Pignoramento prima casa: cosa cambia

11 Aprile 2020 | Autore:
Pignoramento prima casa: cosa cambia

Stop di 6 mesi a tutte le procedure esecutive immobiliari che riguardano l’abitazione principale del debitore: così il decreto Cura Italia dopo l’emendamento.

Con il maxiemendamento apportato al Decreto Cura Italia in vista della conversione in legge (l’ultimo passaggio è atteso alla Camera nella prossima settimana, dopo le festività pasquali) sono state apportate alcune novità al testo originario.

In particolare, viene ribadito lo stop ai pignoramenti sulla prima casa perché la norma in approvazione prevede specificamente che è sospesa «ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare» [1] che ha per oggetto «l’abitazione principale del debitore». Questo significa che tutte le espropriazioni già avviate, a partire dalla notifica del precetto, dovranno fermarsi e questo accadrà automaticamente, senza bisogno di un provvedimento specifico del giudice, tranne nel caso in cui ci fosse un’udienza già fissata durante il periodo e in tal caso la sospensione verrà dichiarata per congelare la prosecuzione della procedura.

La sospensione avrà efficacia per 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, appena sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale dopo aver ottenuto il voto favorevole dell’Aula di Montecitorio. Sembrano escluse ulteriori modifiche dell’ultima ora, considerato che già al Senato il Governo aveva posto la fiducia sul voto e che il testo è “blindato” da ulteriori emendamenti.

La nuova norma si innesta anche sul blocco delle vendite di case all’asta già stabilito a febbraio scorso con il decreto Milleproroghe – nel frattempo con l’emergenza Coronavirus le procedure esecutive immobiliari in corso sono state sospese – e che consente al debitore che risiede nella casa già pignorata di continuare ad abitarvi per tutta la durata dell’espropriazione e fino al decreto di trasferimento della proprietà in favore dell’aggiudicatario risultato vincitore.

Infine in caso di pignoramento della prima casa resta sempre possibile, se il debito è sorto con la banca, richiedere la rinegoziazione del mutuo che adesso per lavoratori dipendenti e autonomi può anche essere sospeso fino a 18 mesi se riguarda l’abitazione principale. Leggi anche quando può avvenire il pignoramento della prima casa e, se l’espropriazione non è ancora iniziata, come evitarlo.



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