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Gli ispettori del lavoro non devono qualificarsi subito: il primo accesso

26 Giugno 2014
Gli ispettori del lavoro non devono qualificarsi subito: il primo accesso

Guida sull’accesso e sul verbale degli ispettori di lavoro in azienda per verificare il lavoro nero; un professionista può assistere l’imprenditore nelle fasi di controllo e verifica.

Arrivano gli ispettori del lavoro in azienda. Un momento delicato per il datore, che dovrà dimostrare di essere in regola, pena sanzioni salatissime.

La prima fase dell’intera procedura ispettiva è la più delicata. Su questa fase il nuovo codice ha rimosso un importante obbligo rendendola più efficace, anche se meno trasparente, nei confronti dei titolari delle attività ispezionate.

Le novità

Non è più obbligatorio, per l’ispettore, qualificarsi contestualmente all’accesso: ciò rende possibile, per lo stesso ispettore, presentarsi ufficialmente durante la verifica, oppure al termine della stessa. Viene meno, pertanto, la modalità di inizio dell’accesso con denuncia al titolare dell’attività, prima di acquisire qualsiasi informazione e/o conferire con il datore di lavoro. Resta fermo l’obbligo di qualificarsi il prima possibile.

Inoltre, il personale ispettivo deve informare l’azienda ispezionata della facoltà di rilasciare dichiarazioni e di farsi assistere, nel corso dell’accertamento, da un professionista abilitato; naturalmente, l’assenza di tale professionista non può essere ostativa alla prosecuzione dell’attività ispettiva, né inficia la sua stessa legittimità.

Verbale di primo accesso

Con il verbale di primo accesso si effettua una iniziale verbalizzazione che costituisce la fotografia del soggetto ispezionato.

Si procede nel dettaglio con l’identificazione dei presenti, con l’acquisizione delle prime dichiarazioni di parte e di coloro che sono al lavoro, con l’esame della documentazione aziendale, con la descrizione delle dichiarazioni svolte e delle condizioni di lavoro, con l’esame della documentazione aziendale obbligatoria.

In tale quadro, è naturale che la possibile assenza del professionista al momento delle prime dichiarazioni del datore di lavoro aumenta il rischio che le stesse vengano rese in maniera impropria o non corretta.

Rimane ancora ferma la regola che per i funzionari ispettivi è obbligatorio mostrare il tesserino identificativo, normalmente all’atto dell’accesso, o comunque in un momento compatibile con le modalità accertative, in modo tale da non vanificare il cosiddetto “effetto sorpresa”.

Vigilanza a vista

In base al nuovo codice, è anche prevista un’attività di vigilanza a vista; di norma, questa si limita alle sole ipotesi in cui non sia stato possibile identificare in fase di programmazione i soggetti destinatari dell’accertamento. Nel dettaglio si tratta delle ispezioni indirizzate alle attività mobili (per esempio, fiere o mercati), oppure a quelle attività ove risulti comunque necessario eseguire l’ispezione sulla base delle evidenze che emergono nel corso del sopralluogo esterno (per esempio nel settore dell’edilizia).

Si tratta di una nuova modalità di programma che non rappresenta il criterio ordinario di pianificazione della vigilanza che, di norma, risulta essere caratterizzato da una selezione preventiva dei destinatari delle ispezioni. Resta fermo che la modalità principale di programmazione orienta gli accertamenti verso soggetti nei confronti dei quali sussistano indici di potenziale irregolarità e, comunque, verso coloro che non risultano essere stati ispezionati nel recente passato.

Il nuovo codice comportamentale impone sempre agli ispettori “trasparenza ed uniformità dell’azione ispettiva”, con l’osservanza delle norme deontologiche che ricomprendono il dovere d’imparzialità, il divieto di divulgare informazioni, di intrattenere rapporti a vario titolo con i soggetti coinvolti e, oggi, anche quello di accettare omaggi superiori ai 150 euro o altre utilità sia dirette che indirette.

Il codice ammette che l’indagine possa essere condotta in ogni luogo connesso all’esercizio dell’azienda, senza limitazioni d’orario, ma nel rispetto dell’attività aziendale.

Quindi l’ispezione può avvenire anche presso lo studio del professionista, se questi risulta essere stato dichiarato quale depositario del Lul. Il datore che non ottemperi l’invito ad esibire i documenti è punito anche penalmente.


note

Autore immagine: 123rf com


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