Covid tax: chi pagherà e quanto secondo la proposta del Pd

10 Aprile 2020
Covid tax: chi pagherà e quanto secondo la proposta del Pd

Le soglie di imposizione e le aliquote stabilite per ciascuna fascia di reddito nell’emendamento al Decreto Cura Italia in approvazione alla Camera.

Il contributo di solidarietà annunciato oggi dal capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, già ribattezzato dalle opposizioni e anche all’interno della maggioranza come Covid tax, prende forma in un emendamento al Decreto Cura Italia che, dopo aver ottenuto il voto di fiducia ieri al Senato, è passato proprio a Montecitorio, dove attende la conversione in legge nella prossima settimana.

La nostra agenzia stampa Adnkronos ha visionato il testo dell’emendamento, intitolato “Proposta contributo di solidarietà per redditi Irpef superiori a 80.000 euro lordi annui”.

Il nuovo contributo di solidarietà riguarderebbe tutti i contribuenti che hanno dichiarato redditi imponibili complessivi, di qualsiasi tipo, maggiori di 80mila euro annui e colpirebbe, con le aliquote che ora esporremo, la parte eccedente questa soglia, con un incremento progressivo al crescere dei redditi.

Nel testo dell’emendamento si prevedono le seguenti imposizioni, indicate in percentuale del prelievo fiscale che sarà applicato per ciascuna fascia:

  • a partire dagli 80.000 euro si applica il 4%;
  • oltre i 100.000 euro si applica il 5%;
  • oltre i 300.000 euro si applica il 6%;
  • oltre 500.000 euro si applica il 7%;
  • dal milione di euro in su si applica l’8%.

Come spiegato dai proponenti, il prelievo “inciderà sulla parte eccedente tale soglia”. Questo significa che, ad esempio, chi ha un reddito di 82mila euro pagherà il 4% solo sui 2mila euro che oltrepassano la soglia di 80mila a partire dalla quale inizia a operare il tributo: l’imposizione straordinaria sarà, dunque, di 80 euro.

Il gettito atteso da questa imposizione fiscale è pari a 1,25 miliardi di euro. Riguarderebbe, secondo i calcoli illustrati nel provvedimento, un totale di 803.741 italiani pari all’1,95% del totale contribuenti Irpef che sono circa 41,2 milioni.

Per la prima fascia da 80.000 a 90.000 euro si parla di 200.020 contribuenti; per quella da 90.000 a 100.000 di 136.279; per quella da 100.000 a 120.000 di 165.176; per quella da 120.000 a 150.000 di 123.173 contribuenti; da 150.000 a 200.000 riguarda 86.805 contribuenti; da 200.000 a 300.000 si parla di 53.997; da 300.000 a 500.000 di 34.650; da 500.000 a 1 milione di 2.845 e infine oltre 1 milione riguarda soli 796 contribuenti.

Nell’emendamento si spiega inoltre che “il contributo di solidarietà è deducibile dal reddito complessivo” e che “per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso riguardante il contributo di solidarietà, si applicano le disposizioni vigenti per le imposte sui redditi”.

Nella relazione illustrativa si legge: “Contributo di solidarietà Irpef. In considerazione della eccezionalità della situazione economica e sociale legata all’emergenza epidemiologica da COVID-19 a decorrere dal 1º gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2022, sul reddito complessivo (…) è dovuto un contributo di solidarietà rispettivamente: a) pari al 4 per cento sulla parte eccedente l’importo di 80.000 euro lordi annui e fino a 100.000 euro; b) pari al 5 per cento sulla parte eccedente l’importo di 100.000 euro lordi annui e fino a 300.000 euro; c) pari al 6 per cento sulla parte eccedente l’importo di 300.000 euro lordi annui e fino a 500.000 euro; d) pari al 7 per cento sulla parte eccedente l’importo di 500.000 euro lordi annui e fino 1 milione di euro; e) pari all’8 per cento sulla parte eccedente l’importo di 1 milione di euro”.



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