Cronaca | News

Coronavirus, l’orrore delle fosse comuni

10 Aprile 2020
Coronavirus, l’orrore delle fosse comuni

Circolano immagini di grandi buche scavate nella terra, dove verrebbero sepolti i poveri uccisi dal Covid-19 che non possono permettersi un funerale.

Quaranta bare, l’una accanto all’altra, nel ventre della terra: è una fossa comune, la tomba di chi non è sopravvissuto al Coronavirus e non ha soldi abbastanza per pagarsi il funerale. Stanno facendo il giro del web le immagini scattate da un drone negli Stati Uniti vicino a New York, ad Hart Island, piccola isola al largo del Bronx. Un luogo che è tutt’altro che nuovo a questo genere di sepolture senza troppi complimenti: da più di un secolo, l’isoletta “accoglie” chi è povero, magari solo, o comunque non benestante al punto da potersi permettere un più onorevole addio. A scavare la fossa sono i detenuti, appositamente assunti a contratto.

È la testimonianza di un orrore e, insieme, dell’incubo in cui New York è sprofondata, a seguito del diffondersi del Covid-19. Al momento, si contano più di 160mila contagiati, 10mila solo nelle ultime 24 ore. Il totale delle vittime è 7067. Due giorni fa, il bollettino più tragico: 799 morti in un giorno, la cifra più alta dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus. La città si trova nello stesso stato di emergenza di molti nostri cimiteri e crematori del nord Italia: ad Hart Island finiscono 25 bare al giorno, la stessa quantità arriva in genere in un’intera settimana. Gli obitori sono pieni e non si sa più dove mettere le salme.

America quarto mondo“, ha twittato oggi la cantante italiana Paola Turci, pubblicando sul suo profilo una delle foto di Hart Island che stanno girando sul web, suscitando in poco tempo decine di commenti.



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