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Giroconto: ci sono limiti allo spostamento di denaro?

10 Aprile 2020
Giroconto: ci sono limiti allo spostamento di denaro?

Versamenti, bonifici e prelievi: tutte le regole sui contanti e sui pagamenti elettronici. Che succede quando i due conti correnti sono della stessa persona?

Quando si parla di prelievi, bonifici e versamenti di contanti è facile cadere in equivoci. Questo perché la normativa non è affatto chiara e, a volte, difficilmente reperibile. Ecco che allora ci si chiede spesso se esistono limiti ai versamenti di contanti in banca, ai prelievi e ai giroconti. In particolare, in questa guida, vogliamo affrontare proprio quest’ultimo argomento: in caso di giroconti, ci sono limiti allo spostamento dei denaro? Ecco le risposte alle domande più frequenti sul tema.

Ci sono limiti al versamento di contanti sul conto corrente?

Prima di affrontare il tema dei giroconti, sarà utile ricordare tutti i limiti in materia di operazioni bancarie.

Non esistono limiti al versamento di denaro contante su un conto corrente. Sicché, una persona può depositare, in un’unica soluzione, anche svariate migliaia di euro. Tuttavia, è bene sapere che l’operazione è conoscibile dall’Agenzia delle Entrate. L’ufficio delle imposte potrà (e verosimilmente lo farà) chiedere chiarimenti sulla provenienza del denaro se dello stesso non vi è menzione all’interno della dichiarazione dei redditi. In tal caso, spetta al correntista dare le motivazioni supportate da una prova scritta con data certa (ossia certificata da pubblico ufficiale come un notaio o come la registrazione dell’atto all’Agenzia delle Entrate). Non sono ammesse testimonianze (ad esempio, non avrebbe valore la dichiarazione di un genitore che attesti una donazione). 

Se non viene fornita una valida e comprovata motivazione, il fisco può automaticamente presumere che si tratti di soldi non dichiarati (in altre parole: “nero”) e, pertanto, dopo averli tassati, pretenderà le sanzioni.

Lo stesso discorso vale per quanto riguarda le ricariche sulle carte prepagate.

Ci sono limiti ai prelievi di contanti sul conto corrente?

Per i privati e i professionisti non ci sono limiti ai prelievi di contanti salvo quello di 10.000 euro nell’arco dello stesso mese. La violazione di tale tetto, però, non implica un controllo fiscale ma solo una segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria (la UIF) che, valutate le circostanze e il rischio di commissione di reati legati al riciclaggio del denaro, informerà la Procura della Repubblica.

Per gli imprenditori e le società, invece, esiste il limite di 1.000 euro al giorno e di 5.000 euro nell’arco del mese. 

Ci sono limiti ai bonifici bancari?

Non esiste alcun limite di importo ai bonifici bancari. Questo perché si tratta di operazioni completamente “tacciabili”, ossia registrate nei circuiti informatici della banca. La conseguenza è abbastanza chiara: in qualsiasi momento – ed anche a distanza di molti anni – si potrà risalire all’identità del beneficiario dell’operazione, all’esecutore nonché all’esatto importo bonificato. Proprio questa trasparenza fa sì che la legge non ponga alcun limite ai bonifici bancari. Così, ad esempio, una persona può bonificare 200mila euro sul conto di un’altra senza destare alcun sospetto (chiaramente, l’operazione deve avere un corrispondente nella dichiarazione dei redditi del beneficiario se si tratta di ricavi).

Lo stesso discorso vale per quanto riguarda gli spostamenti di denaro da conto corrente a carta ricaricabile o viceversa.

Ci sono limiti ai giroconti?

La differenza tra un bonifico e un giroconto sta in questo: nel bonifico, i proprietari dei due conti correnti sono soggetti diversi (ad esempio, due privati, due società, un privato e una società), mentre nel giroconto l’intestatario dei rapporti è la stessa persona. 

Si può verificare un giroconto anche quando il denaro passa da un conto personale o una carta ricaricabile a un conto corrente cointestato.

Marco ha un conto corrente personale e uno cointestato con la moglie, destinato alle spese familiari. Un giorno decide di spostare, dal proprio conto corrente personale, 10mila euro per metterli invece in quello cointestato e far così fronte ad alcune uscite necessarie alla ristrutturazione di casa.

Antonio ha una Postepay evolution; verrebbe spostare del denaro sul libretto postale di cui è cointestatario. 

In tutti questi casi, le operazioni possono essere fatte liberamente senza limiti di importo. Valgono, infatti, le stesse motivazioni fornite sopra in merito al bonifico: si tratta di operazioni tracciabili che, quindi, proprio perché perfettamente trasparenti, consentono i controlli dell’Agenzia delle Entrate anche a distanza di diverso tempo. Non c’è, quindi, ragione per limitare tali attività. 

Peraltro, a differenza dei bonifici, i giroconti non richiedono neanche una giustificazione di carattere fiscale come una fattura o comunque una indicazione nella dichiarazione dei redditi. E questo perché il denaro non viene scambiato tra soggetti diversi ma rimane nella disponibilità dello stesso correntista. Volendo usare una metafora è come se una persona spostasse del denaro da un portafogli ad un altro. 

Invece, un bonifico si presume effettuato a fronte di un’attività lavorativa e, come tale, retribuita (salvo diversa prova). Il che implica anche l’obbligo di dichiarazione all’ufficio delle imposte. 

Attenzione però: se il conto ove, all’esito del bonifico, viene spostato il denaro dovesse essere cointestato, l’operazione verrebbe qualificata come una donazione del 50% delle somme in favore dell’altro intestatario del conto. Per evitare tale conseguenza bisognerà sottoscrivere un apposito patto contrario. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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