Gomme usate: le nuove regole per i pneumatici fuori uso

9 Aprile 2020
Gomme usate: le nuove regole per i pneumatici fuori uso

Controlli sugli acquisti online, riduzione del contributo ambientale a carico dell’acquirente, raccolta garantita sull’intero territorio nazionale. 

Nella Gazzetta Ufficiale di stanotte non è stato pubblicato soltanto l’atteso Decreto Liquidità annunciato dal Governo con le misure di sostegno al credito durante l’emergenza Coronavirus ma anche altri provvedimenti, tra cui l’atteso Decreto ministeriale sulla gestione dei pneumatici fuori uso [1], noto agli addetti ai lavori anche con l’acronimo Pfu.

Il provvedimento contiene numerose novità che riguardano chi, come cliente privato, acquista gomme nuove e sostituisce gomme usate e chi gestisce questi pneumatici da smaltire.

La quota dello smaltimento, infatti, viene posta dal venditore delle gomme a carico dell’acquirente, ma il nuovo decreto prevede una riduzione del contributo ambientale, insieme a maggiori controlli sui gestori di Pfu e sugli acquisti online che ormai vengono preferiti da molti clienti ai canali tradizionali ma dietro ai quali si celano prodotti irregolari. Ci sono poi obblighi più stringenti di raccolta per scongiurare ogni rischio di abbandono nell’ambiente.

Riduzione del contributo ambientale 

I consumatori pagheranno di meno perché gli eventuali avanzi economici di fine anno dovranno essere utilizzati per ridurre l’importo del contributo ambientale legato all’acquisto di pneumatici nuovi e non solo per interventi straordinari di gestione dei Pfu come era in precedenza.

Il contributo ambientale – il cui ammontare è periodicamente regolato da appositi decreti – è una sorta di tassa anticipata perché viene pagata al momento dell’acquisto ma i proventi sono destinati a coprire lo smaltimento futuro dei pneumatici nel momento in cui saranno sostituiti e smaltiti come rifiuti nella categoria dei Pfu.

Acquisto pneumatici online

Sono previsti maggiori controlli sugli acquisti online di pneumatici perché viene introdotta la figura del ”Rappresentante autorizzato”, che vincola produttori e importatori di pneumatici con sede legale all’estero  – come ad esempio le piattaforme web – ad avere una figura giuridica responsabile degli obblighi di gestione dei Pfu a cui tutti gli operatori sono tenuti, senza distinzioni.

Perciò in questo settore non ci potranno essere più gestori anonimi di siti improvvisati di e-commerce per la vendita di gomme per veicoli.

Raccolta gomme usate

D’ora in poi la raccolta dovrà essere estesa e garantita su tutto il territorio nazionale e non soltanto, come è avvenuto finora, soltanto in alcune aree. I soggetti autorizzati alla gestione di Pfu (sia in forma associata, come le società consortili di gestione, o in forma individuale qualora ne gestiscano oltre 200 tonnellate annue) dovranno garantire ovunque la raccolta di Pfu.

Inoltre è previsto un obbligo di rendiconto al ministero dell’Ambiente, ogni 6 mesi, dei quantitativi raccolti in tale periodo e per ciascuna macroarea geografica, in base alle specifiche stabilite nel decreto.

I gestori dei Pfu e i gommisti

Ci sarà maggiore trasparenza sui soggetti di gestione individuali degli Pfu: i sistemi di gestione cosiddetti individuali in Italia sono sinora circa 50 e coprono soltanto il 10% circa del totale nazionale. Quest’ultimi, al pari dei soggetti di gestione in forma associata, saranno tenuti agli obblighi di comunicazione e informazione al ministero e dovranno dimostrare di avere un sistema strutturato per la gestione del recupero dei Pfu e di poter garantire gli obblighi di raccolta dei Pfu su tutto il territorio nazionale.

Il decreto prevede anche l’obbligo di gestione di Pfu “corrispondenti alle tipologie di pneumatici immessi nel mercato l’anno precedente” e dunque per categorie (di grandi dimensioni, medie oppure piccole come quelli per auto e moto).

I gestori sono obbligati anche a rispondere alle richieste di raccolta dei Pfu da parte dei gommisti in base all’ordine di arrivo delle stesse, senza accordare preferenze o priorità a punti di generazione dei Pfu in particolare.

L’obiettivo è uniformare gli obblighi di raccolta tra tutti i soggetti, impedendo che vengano servite solamente le aree di più facile servizio e minor costo, oppure che vengano preferite tipologie di più facile ed economica gestione come i Pfu da autovettura e moto.


note

[1] Decreto del ministro dell’Ambiente n. 182 19 novembre 2019, pubblicato in G.U. n. 93 del 8 aprile 2020.


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