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Congedo matrimoniale: ultime sentenze

12 Maggio 2020
Congedo matrimoniale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: congedo matrimoniale richiesto dal lavoratore con congruo anticipo; scelta del periodo in cui usufruire del congedo matrimoniale; principi di buona fede e correttezza; celebrazione del matrimonio; trasmissione della documentazione della celebrazione del matrimonio.

Congedo matrimoniale

Il congedo matrimoniale, non eccedente la durata di quindici giorni, previsto dall’art. unico del r.d.l. n. 1334 del 1937, conv. in legge n. 2387 del 1937, soddisfa le esigenze personali del lavoratore occasionate dalle nozze, rilevanti ex art. 31, comma 1, Cost., dovendo quindi la celebrazione del matrimonio intendersi come la causa del diritto al congedo, non come il dies a quo della relativa decorrenza.

Ne consegue che, alla luce dei principi di buona fede e correttezza ex art. 1175 e 1375 c.c., il congedo per matrimonio spetta, in difetto di specifica disciplina collettiva, per il periodo tempestivamente richiesto dal lavoratore, anche se il giorno del matrimonio non ricade in tale intervallo, purché vi sia una ragionevole connessione, in senso temporale, con la data delle nozze.

(Nella specie, in applicazione dell’enunciato principio, la S.C. ha respinto il ricorso del datore di lavoro, che, senza comprovate ragioni, organizzative o produttive, aveva negato il congedo matrimoniale richiesto dal lavoratore, con congruo anticipo, per un periodo distante circa dieci giorni dal giorno delle nozze).

Cassazione civile sez. lav., 06/06/2012, n.9150

Celebrazione del matrimonio

Il congedo matrimoniale è previsto dalla contrattazione collettiva a favore dei dipendenti; nulla perciò compete al lavoratore che, come nella specie, all’atto del matrimonio civile non era ancora alle dipendenze dell’azienda, a nulla rilevando la successiva celebrazione di matrimonio religioso sul piano dell’ordinamento giuridico positivo.

Pretura Milano, 04/08/1992

Assegni per congedo matrimoniale

Anche prima dell’entrata in vigore dell’art. 12 della l. 30 aprile 1969 n. 153 (concernente norme sulla revisione degli ordinamenti pensionistici ed in materia di sicurezza sociale) rientrava nella nozione di retribuzione soggetta a contribuzione obbligatoria in favore degli enti previdenziali ed assistenziali, a norma dell’art. 27 d.P.R. 30 maggio 1955 n. 797 (t.u. sugli assegni familiari) tutto quanto fosse corrisposto dal datore di lavoro, in natura o in denaro, e trovasse origine e titolo non in singole e specifiche prestazioni lavorative, ma in adempimento di obblighi derivanti dal contratto di lavoro ed in costanza di rapporto.

Costituiscono, pertanto, retribuzione imponibile le somme corrisposte agli impiegati, in caso di interruzione del servizio, dovuta ad infortunio o malattia; gli assegni per congedo matrimoniale agli impiegati per la parte a carico del datore di lavoro; i compensi a favore delle impiegate, durante l’assenza dal servizio per maternità che siano accessori ed integrativi dell’indennità erogata dall’I.N.A.M.

Cassazione civile sez. lav., 05/01/1980, n.36

Quando deve essere utilizzato il congedo matrimoniale?

Il congedo matrimoniale deve essere utilizzato in tempi ravvicinati, ma non necessariamente coincidenti con la data del matrimonio.

Tribunale Napoli sez. lav., 21/02/2008, n.6503

Periodo di fruizione del congedo per matrimonio

Il periodo di fruizione del congedo per matrimonio non deve essere concordato con il datore di lavoro ed è rimesso alla discrezionalità del titolare del diritto e alle sue scelte organizzative, purché la scelta del periodo in cui usufruire del congedo matrimoniale sia giustificata e collegata causalmente alla celebrazione del matrimonio stesso. Ne consegue l’illegittimità del licenziamento per assenza ingiustificata intimato a lavoratore che si era assentato nei giorni antecedenti al matrimonio.

Tribunale Milano, 16/06/2006

Insorgenza della malattia durante il congedo matrimoniale

Ove, come nella specie, nulla preveda la normativa contrattuale in fattispecie di insorgenza della malattia durante il congedo matrimoniale, il dipendente non ha diritto nè ad un prolungamento dello stesso, nè alla retribuzione relativa ai giorni non goduti.

Pretura Milano, 17/07/1986

Documentazione della celebrazione del matrimonio

Il lavoratore che intenda usufruire del congedo matrimoniale retribuito ha l’obbligo, tra l’altro, di trasmettere la documentazione della celebrazione del matrimonio entro sessanta giorni dalla stessa. Difatti, in materia conserva tuttora piena validità ed efficacia il contratto collettivo 31 maggio 1941 per effetto dell’art. 43 d.l.lgt. n. 369 del 1944.

Pretura Padova, 06/11/1984

Bisogna concordare con il datore di lavoro il periodo di congedo matrimoniale?

La tutela che la l. 9 gennaio 1963 n. 7, accorda alla lavoratrice che contrae matrimonio è fondata sull’elemento obiettivo della celebrazione del matrimonio e non è subordinata all’adempimento di alcun obbligo di comunicazione da parte dell’interessata. Sono nulle, perché in contrasto con gli art. 2, 3, 29, 30, 31 e 37 e con l’art. 1 legge n. 7 del 1963, le clausole di cui all’art. 45 del c.c.n.l. 25 settembre 1976 per i dipendenti da aziende commerciali secondo le quali la lavoratrice avrebbe dovuto concordare con il datore di lavoro il periodo di congedo matrimoniale.

Cassazione civile sez. lav., 03/01/1984, n.10

Congedo matrimoniale e momento successivo alla celebrazione delle nozze

Posto che il r.d.l. n. 1334 del 1937 che prevede l’istituto del congedo matrimoniale non stabilisce alcun termine di preavviso, deve considerarsi illegittima la clausola contrattuale che disponga in tal senso, in quanto peggiorativa rispetto alla legge che non sottopone il diritto ad alcun onere o decadenza. Ai sensi della legge il congedo può essere goduto anche in un momento successivo alla celebrazione del matrimonio, purché in rapporto strettamente causale con essa, dato che l’espressione usata “per contrarre matrimonio” indica unicamente la ragione giustificatrice ed il motivo del congedo.

Tribunale Milano, 31/01/2005



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