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Quanto è ricca la Chiesa?

13 Settembre 2020 | Autore:
Quanto è ricca la Chiesa?

Beni mobili, immobili, somme di denaro: dubbi e perplessità sul patrimonio della Capitale del cattolicesimo.

Negli ultimi anni, si è molto parlato della ricchezza della Chiesa cattolica. Per alcune persone lo sfarzo delle cattedrali, gli eventi che hanno coinvolto alcuni vescovi, la quantità di beni mobili e immobili del Vaticano rappresentano lo scandalo dei nostri giorni. Si ritiene, infatti, che tale patrimonio sia in netto disaccordo con il modello di vita professato da Gesù. Secondo quanto scrivono gli evangelisti, Cristo, in più occasioni, ha definito beati i poveri e ha richiamato il suo popolo ad adottare uno stile di vita essenziale.

Senza voler affrontare questioni di natura squisitamente religiosa e spirituale, si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni a chi si chiede: quanto è ricca la Chiesa? Occorre, infatti, distinguere la dimensione terrena da quella divina e far riferimento alle norme di diritto canonico che governano la materia.

Qual è la differenza tra Chiesa, Vaticano e Santa Sede?

Spesso, nel linguaggio comune, i termini Chiesa cattolica, Vaticano e Santa Sede sono utilizzati come sinonimi. In realtà, si tratta di concetti che, pur ruotando attorno alla figura del Sommo Pontefice, hanno significati diversi. Vediamo il perché.

Santa Sede

La Santa sede è l’ente giuridico attraverso il quale il Santo Padre amministra la Chiesa cattolica. E’ un organismo di diritto internazionale composto dal Papa e dal complesso degli organismi che, nel loro insieme, costituiscono la Curia romana.

Per fare un parallelismo che ci permette di cogliere meglio il concetto possiamo equiparare, seppur con le dovute differenze, la Santa sede al Governo dell’Italia. Il sommo pontefice corrisponde al Presidente del consiglio, gli altri organismi rappresentano i singoli ministri e tutti insieme costituiscono il Consiglio dei Ministri.

La sede apostolica rappresenta la Chiesa e il Vaticano sia nelle relazioni interne sia nelle relazioni con le altre Nazioni attraverso i suoi ambasciatori (cosiddetti Nunzi apostolici) e le visite diplomatiche ricevute dal Papa.

Chiesa cattolica

La nozione di Chiesa cattolica ha natura prettamente spirituale. Secondo la definizione corrente, essa si identifica con l’assemblea del popolo di Dio della quale fanno parte tutti i credenti battezzati.

La Chiesa opera in tutto il mondo attraverso le diocesi (con a capo un vescovo) e le singole parrocchie, ossia le sue diramazioni territoriali. Capo della Chiesa è il Papa nella sua qualità di successore di Pietro, il primo pontefice: egli è il punto di riferimento religioso per tutti i cattolici.

Da queste brevi premesse, si può dedurre una prima conclusione: quando si parla di ricchezza della Chiesa cattolica si fa un errore, perché tale realtà si sostiene soltanto con le donazioni liberali dei fedeli e con i fondi dell’otto per mille. Il problema che si pone riguarda, invece, il Vaticano nella sua accezione di Stato territoriale.

Vaticano

La Città del Vaticano è uno Stato, autonomo e indipendente, nato nel 1929 a seguito della stipula dei cosiddetti Patti Lateranensi, ossia degli accordi sottoscritti dal Regno di Italia con la Santa Sede per regolare i reciproci rapporti.

Il Vaticano è geograficamente collocato sul suolo italiano, ma non è assoggettato al nostro ordinamento. Si parla, in questi casi, di Stato enclave per indicare un territorio circondato dai confini di un altro Paese con cui condivide lingua e tradizione. Tale città ha dimensioni molto ridotte, ma è dotata di tutti gli elementi distintivi di una comunità sovrana:

  • il capo di Stato: il Papa è al vertice della monarchia assoluta, ossia della forma di governo  che contraddistingue tale territorio. Egli concentra in sè tutti i poteri di direzione e gestione nazionale;
  • la bandiera, con i tipici colori bianchi e gialli e le chiavi di san Pietro al centro;
  • un esercito costituito dalle guardie svizzere, che hanno il compito di tutelare la persona del Papa, e dalla Gendarmeria che svolge funzioni di vigilanza, sicurezza e protezione civile all’interno dello Stato;
  • la moneta: a seguito degli accordi finanziari stipulati con l’Italia nel 2002, è stata adottata l’euro vaticana, ossia la moneta europea coniata dalla banca della città;
  • l’ordinamento giuridico: è presente un corpo di norme giuridiche autonome che prendono in nome di diritto canonico e diritto ecclesiastico.

Quanto è ricco il Vaticano?

Il patrimonio del Vaticano è cospicuo e non è facile da determinare. Per individuare esattamente il suo ammontare molti economisti si sono cimentati  in complessi calcoli matematici e valutazioni monetarie.

Le difficoltà nella stima riguardano soprattutto la varietà degli elementi che lo costituiscono: esso, infatti, deriva da decenni di storia ed è composto da opere d’arte, chiese, donazioni, conventi, musei, testamenti. Si tratta di beni che rappresentano una ricchezza per l’intera umanità, ma che sono gestiti direttamente ed esclusivamente dalla Città del Vaticano.

Tale Stato, come avviene in tutti i contesti nazionali, ha una precisa organizzazione interna ed esercita le proprie prerogative attraverso enti con specifiche funzioni (segreteria di Stato, dicasteri, tribunali, pontifici consigli e così via). Tra questi, assume particolare rilievo lo Ior, ossia l’istituto delle opere religiose: si tratta di un ente che provvede alla custodia dei beni mobili e immobili ad esso trasferiti e destinati alle opere di religione e carità.

Sulla base dei dati forniti dal sito del Vaticano, nel 2018 lo Ior ha gestito un utile netto di circa 17 milione di euro. La sua attività e le operazioni poste in essere sono assoggettate alle leggi e ai regolamenti locali: una carenza di controlli negli anni passati ha provocato gli scandali di cui si è abbondantemente parlato in molte trasmissioni televisive.

Accanto allo Ior si pone l’Apsa, ossia l’amministrazione del patrimonio della sede apostolica, che ha il compito di gestire i beni mobili e immobili necessari al funzionamento della Curia romana. Si tratta, in altri termini, della vera e propria banca centrale del Vaticano: essa emette la moneta nazionale e si occupa degli investimenti e del mercato azionario del proprio Stato.

Non si hanno dati certi sul valore dei beni gestiti dall’Apsa, ma secondo alcuni studiosi del settore, si va dai due ai sette miliardi di euro.



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1 Commento

  1. Credo che 17 milione(i) di euro sia sbagliato. Lo IOR, semmai, curerà un patrimonio di 17 miliardi di euro. Ma, per chi non lo sapesse, nel 2009 i beni immobili del Vaticano nel territorio nazionale, era il 23% del totale nazionale, ovvero è come se in una palazzina di 4 appartamenti, uno fosse del Vaticano. Con i regali governativi del 5 o 9 x 1000 e del mancato pagamento dell’IMU sulle loro attività commerciali e sui servizi sanitari, case di cura, di riposo, terme, etc.. etc.. il patrimonio è sicuramente molto maggiore di quanto ipotizzabile.

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