sorella sia premorta oppure, semplicemente, che non voglia accettare l’eredità a lei devoluta. In questi casi, la legge [2] attribuisce ai discendenti della medesima il potere di sostituirsi ad essa nei diritti ereditari.

Tecnicamente, questo fenomeno giuridico viene definito con il termine di rappresentazione. Quest’ultima, però, non opera i tutti i casi. Infatti, relativamente ad una successione ereditaria, la facoltà di subentrare nel luogo e nel grado, ad esempio, del proprio genitore, è prevista soltanto per i discendenti di un figlio del defunto o di un fratello o di una sorella della persona deceduta. In pratica, solo i figli o i nipoti di queste categorie di eredi possono esercitare i diritti successori del proprio ascendente, qualora questi non voglia o non possa accettare l’eredità.

La rappresentazione, inoltre, si prende in considerazione anche in presenza di un testamento. Potrebbe accadere, infatti, che il testatore nulla abbia previsto per sostituire un erede designato, nell’ipotesi in cui questi non possa o non voglia accettare l’eredità. In questo caso, in mancanza, quindi, di una specifica volontà del defunto, opererebbe la rappresentazione così come è stata appena descritta.

Quindi, ricapitolando, in una situazione come quella in valutazione, se un fratello del defunto è, a sua volta, già deceduto, i figli di quest’ultimo diventano dei potenziali eredi ed hanno, quindi, la facoltà di accettare l’eredità in luogo del proprio genitore.

Ovviamente, la quota che dovranno dividersi sarà la stessa che sarebbe stata riferibile al proprio ascendente. Pertanto, valutando il caso in esame, la metà del patrimonio della zia dovrà essere divisa, in parti uguali, tra le figlie del fratello premorto.

Appare evidente, quindi, che, lei e le sue sorelle, rientrate nell’asse ereditario della zia defunta. Per questo motivo, in quanto eredi potenziali, sempre se è vostra intenzione (non siete, infatti, obbligate ad accettare l’eredità), potete attivarvi per realizzare la successione ereditaria oggetto del quesito posto.

Articolo tratta dalla consulenza resa dall’avvocato Marco Borriello


note

[1] Art. 570 cod. civ.

[2] Artt. 467 – 468 cod. civ.


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