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Nuovi finanziamenti: che succede a chi ne ha già uno

9 Aprile 2020
Nuovi finanziamenti: che succede a chi ne ha già uno

I prestiti offerti dal Decreto Liquidità con garanzia fino al 100% sono accessibili anche a chi ha già beneficiato del credito agevolato e di garanzie pubbliche.

Il nuovo Decreto Liquidità varato dal Governo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore da oggi. Come aveva anticipato il presidente del Consiglio in conferenza stampa, contiene misure che favoriscono l’erogazione di prestiti alle imprese.

I finanziamenti per le partite Iva – dalle piccole e medie imprese agli artigiani, lavoratori autonomi e professionisti – sono in molti casi necessari, oggi più che mai, per tamponare il bisogno urgente di liquidità derivato dalla riduzione del giro degli affari, mentre i costi rimangono costanti.

Perciò il Governo ha promesso massima celerità nelle erogazioni dei nuovi prestiti bancari, garantiti fino al 100% se l’ammontare è inferiore a 25mila euro e in taluni casi anche per le erogazioni fino a 800mila euro coperte fino al 90% dallo Stato e per la parte residua da Confidi.

Ma – ferma restando la possibilità di ottenere questi nuovi prestiti, tranne che per i casi di sofferenza conclamata al 31 dicembre scorso – che succede a chi ha già un finanziamento in corso? A questa domanda, per i casi in cui il credito precedente risulta garantito, prova oggi a rispondere la Cerved, la società che acquisisce le informazioni commerciali e valuta la solvibilità e il merito creditizio delle imprese, per individuare il grado di rischio di ciascuna.

Interpellata dall’agenzia stampa Adnkronos, la Cerved sottolinea che ad oggi “sono 16.000 – cioè un terzo su un totale di 48.000, le società di capitali italiane beneficiarie del Fondo centrale di garanzia nel 2019 che rischiano di entrare in crisi di liquidità se l’emergenza Covid19 non rientrerà prima della fine dell’anno” Si tratta – spiega Cerved – di “aziende che hanno ottenuto finanziamenti ‘coperti’ da garanzie pubbliche per 5,4 miliardi di euro ma che adesso per evitare il default ne avrebbero bisogno di altri 6”.

“Considerando l’evoluzione della liquidità di 720 mila società di capitale italiane nei mesi del lockdown – spiega Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved – complessivamente rischierebbero la chiusura 145 mila società; di queste, 16.000 mila  hanno appunto goduto di garanzie pubbliche”.

Il fenomeno riguarda molte aziende che appartengono a settori come l’edilizia, la ristorazione, gli autotrasporti e il commercio al dettaglio specializzato, tra i più colpiti dall’epidemia, con cali di fatturato previsti dalla Cerved tra il 20 e il 30%. Questo comporta importanti conseguenze sul loro profilo di rischio: in base alle valutazioni di Cerved, “la quota di società rischiose aderenti al Fondo nel 2019, che rappresentava il 10,3%, potrebbe più che raddoppiare nello scenario cauto (21,8%) e quadruplicare in quello peggiore (39,5%), cioè se la crisi perdurasse fino a fine anno”.

Per fronteggiare questa situazione e fornire sostegno alle imprese meritevoli di nuove erogazioni creditizie, Cerved assicura che “impiegherà il suo ampio patrimonio di informazioni per valutare l’efficacia delle misure di sostegno alle Pmi e utilizzerà i big data per individuare i potenziali beneficiari delle misure di finanza agevolata e accompagnarli a ottenere i finanziamenti”.

Si tratta proprio delle misure straordinarie previste dal nuovo Decreto a supporto del sistema economico e del tessuto imprenditoriale italiano e che si aggiungono alle altre opzioni normalmente disponibili. Tuttavia, “ogni anno enti europei, nazionali e locali stanziano fondi per l’imprenditoria, ma per le realtà più piccole e meno strutturate non è facile districarsi nel dedalo di opportunità, nella burocrazia, nella complessità degli incartamenti”, continua Mignanelli.

“Per questo mettiamo a disposizione Cerved FinLine, società specializzata che grazie alla profilatura del panorama imprenditoriale italiano permessa dal nostro database e alle competenze dei professionisti del Gruppo può guidare ogni azienda a individuare velocemente i bandi più adatti e ottenere i finanziamenti che le permetteranno di crescere, ammodernarsi, diventare più competitiva”, annuncia.

Nessuna impresa deve fallire a causa del Covid19 – dice l’ad di Cerved- se l’Italia vuole evitare di perdere capacità produttiva e di entrare in una recessione lunga e difficilmente sostenibile anche dal punto di vista sociale. Nei prossimi mesi la finanza agevolata, che comprende centinaia di strumenti a supporto dello sviluppo delle Pmi, svolgerà un ruolo fondamentale per dare liquidità al sistema e guidare la ripartenza dell’economia italiana. Cerved vuole fare la sua parte mettendo a disposizione delle imprese una struttura dedicata e nuovi servizi che siano di semplice utilizzo, in modo da ‘democratizzare’ ed espandere l’accesso a queste agevolazioni”, conclude.


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