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Musica ad alto volume in condominio: cosa fare

10 Aprile 2020
Musica ad alto volume in condominio: cosa fare

Rumori all’interno del palazzo: cosa fare contro il vicino del piano di sopra o del pianerottolo che accende lo stereo in modo da disturbare tutti.

Chi ha un vicino che ama rilassarsi con la musica ad alto volume è soggetto a un profondo stress acustico che spesso è fonte di danni fisici e psicologici. La dimora, che dovrebbe essere il luogo di riposo, finisce per diventare un inferno: diventa così impossibile riposarsi e recuperare le energie dopo il lavoro. 

Chiedere l’intervento dell’amministratore di condominio è una soluzione che, seppur utilizzata di frequente, non garantisce sempre risultati e, il più delle volte, l’ultima persona a cui ci si rivolge è proprio il diretto interessato (causa le divisioni interne negli edifici). 

Dunque, cosa fare se c’è musica ad alto volume in condominio? Chi chiamare e come tutelare i propri diritti? Cercheremo, qui di seguito, di dare le principali informazioni sul punto. 

Orari musica in condominio 

Solo un regolamento di condominio approvato all’unanimità può stabilire degli orari in cui accendere o spegnere lo stereo o magari tenerlo a basso volume. La legge, a riguardo, non dice nulla. 

Quindi, la prima cosa da fare in caso di musica ad alto volume in condominio è recuperare il regolamento e leggere le clausole che disciplinano i rumori. 

Se, invece, non vi dovesse essere alcuna regolamentazione, bisognerà rifarsi al generico articolo 844 del codice civile in forza del quale solo i rumori che superano «la normale tollerabilità» sono da considerarsi illegali. Qui, però, il problema si complica: cosa si considera “intollerabile”? In sé per sé ogni rumore è intollerabile, ma nei condomini è necessario prestare un certo grado di sopportazione. Anche se non c’è alcuna norma che lo preveda, i giudici si sono dati un criterio convenzionale: è intollerabile tutto ciò che supera di oltre 3 decibel il rumore di fondo. Questo significa che è più facile oltrepassare i limiti della legalità di notte o nelle zone residenziali, ove non c’è il traffico veicolare a elevare i rumori di fondo.

In ogni caso, il giudice può valutare l’interollerabilità dei rumori tramite una perizia fonometrica o dalla testimonianza dei vicini di casa che abbiano eventualmente avvertito i rumori.

Musica ad alto volume in condominio: chi chiamare?

Se la musica è così alta da disturbare l’intero palazzo o, addirittura, i proprietari degli appartementi del quartiere, si può parlare del reato di disturbo alla quiete pubblica. Nel qual caso si può segnalare il comportamento molesto alla polizia o ai carabinieri che sono tenuti a intervenire. In alternativa, è possibile depositare una denuncia presso la Procura della Repubblica. Il reato è procedibile d’ufficio, il che significa che, per far attivare le indagini, basta una semplice segnalazione.

Nel corso del processo penale, è possibile costituirsi «parte civile» per ottenere l’indennizzo.

Viceversa, se ad essere molestati dalla musica ad alto volume sono solo gli inquilini confinanti con l’appartamento del responsabile allora siamo in presenza di un semplice illecito civile, dinanzi al quale l’unica cosa da fare è chiamare il proprio avvocato affinché diffidi il colpevole. La diffida viene innanzitutto effettuata con una raccomandata a.r. Se questa non dovesse sortire effetti, è possibile presentare un ricorso d’urgenza in tribunale  per ottenere un ordine di cessazione delle molestie. Con una autonoma causa – che segue l’iter ordinario, più lungo e dispendioso – è possibile anche ottenere il risarcimento del danno. Danno che, comunque, va compiutamente dimostrato non essendo presunto nel fatto stesso dell’accertamento dell’inquinamento acustico.

L’amministratore di condominio non è competente a disciplinare i litigi tra i condomini e, quindi, non ha potere di intervento. L’unico caso in cui è possibile pretendere la mediazione dell’amministratore è quando il regolamento di condominio contenga una clausola in cui viene stabilito un limite orario ai rumori. L’amministratore è, infatti, garante del rispetto del regolamento e, in tali ipotesi, deve agire.

Musica ad alto volume: quanto spetta di risarcimento? 

Come anticipato, il danno eventualmente chiesto in un giudizio di risarcimento deve essere dimostrato. Non basta, quindi, la semplice prova del fatto illecito. Bisogna anche dimostrare una compromissione della propria qualità di vita. Il che può avvenire con un certificato medico o con le testimonianze dei conviventi che attestino l’impossibilità a dormire o a riposarsi. 

Il risarcimento spetta chiaramente a tutti i soggetti molestati: quindi, in un appartamento ove abitano cinque persone, l’azione può essere intrapresa da tutti quanti. 

Se il colpevole della musica ad alto volume dovesse essere il conduttore di un appartamento in affitto, l’azione va rivolta contro questi mentre il proprietario dell’immobile non ha alcuna responsabilità per il comportamento altrui.

Chi, invece, viene molestato dal vicino rumoroso e sta conducendo un contratto di affitto può, con questa giustificazione, chiedere la risoluzione della locazione per giusta causa, dando un preavviso di sei mesi. Il locatore, poi, potrà rivalersi contro il responsabile chiedendogli il risarcimento per la perdita dell’inquilino.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


1 Commento

  1. “Voi suonerete le vostre trombe… e io suonerò le mie campane!”. E’ ormai una vexata quaestio… Andate vane in prima battuta le esortazioni cortesi a MODERARE IL VOLUME (non me ne frega nulla della vostra musica martellante che penetra letteralmente nello stomaco, diffusa dallo stereo del condòmino “fuori di melone”), viene messa in atto l’inevitabile rappresaglia immediata: tu rompi, caro vicino, con il martellante bum-bum che si diffonde ai quattro punti cardinali addirittura attraverso le pareti divisorie dell’appartamento? Ebbene: raccoglierai a volume altamente “dissuasivo” quanto so benissimo che detesti, vale a dire Brahms…, Schubert…, Beethoven…, i “Carmina Burana” di Carl Orff (che adorerai senz’altro in quanto a sonorità…)… e poi Mahler, Bach, Chopin, Grieg, Schumann, etc. E ora denunciami pure ex art 659 C.P.
    A estremi mali, estremi rimedi… BUON ASCOLTO, carissimo vicno… con travaso di bile annesso e connesso!!! NON invento nulla…, è storia quotidiana di condominio!

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