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Soldi sul conto corrente: sono sicuri?

12 Aprile 2020
Soldi sul conto corrente: sono sicuri?

Rischi dei depositi in banca: tra fallimento dell’istituto di credito, default dello Stato, trasparenza bancaria, crimini informatici e inflazione il conto corrente non è più sicuro come un tempo.

Il famigerato prelievo forzoso sui conti correnti attuato dal Governo Amato nel 1992 e l’esempio della Grecia che, nel 2015, dovendo affrontare uno storico default, limitò per diversi giorni la possibilità di prelevare contati in banca, hanno segnato l’atteggiamento degli italiani nei confronti dei conti correnti. Storicamente considerati uno scrigno sicuro non solo dai ladri ma anche dai rischi del futuro (non dimentichiamo infatti che un tempo il correntista riceveva una volta all’anno l’accredito degli interessi attivi), i conti correnti non sembrano più dei validi alleati già da quando, nel 2016, è cessata la garanzia dello Stato: è con l’ingresso delle nuove regole comunitarie sul bail-in che si è infranta quella sicurezza che aveva portato, negli anni passati, numerosi risparmiatori a conservare tutti i risparmi di una propria vita presso un’unica filiale.

C’è poi da fare i conti con la fine dell’epoca del segreto bancario, che ha invece aperto le porte alla totale trasparenza nei confronti del Fisco. 

A tutto ciò si aggiungono, infine, i rischi collegati alla pirateria informatica che, spesso e volentieri, riesce a trafugare sui depositi bancari migliaia di euro con destrezza e rapidità. 

Ecco che allora è giusto chiedersi, in una società ormai così “dematerializzata” come la nostra, se i soldi sul conto corrente sono sicuri. 

Cerchiamo di fare una sintesi di tutti quelli che sono i pericoli di un conto corrente e se, tuttavia, questi possono essere validamente neutralizzati con qualche sistema alternativo. 

Soldi sul conto corrente: che succede se la banca fallisce?

Il primo rischio collegato al conto corrente è quello del fallimento della banca, un rischio non tanto ipotetico visti gli esempi che ci sono stati offerti negli ultimi anni con i vari crack.

Se un tempo i soldi sul conto corrente erano sempre garantiti dallo Stato, per cui se la banca non fosse stata in grado di restituire il denaro ai propri clienti ci avrebbe pensato l’erario, oggi non è più così. Qualche anno fa, è entrato in vigore il meccanismo del cosiddetto bail in voluto dall’Ue. Il sistema, in parole semplici, è questo: se una banca è in difficoltà economiche e non può coprire tutti i debiti, a farne le spese sono coloro i quali che hanno accettato i rischi maggiori negli investimenti. In ordine, saranno dunque gli azionisti, gli obbligazionisti subordinati, gli obbligazionisti senior, poi, in ultimo, i correntisti che abbiano importi oltre i 100mila euro.

In buona sostanza, chi ha meno di 100mila euro sul conto non rischia nulla; chi ne ha di più rischia solo se le perdite della banca non vengono coperte dagli altri soggetti appena indicati nella lista. 

Per i risparmiatori si tratta di un rischio remoto, ma non tale da giustificare un totale disinteresse per le sorti del proprio istituto di credito: meglio stare allerta sempre.

Soldi sul conto corrente: che succede se fallisce l’Italia?

Altro grosso rischio collegato al conto corrente è il possibile default dello Stato italiano, rischio che si è avvicinato di recente con l’emergenza sanitaria del Coronavirus. 

Tutto ciò che può fare lo Stato è imporre una tassazione per recuperare la liquidità necessaria a garantire il pagamento dello spesa pubblica. Tassazione però che, se nel 2012 è stata valutata sulla base dei risparmi depositati in banca (il famoso prelievo sui conti del Governo Amato), ben potrebbe essere costituito da una patrimoniale parametrata, più in generale, dalla ricchezza complessiva del contribuente, quindi anche dal reddito dichiarato nel 730 e dal patrimonio immobiliare. Questo significa che, anche togliendo i soldi dal conto corrente, non è detto che si eviti il balzello. 

Quanto poi alla possibilità di un blocco forzato dei prelievi, anche in Grecia si è trattato di una situazione contingente, durata una settimana durante la quale è stato comunque consentito il prelievo per le prime necessità.

Conti correnti: garantiscono l’inflazione?

Quello che sappiamo per certo è che i conti correnti non servono più a garantire il risparmiatore dall’inflazione. Oggi, non vengono più riconosciuti gli interessi attivi; addirittura, al contrario, alcuni istituto di credito (così come già avviene in Germania) si stanno muovendo per richiedere “interessi negativi” ossia far pagare il cliente per il deposito in base all’entità del denaro. 

Se si vuole evitare la svalutazione bisogna sterzare verso più convenienti alternative al conto corrente come i libretti postali, le assicurazioni e i fondi pensioni, i buoni fruttiferi postali o i titoli di Stato.

Conti correnti: rischi con il Fisco

Forse, il principale nemico del conto corrente è il Fisco. Si potrebbe pensare che ciò valga solo per chi ha qualcosa da nascondere, ma non è sempre così. Qualsiasi versamento in contanti di denaro infatti viene segnalato all’Agenzia delle Entrate che pretende di conoscere la provenienza dei soldi. Il contribuente deve fornire una prova scritta con data certa, altrimenti rischia di pagare le tasse sull’importo in questione maggiorato delle relative sanzioni. E ciò anche quando si tratta di denaro frutto di “risparmi casalinghi” o di regali e vincite accumulate nel tempo. Ecco che allora la gestione del conto richiede un minimo di malizia per non finire in un accertamento fiscale.

Tuttavia, del conto non si può fare a meno: molti pagamenti ormai devono per forza avvenire in modalità tacciabile per ottenere le detrazioni fiscali. 

Leggi anche Dove depositare i soldi?

Phishing e frodi

Sempre più persone cadono giornalmente nella rete della pirateria informatica che riesce a carpire le credenziali dei conti correnti online con metodi molto subdoli. Tuttavia, la banca che non appresta dei sistemi di controllo anti-criminalità è tenuta a risarcire i propri clienti immediatamente. È la cosiddetta procedura del cash-back. Tuttavia, per attivarla, sarà necessario accorgersi dell’ammanco e, quindi, tenere sempre sotto controllo il proprio conto.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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