Coronavirus: obbligo di pagare le spese condominiali

10 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: obbligo di pagare le spese condominiali

Se l’emergenza blocca determinati servizi, solo l’assemblea può decidere il rinvio del versamento delle rette, se riesce a riunirsi a distanza.

È possibile rifiutarsi di pagare le spese condominiali per non avere avuto dei servizi a causa delle limitazioni imposte dall’emergenza coronavirus? Rispondere di sì è difficile: regolamento alla mano, resta l’obbligo di versare la retta mensile, a meno che l’assemblea decida il contrario. Cosa non semplice da fare.

Il Covid-19 può aver fermato o impedito, ad esempio, dei lavori di manutenzione già previsti da un contratto di appalto firmato prima che cominciasse l’emergenza. O non consentire l’erogazione di alcuni servizi. Nessuno può ritenersi responsabile del danno causato, perché si tratta di situazioni derivanti da un decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri e non dalla cattiva volontà delle parti interessate. Ma il danno c’è.

Di fronte ad un vuoto normativo, anche di urgenza, che consenta la sospensione del pagamento delle spese condominiali, resta quanto determinato dalla legge sui poteri in merito dell’amministratore del condominio e dell’assemblea.

L’amministratore non è autorizzato a sospendere o a dilazionare il pagamento delle spese del condominio ma soltanto a riscuotere i soldi dai vicini. Quando questi non pagano, può agire in tribunale. Il problema che si aggiunge ora è che i tribunali sono chiusi ancora per qualche giorno. L’amministratore ha la possibilità di intervenire per via telematica, ma solo fino ad un certo punto. Ad ogni modo, quel che conta è che non spetta a lui determinare uno slittamento delle rette.

Può farlo, invece, l’assemblea. Spetta solo a questo organo decidere se sospendere o rateizzare il pagamento delle spese condominiali. Sempre che riesca a riunirsi, però. Il divieto di riunione, attualmente in vigore per l’emergenza coronavirus, complica le cose. Una recente disposizione ha chiarito che è valida l’assemblea tenuta dai condòmini in videoconferenza. Ma non tutti sono dotati di un computer o di un cellulare oppure di una linea Internet in grado di supportare la connessione.

Va ricordato che, secondo il Codice civile [1], all’assemblea in seconda convocazione deve partecipare un numero di condòmini proprietario delle quote complessivamente pari ad almeno un terzo del valore dell’edificio ed un terzo dei partecipanti al condominio. Deve essere stabilito chiaramente il luogo della riunione che, in caso di videoconferenza per gli attuali divieti, deve trattarsi dello studio dell’amministratore, dotato di connessione in banda larga.

È possibile partecipare all’assemblea in tre modi:

  • in videoconferenza;
  • per telefono, al numero indicato nella convocazione;
  • attraverso una delega che riporti l’espressione di voto.

Detto questo, a meno che l’assemblea riesca a riunirsi a distanza e determini il contrario, le spese condominiali vanno pagate, anche per consentire all’amministratore di continuare a garantire i principali servizi. Se l’amministratore non può, per via delle limitazioni in vigore, riscuotere personalmente le rette, è possibile ricorrere ad altri sistemi di pagamento a distanza, come l’home banking o il mobile banking. Alla peggio, nel caso in cui non si riesca con tutta la buona volontà a pagare le spese condominiali, conviene contattare l’amministratore e trovare insieme una soluzione per evitare delle conseguenze spiacevoli, come una messa in mora.


note

[1] Art. 1136 cod. civ.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube