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Donazione senza notaio: quando?

9 Aprile 2020
Donazione senza notaio: quando?

Quando una donazione può definirsi di modico valore?

Hai intenzione di regalare dei soldi a tuo figlio. Hai però saputo che, per le donazioni di “non modico valore” è necessario l’atto pubblico, ossia un rogito da un notaio. Vorresti evitare di spendere soldi in tasse e parcelle per professionisti. Così sei disposto a tutto pur di non eccedere tale tetto, anche frammentando l’operazione in più occasioni. Ma lo puoi fare? Quando è possibile una donazione senza notaio? 

Cerchiamo di chiarirci le idee su questo punto.

Donazione: come si fa?

A chiarire la forma che deve rivestire una donazione è l’articolo 783 del codice civile. 

Ne riportiamo qui di seguito il testo, lasciando la spiegazione a un momento successivo.

«La donazione di modico valore che ha per oggetto beni mobili è valida anche se manca l’atto pubblico, purché vi sia stata la tradizione [ossia la consegna materiale della cosa donata].

La modicità deve essere valutata anche in rapporto alle condizioni economiche del donante». 

La norma dunque parla chiaro:

  • le donazioni di non modico valore si fanno solo davanti a un notaio, con la presenza di due testimoni;
  • le donazioni di modico valore invece possono essere fatte anche verbalmente (non per forza con una scrittura privata), ma sono efficaci solo nel momento in cui l’oggetto donato viene consegnato. 

Il mancato rispetto di queste forme determina la nullità della donazione. Il che significa che tanto il donante quanto qualsiasi altra persona (ad esempio un suo familiare) potrebbe agire contro il donatario per farsi restituire il bene.

La nullità dell’atto di donazione (ad esempio, per vizi di forma) non fa venire meno l’obbligo del pagamento dell’imposta sulle donazioni [1]. Ma si tenga conto che, per le donazioni tra genitori e figli o tra coniugi, l’imposta – pari al 4% – scatta solo sulla parte del valore del bene che eccede 1.000.000 di euro (cosiddetta franchigia). Invece nelle donazioni tra fratelli la franchigia scende a 100mila euro mentre l’aliquota sale al 6%.

Non ha alcun valore la promessa di una donazione (ossia il contratto preliminare di una donazione). Difatti la donazione, in quanto atto a titolo gratuito, richiede necessariamente una volontà spontanea, esente da qualsiasi imposizione esterna, anche se scaturente dalla stessa promessa data in precedenza dal donante. 

La donazione fatta con un bonifico in banca, finalizzato all’acquisto di un bene specifico (è la cosiddetta donazione indiretta) non necessita del notaio a patto che il successivo atto di acquisto (siglato dal donatario) indichi la provenienza del denaro. È il caso del padre che versa sul conto del figlio 200mila euro per l’acquisto della sua prima casa. 

Se invece il bonifico non viene eseguito per uno scopo determinato ma solo per fornire al donatario la disponibilità di liquidi, allora si rientra nella regola generale secondo cui solo gli importi di modico valore possono essere scambiati “privatamente”, ossia senza il pubblico ufficiale. Si tenga però conto che, se l’importo supera i limiti della tracciabilità (attualmente pari a 2.000 euro) è necessario che il denaro venga trasferito con un bonifico o un assegno non trasferibile. 

Quando una donazione si può fare senza notaio?

Abbiamo appena detto che si possono fare senza bisogno del notaio le donazioni di non modico valore. Una donazione che abbia ad oggetto un immobile (ad esempio un magazzino, una casa o un appezzamento di terreno), per quanto scarso possa essere il valore del bene, non si può mai fare senza il notaio. 

Quindi, è possibile fare senza notaio solo le donazioni di denaro o di beni mobili.

Il codice civile stabilisce che, per definire il modico valore, si deve tenere “anche” conto delle condizioni economiche del donante. Ciò può voler sottintendere che, oltre al patrimonio di quest’ultimo, bisogna valutare anche quello del donatario. 

Il concetto di “modico valore” non è, quindi, definibile in astratto. Anche se legato al valore del bene oggetto di donazione, risulta essere, altresì, espressione del criterio “soggettivo” (condizioni economiche del donante al tempo della donazione).

Quindi, per comprendere se una donazione va fatta dal notaio o meno bisognerà fare queste due considerazioni: 

  • quanto peso ha il bene donato sul patrimonio del donante?
  • quanto avvantaggia il donatario alla luce delle sue condizioni economiche?

note

[1] Cass. sent. n. 634 del 18 gennaio 2012.


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