Giustizia: si riparte il 12 maggio con la Fase 2

9 Aprile 2020
Giustizia: si riparte il 12 maggio con la Fase 2

Udienze sospese fino all’11 maggio, salve le cause urgenti. Poi i capi degli uffici giudiziari dovranno adottare le misure anticontagio, fino al 30 giugno.

Il nuovo Decreto Liquidità sul credito alle imprese, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, contiene una specifica norma [1] che proroga i termini di sospensione delle udienze e delle altre attività giudiziarie non indifferibili, stabiliti dal Decreto Cura Italia, che altrimenti sarebbero scaduti il prossimo 15 aprile, sino al 11 maggio 2020.

Questo significa anche che dal 12 maggio inizia la fase della ripresa, il momento in cui – come stabilito dal Decreto Cura Italia fino al 30 giugno, termine che è stato confermato dal Decreto Liquidità [2] – i capi degli Uffici giudiziari dovranno adottare le misure necessarie ad evitare gli affollamenti nei palazzi di giustizia e i contatti ravvicinati tra le persone, con il fine – dice la norma – di «contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e contenerne gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attivita’ giudiziaria».

I dirigenti degli Uffici avranno a disposizione un ampio ventaglio di misure per assicurare questa finalità e potranno adottare soluzioni flessibili in base alle specifiche esigenze, che vanno dalla limitazione degli accessi al pubblico e degli orari di apertura delle cancellerie alla celebrazione a porte chiuse [3] delle udienze pubbliche, sia penali sia civili.

Ma soprattutto c’è la possibilità di svolgere le udienze civili «che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti mediante collegamenti da remoto» nel rispetto delle nuove norme varate dalla Dgsia  (la Direzione generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia), sempre però in modo da «salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti». Si potrà così arrivare anche allo «scambio e deposito telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni, e la successiva adozione fuori udienza del provvedimento del giudice».

La possibilità “estrema” per i capi degli uffici è quella del rinvio delle udienze dei procedimenti civili e penali a date successive al 30 giugno 2020, salvi i procedimenti urgenti e indifferibili, come quelli, nel settore civile, in materia di alimenti e di ordini di protezione contro gli abusi familiari e, nel settore penale, che riguardano imputati detenuti, fermati o arrestati e per i quali occorre celebrare l’udienza di convalida, o che sono  sottoposti a misure cautelari.

In generale non potranno essere rinviati – espone la norma – nel civile, «tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti» e nel penale quelli che «procedimenti che presentano carattere di urgenza, per la necessita’ di assumere prove indifferibili», come nei casi di incidente probatorio [4].

Per quanto riguarda, invece, i processi amministrativi la ripartenza delle udienze è anticipata al 16 aprile ma rimangono ancora sospesi, fino al 3 maggio 2020, i termini per la notificazione dei ricorsi.

Correlativamente, anche la sospensione del termine dei procedimenti amministrativi e dell’efficacia degli atti amministrativi in scadenza – che sarebbe scaduto il 15 aprile in base a quanto stabilito dal Decreto Cura Italia – viene estesa dal Decreto Liquidità [5] e prorogata fino al 15 maggio 2020.

Leggi anche Coronavirus: così cambia la giustizia.


note

[1] Art. 36 Decreto Legge 8 aprile 2020, n.23 “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”.

[2] Art. 83, comma 6, Decreto Legge 17 marzo 2020, n.18.

[3] Art. 472, comma 3, Cod. proc. pen.; Art. 128 Cod. proc. civ.

[4] Art. 392 Cod. proc. pen.

[5] Art. 36 Decreto Legge 8 aprile 2020, n.23.


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