Cronaca | News

Coronavirus, la truffa del sangue venduto su Internet

9 Aprile 2020
Coronavirus, la truffa del sangue venduto su Internet

La nuova frontiera della truffa legata all’epidemia di Covid-19.

Ne abbiamo viste di tutti i colori, ma non le abbiamo viste ancora tutte. C’è un’ampia gamma di raggiri da Coronavirus in circolazione. Alcuni ben più ingegnosi che lucrare sulle mascherine o sull’alcol introvabili. Il giornale Vice ci racconta che su un mercato del dark web, la parte oscura di Internet, pare il suo 96 per cento, raggiungibile solo con specifici software, qualcuno, un ex ammalato di Covid ora guarito, sta vendendo il suo sangue e la sua saliva a mille dollari, sostenendo che possano rendere immuni i pazienti.

Se fosse vero, chiaramente, avremmo risolto buona parte dei nostri problemi legati all’epidemia, dal momento che c’è un gran numero di sopravvissuti al Coronavirus. Ma le ricerche scientifiche su questo terreno, cioè sulla possibilità di sfruttare gli anticorpi estratti dal plasma dei guariti, sono ancora in pieno svolgimento, senza attuali garanzie di riuscita (leggi l’articolo: Coronavirus, spunta l’ipotesi della cura col plasma).

Il dark web, del resto, è un luogo pericoloso in cui avventurarsi, molto più dell’Internet superficiale. Non si vende solo sangue e saliva “immuni”, nella parte più oscura della Rete, ma anche tamponi, rilevatori di temperatura, e persino un vaccino per il Covid-19. Cosa, quest’ultima, che sappiamo essere una fandonia inventata ad arte per far leva sulle paure delle persone: non esiste alcun vaccino, in questo momento, contro il Covid-19. E anche degli altri prodotti in vendita sul mercato nero di Internet c’è da dubitare, secondo un’analisi dell’agenzia di intelligence IntSights riportata da Vice: “La disponibilità limitata di tamponi per il coronavirus – specialmente in paesi come gli Stati Uniti – ha generato una richiesta di questi prodotti sui mercati neri. Ma con tutta probabilità, questi prodotti non sono reali, ma truffe ai danni dei compratori.”

Questi raggiri rientrano a pieno titolo nel vasto armamentario di truffe da Covid-19, di cui fanno parte anche gli attacchi informatici, sui quali abbiamo più volte scritto su questo portale (leggi gli articoli: Coronavirus: arrivano gli hacker, come difendersi; Coronavirus, attacchi hacker a San Camillo e Spallanzani; Coronavirus, adesso anche i medici bersaglio degli hacker).

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a un boom di falsi siti web relativi al Coronavirus. Domini che vengono poi usati il phishing, cioè per l’invio di email-truffa che contengono link sui quali non si deve cliccare: il rischio è che all’utente vengano rubate le credenziali del suo account in modo che l’hacker possa ottenere dati sensibili. Una minaccia che cresce con l’aumentare dello smart working, quindi di un più massiccio utilizzo di Internet per lavorare.



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