Stop bonus 600 euro per alcune categorie di professionisti

9 Aprile 2020
Stop bonus 600 euro per alcune categorie di professionisti

I lavoratori autonomi che sono pensionati o iscritti a più di una cassa previdenziale non possono percepire l’indennità. Reagiscono i medici Enpam.

Con il Decreto Liquidità pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale si sgonfia il bonus di 600 euro del reddito di ultima istanza introdotto con il decreto legge Cura Italia. La nuova norma [1] in vigore da oggi prevede, infatti, che ai fini del riconoscimento dell’indennità «i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria devono intendersi non titolari di trattamento pensionistico e iscritti in via esclusiva».

Questa precisazione mette fuori gioco i pensionati ed anche chi non è iscritto esclusivamente ad un Ente di previdenza, ma ha più di una cassa previdenziale, come molti medici e specializzandi che già hanno reagito contro le nuove norme.

“Il decreto legge ‘Liquidità’ blocca il pagamento dell’indennizzo di 600 euro a tutti i medici e agli odontoiatri”, denuncia all’agenzia stampa Adnkronos l’Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam), che dovrà quindi “bloccare 25.262 bonifici che stavano per essere inviati già da domani” ai camici bianchi “che ne avevano diritto”.

“Grazie a questa norma dobbiamo dire ai nostri iscritti che tutti i pagamenti sono congelati e che nella migliore delle ipotesi li riceveranno dopo aver integrato la domanda con un’ulteriore autocertificazione”, spiega il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti.

“Agli specializzandi e ai dipendenti, magari part time, che in questo momento stanno rischiando la vita, è andata anche peggio, perché per loro l’indennizzo di 600 euro è cancellato del tutto. Davvero un bel modo per ringraziare i medici e augurare loro buona Pasqua”, ammonisce.

L’Enpam spiega in una nota che, a seguito della nuova norma “che ha cambiato le carte in tavola, gli specializzandi sono ora esclusi dall’indennizzo dei 600 euro poiché, oltre all’Enpam, sono costretti a pagare la gestione separata Inps sulle loro borse di studio. Analoga esclusione vale per i dipendenti soggetti a contribuzione Inps o ex Inpdap”.

Il reddito di ultima istanza è un sostegno economico introdotto dal Decreto Cura Italia per integrare il reddito dei lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto  privato di previdenza obbligatoria, danneggiati dall’emergenza Coronavirus; l’ammontare è costituito da un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

Il decreto stabilisce che questo importo sarà riconosciuto ai lavoratori che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35mila euro; ai lavoratori che, sempre nell’anno di imposta 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, sempre a causa del virus Covid-19. Le domande per l’ottenimento dell’indennità possono essere presentate da professionisti e lavoratori autonomi presso gli enti di previdenza ai quali sono iscritti.


note

[1] Art. 34 Decreto Legge 8 aprile 2020, n.23.


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