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Cane di grossa taglia: ultime sentenze

21 Marzo 2021
Cane di grossa taglia: ultime sentenze

Leggi le ultime pronunce giurisprudenziali su: omessa custodia di animali; dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele; danni alla persona cagionati dall’aggressione; responsabilità del proprietario del cane.

Danni causati dai cani randagi di grossa taglia

La responsabilità civile per i danni causati dai cani randagi spetta esclusivamente all’ente, o agli enti, cui le singole leggi regionali, attuative della legge quadro nazionale n. 281/1991, attribuiscono il dovere di prevenire il pericolo specifico per l’incolumità della popolazione, e cioè il compito della cattura e della custodia dei cani randagi. Nel caso di specie, avente ad oggetto l’aggressione da parte di un cane randagio di grossa taglia nei confronti di una donna intenta a praticare attività sportiva all’aperto, il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità della Asl locale, individuata dalla legge regionale quale ente cui compete il controllo sul fenomeno del randagismo.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II, 25/02/2020, n.188

Omessa custodia di animali: esclusione della colpa

In tema di omessa custodia di animali, al fine di escludere la colpa, consistente nella mancata adozione delle dovute cautele, non è sufficiente che l’animale sia tenuto in un luogo privato e recintato, ma è necessario che tale luogo sia idoneo a evitare che lo stesso possa sottrarsi alla custodia o al controllo.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità, per il reato di lesioni colpose, dell’imputato che, aprendo il cancello automatico dell’abitazione, non si era avveduto dell’uscita del cane di grossa taglia).

Cassazione penale sez. IV, 19/11/2019, n.13464

L’obbligo di custodia di animali 

In tema di omessa custodia di animali, l’obbligo di custodia sorge ogni qualvolta sussista una relazione anche di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, in quanto l’art. 672 c.p. collega il dovere di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al suo possesso, da intendere come detenzione anche solo materiale e di fatto, non essendo necessaria un rapporto di proprietà in senso civilistico (confermata, nella specie, la responsabilità dell’imputato che, avendo la temporanea disponibilità di un cane di grossa taglia di proprietà della figlia, lo affidava, senza idonee cautele, a due soggetti inesperti, prevedibilmente incapaci di far fronte alla sua eventuale aggressività, permettendo quindi all’animale di aggredire uno di essi).

Cassazione penale sez. IV, 09/02/2016, n.12690

Responsabilità del proprietario del cane

In tema di lesioni colpose derivanti da morsi di cane, deve ritenersi responsabile il soggetto che ha l’obbligo di custodire gli animali, obbligo che sorge ogni qual volta sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l’animale e la persona stessa, non essendo necessaria una relazione di proprietà in senso civilistico.

Cassazione penale sez. IV, 16/12/2011, n.18814

Omessa custodia e malgoverno di animali

In tema di custodia di animali, l’obbligo sorge ogni volta che sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, posto che l’art. 672 c.p. relaziona l’obbligo di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al possesso dell’animale, possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto senza che sia necessario che sussista una relazione di proprietà in senso civilistico.

(Fattispecie in tema di responsabilità per lesioni colpose cagionate dal morso di un cane in cui la Corte ha rigettato il ricorso dell’imputata sottolineando come la stessa, proprio perché aveva in custodia temporanea il cane, avrebbe dovuto mettergli la museruola, a prescindere da un obbligo legale in tal senso, vuoi per la grossa taglia dell’animale, vuoi per il fatto che, trattandosi di semplice detentrice momentanea dell’animale, non era in grado di conoscere le possibili reazioni di questo anche nei confronti degli altri cani).

Cassazione penale sez. IV, 20/09/2011, n.36089

Aggressione di un cane di grossa taglia

Va confermata la sentenza di condanna per il reato di lesioni colpose, in relazione ai danni alla persona cagionati dall’aggressione di un cane di grossa taglia (nella specie, di razza collie), lasciato libero e incustodito in un cortile condominiale dove si trovavano altre persone, emessa dal giudice del merito nei confronti di un condomino, identificato come proprietario e custode dell’animale sulla base delle dichiarazioni della parte offesa (anch’essa condomino), confermate dalle testimonianze, secondo cui l’imputato era solito giocare con il cane in questione, libero e senza museruola, tirandogli una palla da tennis.

Cassazione penale sez. IV, 04/12/2008, n.4672

Lesioni cagionate dall’aggressione di un cane di grossa taglia

In caso di lesioni cagionate dall’aggressione di un cane di grossa taglia affidato dal proprietario ad un terzo (nel caso di specie la moglie) non in grado di controllare l’animale e quindi di impedire l’evento lesivo, deve riconoscersi la concorrente responsabilità del proprietario non in virtù di una responsabilità oggettiva bensì in ragione degli obblighi che per lui derivano dalla posizione di garanzia collegata alla “ratio” di essere lui solo la persona che dispone dell’animale e che può controllarne le reazioni. (Fattispecie relativa all’aggressione ad un bambino da parte di un pitbull privo di museruola e non adeguatamente custodito).

Cassazione penale sez. IV, 03/04/2008, n.34765

Cane grossa taglia aggressivo lasciato libero e senza museruola sulla pubblica via

Concorrono a causare l’evento di danno consistente nella rovinosa caduta di un motociclista i proprietari di animali, nella fattispecie cani, di cui il primo di grossa taglia e aggressivo, lasciato libero e senza museruola sulla pubblica via, mette in fuga un cane bassotto il quale con il relativo guinzaglio attraversa inopinatamente la strada sortendo da veicoli in sosta parandosi davanti al motociclista a breve distanza. Questi, benché gravato dalla responsabilità del primo comma dell’art. 2054 c.c. per aver ucciso il cane bassotto è liberato dal fatto di non aver potuto evitare l’urto.

La responsabilità dei proprietari dei cani prevista dall’art. 2052 c.c. va suddivisa con onere risarcitorio ex art. 2055 c.c. nella misura di 2/3 a carico del proprietario del cane aggressore e nella misura di 1/3 dell’utilizzatore del cane bassotto per essersi portato sulla pubblica via con tre cani al guinzaglio, con la conseguenza di trovarsi a non averne il pieno controllo nel traffico cittadino.

Tribunale Milano, 30/11/2005

Minaccia integrata da un cane di grossa taglia ringhiante

In tema di resistenza a p.u. la minaccia può essere costituita da qualsiasi mezzo idoneo ad opporsi all’atto di ufficio (o di servizio) che si sta compiendo ed è integrata anche nel caso che si manifesti in modo indiretto (cioè all’indirizzo di soggetto diverso dal p.u.) purché la pubblica funzione ne risulti impedita o soltanto ostacolata.

(Nella specie, la Corte ha ritenuto che la minaccia fosse integrata da un cane di grossa taglia e ringhiante, chiuso nell’abitacolo, costituente ostacolo alle operazioni di rimozione, specie con riguardo al lavoro materiale riservato al conducente del carro-attrezzi).

Cassazione penale sez. VI, 15/07/2000, n.8493

Cane lupo da guardia di grossa taglia slegato e privo di museruola

L’art. 672 c.p. configura tre fattispecie criminose: «lasciar liberi », «custodire senza le debite cautele», «affidare a persona inesperta » animali pericolosi. Consuma la seconda di tali ipotesi colui che, nella sua dimora, tenga un cane lupo da guardia di grossa taglia, slegato e privo di museruola, quando al medesimo sia possibile portarsi nell’ingresso, nella portineria e in ogni altro luogo ove siano ammessi i visitatori, per tal modo esposti al rischio di improvvisi assalti.

Corte di Cassazione, Sezione 6, Penale, Sentenza, 17/03/1970, n. 684



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15 Commenti

  1. Il mio vicino ha un cane di grossa taglia. A parte, che io sono terrorizzato dai cani, a volte, quando esce di casa per le scale lo tiene libero e solo dopo essere uscito dal portone gli mette guinzaglio e museruola… Io gli ho spiegato tempo tempo che gradirei lo facesse prima, in quanto trovarmi quel bestione davanti ogni volta mi fa prendere un colpo. Lui se ne frega. Quindi, quando devo uscire aspetto che loro vadano via, tanto ormai conosco gli orari della passeggiatina, e poi esco io. Un fastidio assurdo!

  2. Io amo i cani! IL mio cucciolo crescendo dovrebbe arrivarmi alla vita. Per fortuna, ho un giardino e in questo periodo sta scodinzolando felice all’aperto, altrimenti sarebbe stata una gran tortura anche per lui stare chiuso in casa. Con questo decreto, praticamente, uscivo solo vicino casa solo per fargli fare i bisognini, anche perché temo il contagio del Coronavirus. POi, avevo letto che bisogna sanificare anche le scarpe. Giravano news, immagino fake news, sulla pulizia delle zampe degli animali domestici. Ma se alla fine noi giriamo intorno casa e non c’è nessuno, sono tranquilla

  3. Il mio cucciolo è ormai vecchietto. Noi abitiamo in un appartamento in cui non c’è ascensore e quindi fino al secondo piano dobbiamo farci le scale a piedi… Ora, lui deve fare i bisognini giustamente ed è inziato a diventargli faticoso. Quindi, ho trovato il modo di portarlo giù senza farlo affaticare. Temo che mi stia abbandonando. I vicini che prima mi criticavano perché avevo questa fissazione del cane, anche loro ora sono dispiaciuti. Anche i più restii ad avere gli animali in casa, poi dopo averli accuditi o aver visto chi se ne prende cura e l’amore che ha per loro, diventano più magnanimi e iniziano ad affezionarsi

  4. Buongiorno. Io mi sono trasferita in un appartamento e vorrei prendere con me un cane che mi possa fare compagnia. Il regolamento di condominio può vietarmi di avere un amico a quattro zampe di taglia grossa. Vorrei prendere ad esempio un labrador, un alano oppure un pastore tedesco. Aspetto vostre notizie grazie

    1. Secondo la giurisprudenza, il regolamento condominiale che contenga il divieto di tenere cani in casa è valido solo se approvato all’unanimità ossia con il consenso di tutti i condomini, nessuno escluso.
      Il regolamento viene approvato all’unanimità con due diverse modalità:
      attraverso una delibera assembleare cui partecipino tutti i proprietari di appartamenti e/o garage;
      attraverso l’accettazione del rogito di acquisto dell’immobile, cui è allegato il regolamento: in questo caso si ha un’accettazione del regolamento generalizzata anche se in momenti e circostanze tra loro differenti.
      Soltanto un regolamento condominiale accettato all’unanimità (cosiddetto “regolamento contrattuale”) può superare il cosiddetto “divieto a vietare” previsto dal Codice civile e imporre l’allontanamento di un animale di compagnia all’interno di un appartamento. Insomma, è possibile derogare – ma solo con l’accordo di tutti – al diritto di detenere animali in casa, piccoli o grandi che siano.

  5. Chi prende con sé un cane deve essere responsabile sia verso l’animale che verso le persone che lo circondano. Ad esempio, in condomio bisogna rispettare certe regole. Una persona non può fare quello che vuole in barba alle lamentele dei condomini. Bisogna essere rispettosi anche di chi ha paura dell’animale, di chi chiede un po’ più di pulizia e di evitare certi rumori. INoltre, non si può lasciare una povera bestia chiusa in casa tutto il giorno. Giustamente piange, ha bisogno di cure. Chi si prende un animale domestico deve curarlo come se fosse un figlio. Non deve sfoggiarlo come se fosse un peluche o un giocattolo giusto per farsi il giro di atteggio al parco.

    1. Di sicuro, l’amministratore di condominio non è chiamato a risolvere i problemi interpersonali tra i vicini. Egli deve solo amministrare il palazzo e i servizi comuni. Se il cane piange, non è lui che deve intervenire.Non può intervenire neanche l’Asl, la quale – per quanto venga spesso sollecitata da alcuni condomini – ha potere di intervento solo se c’è pericolo per la salute e la salubrità dell’aria (si pensi al cane che lascia gli escrementi all’aperto, contaminando l’aria).Solo raramente la polizia municipale potrebbe intervenire: alcuni regolamenti comunali regolano, almeno nei centri città, come comportarsi con gli animali negli appartamenti. Ma non succede spesso e, laddove non vi siano prescrizioni locali, i vigili non hanno potere di intervento.La polizia o i carabinieri possono solo stilare un verbale quando ci siano gli estremi del reato di disturbo della quiete, il che avviene solo quando ad essere molestati non sono solo un paio di famiglie ma tutto il fabbricato o il vicinato.Ecco che allora la soluzione offerta da maipiùsoli.net è quella di consigliare al vicino di casa – anche grazie all’intermediazione di un amministratore diligente e sensibile – di rivolgersi a uno psicologo per animali, figura che spesso è rivestita dallo stesso veterinario. Questi potrà consigliare un corso di addestramento per abituare il cane a stare da solo. Una breve ricerca su internet gli offre un elenco di quelli possibili. Ci vuole un po’ di tempo ma è così che l’inconveniente viene risolto. L’esempio è tratto dalla vita vissuta di alcuni degli amministratori tra i lettori del Quotidiano del Sole24Ore – Condominio che partecipano al canale http://www.maiPiùSoli.net, ad accesso libero e gratuito: fare click qui per scaricare il format di lettera. Il modulo è rilasciato con licenza creative commons e pertanto può essere liberamente riprodotto e utilizzato, menzionando la fonte e senza fini di lucro.

  6. Il mio vicino ha preso con sé un bel cagnolino. LO ha regalato ai suoi figli per il loro compleanno. Ok, bel regalo. Mia figlia sarebbe impazzita di gioia. Ma purtroppo non possiamo permetterci di accudirlo come si deve e poi ovviamente bisogna affrontare dei costi tra cibo, veterinaio, ecc. Ora, aspettare che tuo figlio piccolo se ne prenda cura inevitabilmente significa anche responsabilizzarlo e farlo crescere anche con il rispetto e l’amore verso il prossimo e verso gli animali. Però, biosgna prenderse cura appunto. Mica che gli animali domestici possono provvedere da soli a se stessi. Ogni tanto, ho notato che quel povero cane piangeva disperato…. Ecco, ci vuole anche una buona dose di pazienza e attenzione in più. Le passeggiate sono fondamentali per loro, non puoi tenerli chiusi in casa

  7. Non ho mai avuto un animale da compagnia, perché ho sempre pensato che chiuderli in appartamento fosse una grande sofferenza per loro. Inoltre, bisogna dedicargli costanti cure e attenzioni. I miei parenti hanno dei cani. Quando andavo a dormire da loro la mattina ci svegliavamo presto e li portavamo a fare una passeggiata alle 6 di mattina. I giro non c’era nessuno, loro passeggiavano tranquilli e sereni, non c’erano auto. Poi, loro rispettosissimi anche degli ordini che gli avevamo insegnato. In particolare, uno era il mio preferito. Un adorabile labrador. Se passava un’auto, io gli dicevo una parolina magica e lui capiva subito e si fermava. Poi, facevamo le corsette nelle piazze dove non circolavana nessuno. Insomma, questi cani sono cresciuti con la possibilità di fare frequenti uscite e di crescere in giardino. L’ideale insomma

  8. L’amministratore di condominio o i miei vicini di casa potranno ostacolare il mio sacrosanto diritto ad avere in casa un animale domestico?

    1. L’amministratore di condominio è il tuo garante di tranquillità, sia che tu sia proprietario del cane sia che tu subisca i comportamenti poco rispettosi di un tuo vicino di casa.“Amministrare” vuol dire “gestire” il bene comune con la diligenza del buon padre di famiglia e, quindi, vuol dire essere in grado di affrontare le situazioni di ordinaria e di straordinaria amministrazione. Per fare un paragone: le sue funzioni corrispondono esattamente a quelle di un padre o di una madre nella gestione della routine familiare e nella cura dei componenti del nucleo.L’amministratore è il “custode” del regolamento condominiale e svolge numerose funzioni: presiede l’assemblea, fissa l’ordine del giorno, aggiorna il bilancio condominiale, verifica la necessità di realizzare nuove opere o attività di ristrutturazione e, soprattutto, può pretendere da ogni condomino il rispetto delle regole di condotta relative alla gestione degli animali domestici. È per tal motivo che il punto di partenza nella risoluzione della tua situazione di disagio è quello di prendere come riferimento questa figura professionale. Come tu fai con i tuoi figli, lui ha le abilità e le competenze giuste per smorzare le tensioni. Affida a lui le situazioni che ti turbano, chiedi un suo intervento per dirimere il contrasto e monitora che assolva pienamente al suo mandato.
      E se l’amministratore non interviene? Può capitare che, nonostante tu abbia seguito l’iter corretto per evitare uno scontro frontale con il condomino che ti crea disagi, l’amministratore non intervenga o non adotti le cautele adeguate. In tal caso, le motivazioni che hanno portato a tale situazione possono essere due e sono tra di loro alternative: l’amministratore è poco professionale oppure le tue richieste sono inopportune.

  9. Ho un cane e mi sono appena trasferito in un condominio…non so come comportarmi per evitare disagi agli altri condomini. Ci sono dei consigli che potete darmi per vivere serenamente nel nuobvo condominio? Prima abitavo in una casa in campagna con la mia famiglia e non seccavo a nessuno. Ora, non vorrei dover discutere con i vicini appena arrivato

    1. Innanzitutto, è bene partire da un punto fermo: a meno che non sussista un divieto del regolamento o una specifica delibera dell’assemblea, non esiste un generale divieto di tenere un animale domestico nel proprio appartamento.
      Gli animali, a seconda della razza e della specie, possono essere più o meno rumorosi, ma, di solito, oggetto del contendere sono proprio i cani. L’amico più fedele, infatti, oltre ad essere un leale compagno di avventura, può sporcare o disturbare la quiete del palazzo. Difficilmente, il tuo dirimpettaio ti chiederà di rendere conto della condotta del tuo pesciolino rosso; viceversa, potrà importi di adottare alcuni accorgimenti per il tuo cane.
      Possiamo raggruppare i doveri del proprietario del cane in due categorie generali:
      dovere di garantire l’incolumità delle persone. La proprietà di un animale ti rende responsabile della condotta di quest’ultimo e di tutti i danni provocati a persone o cose. È proprio per questo motivo che sei obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a garantire che nessuno venga aggredito. Devi, quindi, tenerlo al guinzaglio se esci fuori in cortile, dotarlo di una museruola se si tratta di animale di grossa taglia e usare ogni cautela possibile per evitare la sua fuga;
      doveri sanitari. Il proprietario del cane deve preservare la salute di tutte le persone che vengono in contatto con lui. È, dunque, fondamentale che tu segua scrupolosamente le indicazioni del tuo veterinario in tema di vaccinazioni obbligatorie e igiene quotidiana.
      Si aggiungono a questi obblighi, ovviamente, delle regole di comune convivenza civile e buona educazione. Per fare un esempio: devi munirti di paletta e bustina per raccogliere i “bisognini” del tuo animale; pensa al disagio dei condomini che si imbattono in sgradite sorprese.
      In secondo luogo, con specifico riguardo agli spazi comuni, è tua responsabilità fare in modo che tali luoghi non siano modificati nella loro destinazione d’uso e non subiscano danni di alcun tipo. Infine, e forse questo è l’aspetto più difficile da realizzare, devi fare in modo di impedire che il continuo abbaiare non disturbi il riposo pomeridiano e notturno. Una soluzione potrebbe essere, forse, quella di insonorizzare l’appartamento.

  10. Ho sempre desiderato avere un cane di taglia grande. Ad esempio un: akita, alano, barbone, boxer, dalmata, dobermann, golden retriever, labrador, mastino napoletano, pastore maremmano, pastore tedesco, pointer, rottweiler, rought collie, terranova, san bernardo, husky. Però io mi domando se il regolamento condominiale che contenga il divieto di tenere cani in casa è valido. Potete darmi una risposta?

    1. Il divieto di proibire la detenzione di animali in condominio vale solamente per i regolamenti votati a maggioranza dall’assemblea, ma non per quelli a natura contrattuale, ossia approvati all’unanimità della compagine o redatti dal costruttore dell’edificio, richiamati nei successivi rogiti di vendita e trascritti nei pubblici registri immobiliari.Tale tesi che, da un lato trova conferma nei chiarimenti forniti dalla Commissione del Senato in sede di discussione del disegno di legge poi sfociato nella normativa di riforma. Dall’altro lato, è coerente con la posizione assunta dalla Cassazione con riguardo al regime precedente la riforma: «il divieto posto dalla norma in relazione ai regolamenti condominiali assembleari conferma un orientamento già maturato ed espresso dalla Suprema Corte in epoca immediatamente precedente la riforma del condominio (omissis) la stessa Corte già da tempo ammetteva – e quindi subordinava – la liceità della detenzione di animali domestici alla espressa previsione in un regolamento condominiale di natura contrattuale»

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