Infezioni Covid sul lavoro: cambia la certificazione medica

10 Aprile 2020
Infezioni Covid sul lavoro: cambia la certificazione medica

Per avviare la pratica ora basterà il certificato di malattia; la data del contagio coincide con quella di inizio astensione dal lavoro, comunicata al datore.  

L’Inail cambia la certificazione medica per le infezioni Covid sul lavoro: l’Istituto ora accetterà anche la semplice certificazione di malattia redatta su modulistica Inps per l’apertura delle pratiche, in particolare per i casi denunciati nel primo periodo di diffusione del contagio.

Lo rende noto l’Inail in un comunicato, diffuso dall’agenzia stampa Adnkronos, a chiarimento delle procedure adottate per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro, che avevano causato numerose difficoltà applicative, soprattutto perché il certificato finora richiesto richiedeva l’inserimento di informazioni spesso non note, come la data e ora del contagio da Coronavirus e le circostanze in cui la propagazione era avvenuta sul luogo di lavoro.

Ora invece l’Inail si accontenterà – almeno nella fase di apertura della pratica – del certificato di malattia e acquisirà successivamente la documentazione utile a comprovare l’infezione, che rimane il presupposto perché possa scattare la tutela contro gli infortuni, e gli altri elementi che consentono di ricondurre l’infezione all’occasione di lavoro.

Per quanto riguarda la compilazione del certificato di infortunio l’Inail precisa che “il medico, sulla base delle informazioni in suo possesso al momento della redazione del certificato, non deve inserire l’ora ma la sola data dell’evento che, in mancanza di altri elementi, coincide con la data di inizio dell’astensione dal lavoro indicatagli dal lavoratore”.

L’Inail chiarisce che, in caso di infezione accertata, erogherà comunque le prestazioni “a partire dalla data di astensione dal lavoro, rinvenibile anche attraverso la denuncia di infortunio trasmessa dal datore di lavoro” e ribadisce che “la tutela dell’Istituto, come già precisato nella circolare del 3 aprile, ricorre solo per i contagi da Covid-19 che si sono verificati in occasione di lavoro o in itinere, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro”.

Invece la mancanza dell’origine professionale farà rientrare i casi di infezione sotto altre forme di protezione che non rientrano nella sfera di competenza dell’Inail. È il caso, per esempio, della cosiddetta ‘malattia comune‘, tutelata dall’Inps perché non connessa allo svolgimento di un’attività lavorativa.

Per chiarire tutti i dubbi legati all’accertamento medico-legale e alla tutela assicurativa dei casi di contagio sul lavoro da Covid-19, l’Istituto ha pubblicato sul proprio sito delle Faq che rispondono alle domande più frequenti, dalle modalità di riconoscimento dell’infortunio alle categorie di lavoratori per le quali vale la presunzione di esposizione professionale.



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