Coronavirus, si rischia la rinascita mortale della malattia

10 Aprile 2020
Coronavirus, si rischia la rinascita mortale della malattia

L’Organizzazione si oppone a ogni stop frettoloso alle restrizioni anticontagio.

Più chiari di così non potevano essere. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è contraria a qualunque stop alle misure di restrizione troppo repentino. Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus durante la conferenza stampa di oggi per fare il punto sull’evoluzione della pandemia di Coronavirus. Il numero uno dell’Organizzazione ha ribadito come si possa rischiare una ricaduta e, quindi, un ritorno a dati sui contagi molto meno confortanti rispetto ai giorni scorsi, con un’uscita troppo brusca dal lockdown.

“So che alcuni paesi stanno già pianificando la fase di transizione dalle misure che prevedono lo stare a casa ha detto Ghebreyesus -. L’Oms vuole vedere le restrizioni revocate tanto quanto chiunque. Allo stesso tempo, una eliminazione di queste misure restrittive troppo rapida potrebbe portare a una rinascita mortale” del virus. “La discesa – fa notare Ghebreyesus – può essere pericolosa quanto la salita se non gestita correttamente”.

L’Oms conta “quasi 1,5 milioni di casi confermati di Covid-19 e oltre 92.000 decessi. La scorsa settimana abbiamo assistito a un gradito rallentamento in alcuni dei Paesi più colpiti in Europa, come Spagna, Italia, Germania e Francia. Allo stesso tempo, abbiamo visto un’accelerazione allarmante in altri Paesi”.

C’è preoccupazione soprattutto per l’incremento dei contagi in Africa, dove il coronavirus rischia di fare una carneficina: in alcuni Stati non esiste neanche un posto letto di terapia intensiva e il Covid-19 si sommerebbe ad altre epidemie. Come quella di Ebola. “Stiamo assistendo alla diffusione del coronavirus nelle aree rurali – dice il direttore generale -. Ci sono focolai sparsi in più di 16 paesi. Oggi ho convocato una riunione del comitato di emergenza su Ebola nella Repubblica democratica del Congo. Dopo 52 giorni senza un caso, i team di sorveglianza e di risposta sul campo hanno confermato una nuova infezione. Ci stiamo preparando e prevediamo altri casi. Sfortunatamente, questo significa che il governo della Repubblica democratica del Congo non potrà dichiarare la fine dell’epidemia di Ebola lunedì, come si sperava di poter fare. L’Oms rimane sul campo e si impegna come sempre a lavorare con il governo, le comunità colpite e i nostri partner per porre fine all’epidemia”.

Infine, la raccomandazione di dotare medici e personale sanitario dei dispositivi di protezione individuale (dpi), per avere uno scudo al virus. “Le prove lo dimostrano: quando gli operatori sanitari indossano i dispositivi di protezione individuale (Dpi) nel modo giusto, le infezioni possono essere prevenute. Ciò rende ancora più importante che siano in grado di accedere a mascherine, guanti, tute e altri dpi per fare il loro lavoro in sicurezza”.



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