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Denuncia per notizie false

5 Luglio 2020 | Autore:
Denuncia per notizie false

Pubblicare fake news: è reato? Cosa si rischia a divulgare bufale? Le informazioni sbagliate possono essere denunciate?

Le informazioni corrono veloci in rete: bastano poche battute sulla tastiera, un click e la notizia è pronta per circolare in tutto il mondo. La facilità con cui si può divulgare un contenuto, però, rischia spesso di essere inversamente proporzionale all’attendibilità dello stesso: molte persone, pur di guadagnare visibilità, pubblicano notizie poco affidabili, se non del tutto infondate. È questo il punto di partenza del nostro discorso: è possibile denunciare una notizia falsa?

Mettiamo il caso che un giornalista abbia pubblicato una notizia in cui afferma che a breve scoppierà un conflitto armato, oppure che, a causa di speculazioni economiche, le borse subiranno un tracollo e tutti i cittadini perderanno i propri risparmi. Il fatto non si verifica perché si rivela del tutto infondato. In casi del genere, è possibile denunciare chi ha divulgato notizie false?

Se ritieni che questo argomento sia di tuo interesse e vuoi saperne di più a riguardo, ti consiglio decisamente di proseguire nella lettura: scopriremo insieme quando è possibile denunciare le fake news.

Fake news: cosa sono?

Con terminologia tipicamente anglosassone vengono definite fake news le notizie false, quelle che, in modo molto più italiano, sono chiamate “bufale”.

Quando parliamo di fake news, però, non ci riferiamo alla sola notizia sbagliata, quella che è stata frutto di un semplice errore di chi l’ha divulgata; normalmente, la fake news o bufala è l’informazione deliberatamente falsa, cioè quella creata ad hoc per “raggirare” il lettore.

Sono proprio questo tipo di notizie a rischiare di far incorrere il proprio autore in una denuncia penale. Vediamo di cosa si tratta.

Notizia falsa: quando può essere denunciata?

Il codice penale [1] dice che chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a trecentonove euro.

Dunque, affinché si possa essere denunciati per aver divulgato notizie false, occorre che:

  • la fake news sia del tutto difforme dalla realtà, ovvero la alteri in maniera esagerata;
  • la notizia sia in grado di turbare l’ordine pubblico, cioè sia astrattamente capace di destare allarme, preoccupazione o agitazione in coloro che ne hanno conoscenza.

Dunque, la semplice bufala non è sufficiente, di per sé, a costituire reato: solamente la notizia falsa in grado di incidere (anche solo astrattamente) sull’ordine pubblico può essere denunciata alle autorità.

Affinché la notizia falsa possa essere denunciata occorre che abbia un minimo di credibilità, altrimenti non sarebbe in grado di turbare l’ordine pubblico: di conseguenza, non costituisce reato pubblicare un articolo in cui si afferma che gli alieni sono sbarcati sulla Terra.

Tizio, giornalista, venuto a sapere di una morte sospetta in un ospedale della città, pubblica una notizia in cui sostiene che c’è un’epidemia in atto.

Caio pubblica un articolo in cui afferma che, in base alle sue fonti segrete, le proteste degli operai in sciopero si trasformeranno in un vero e proprio assalto armato agli edifici istituzionali.

Notizia falsa e procurato allarme

La divulgazione di una notizia falsa può far incorrere nel reato di procurato allarme.

Secondo il codice penale [2], chiunque, annunciando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da dieci euro a cinquecentosedici euro.

Tizio, giornalista di cronaca nera, pur di ottenere fama, pubblica un articolo in cui afferma che Caio, noto imprenditore locale, è stato sequestrato da una banda di malviventi.

A differenza del reato di cui ti ho parlato nel paragrafo precedente, il reato di procurato allarme presenta caratteristiche leggermente differenti, in quanto la notizia falsa deve destare uno specifico allarme presso le autorità, anziché turbare, in modo generico, l’ordine pubblico.

Inoltre, il reato di procurato allarme può prescindere da una diffusione pubblica della notizia falsa: è sufficiente trasmettere la notizia alle autorità competenti, non essendo affatto necessaria la pubblicazione.

È chiaro, però, che la notizia falsa pubblicata su un giornale oppure online sia in grado sia di destare allarme presso le autorità che di turbare l’ordine pubblico: pensa al cronista che pubblichi la notizia di un imminente attacco terroristico.

In un caso del genere, quale reato scatterà? Secondo la legge, prevale quello di procurato allarme presso le autorità, in quanto punito più severamente.

Come denunciare chi pubblica notizie false?

Se dovesse ricorrere una delle ipotesi criminose viste nei paragrafi superiori, chiunque potrebbe recarsi presso le autorità e sporgere denuncia; ciò è possibile perché entrambi i reati sono procedibili d’ufficio e, pertanto, sono segnalabili da chiunque, senza limiti di tempo.

Nel processo penale che dovesse instaurarsi a seguito della denuncia sarà possibile costituirsi parte civile solamente se si è in grado di dimostrare di aver subito un danno direttamente conseguente alla divulgazione della notizia falsa: pensa a colui che è stato citato direttamente nella fake news o che ne sia rimasto immediatamente coinvolto dagli effetti negativi.

Abuso della credulità popolare: cos’è?

Chi pubblica notizie false perché in cerca di facile gloria presso persone non particolarmente istruite rischia di incorrere in una pesante sanzione amministrativa.

Secondo la legge [3], chiunque, pubblicamente, cerca con qualsiasi inganno, anche gratuitamente, di abusare della credulità popolare è soggetto, se dal fatto può derivare un turbamento dell’ordine pubblico, alla sanzione amministrativa pecuniaria da 5mila a 15mila euro.

La differenza rispetto ai reati sopra menzionati è che, in questo caso, l’autore della condotta è consapevole di divulgare notizie false, ma lo fa approfittando della propensione di alcune persone a prestare fede a fatti immaginari o comunque non plausibili.

Tizio divulga un piccolo opuscolo in cui si prospetta l’immediata fine del mondo e la necessità di creare una navicella spaziale per abbandonare il pianeta.

In un caso del genere, il reato non scatta perché il fatto divulgato è evidentemente falso; c’è però la sanzione amministrativa pecuniaria, se la bufala è diffusa con l’intenzione di approfittare della credulità dei destinatari della notizia e, inoltre, è in grado di turbare l’ordine pubblico.

Notizie false: altri reati denunciabili

Chi diffonde notizie false può incorrere in altri reati e, in particolare, in quelli di truffa e di diffamazione.

La notizia falsa è idonea a far scattare il reato di truffa quando essa rappresenta un raggiro idoneo a ingannare qualcuno e, contemporaneamente, a procurare ad altri un ingiusto profitto con danno della vittima [4].

Mevio bussa alla porta di Sempronio e gli riferisce che sono in atto dei controlli per verificare la sicurezza dei contatori del gas. Con questa scusa, si introduce nell’abitazione e porta via con sé qualche oggetto prezioso.

La notizia falsa potrebbe tranquillamente integrare il reato di diffamazione, se è diretta a infangare la reputazione di una precisa persona (o di più persone) [5].

Tizio pubblica sulla propria pagina Facebook la notizia secondo cui Caio, suo vicino di casa, sarebbe dedito all’abuso di alcol e di droghe.

In casi del genere, la persona vittima di truffa o di diffamazione ha tre mesi di tempo per sporgere querela per il reato subito.


note

[1] Art. 656 cod. pen.

[2] Art. 658 cod. pen.

[3] Art. 661 cod. pen.

[4] Art. 640 cod. pen.

[5] Art. 595 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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