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Omissione di soccorso: ultime sentenze

13 Maggio 2020
Omissione di soccorso: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: incidente stradale; reato di omissione di soccorso; necessità di allontanarsi per evitare un danno grave; responsabilità dell’incidente stradale con danno alla persona; obbligo di fermarsi e prestare assistenza.

L’obbligo di prestare soccorso

In tema di sinistro stradale ed omissione di soccorso, la disciplina normativa non consente di escludere l’obbligo di prestare soccorso qualora le conseguenze del sinistro non si siano manifestate in ferite nel senso tecnico del termine, essendo necessario ma sufficiente che si tratti di esiti indicativi del pericolo che dal ritardato soccorso possa derivare un danno alla vita o all’integrità fisica della persona.

Cassazione penale sez. IV, 06/04/2018, n.21049

Reato di omissione di soccorso

Dopo un incidente stradale l’omissione di fermarsi integra il reato di omissione di soccorso.

(Nel caso di specie l’imputato, a bordo di un auto impattava a causa della velocità con un ciclomotore e, dopo aver proceduto a retromarcia per sganciare lo scooter che era rimasto sotto la ruota si dileguava).

Tribunale Torre Annunziata, 22/12/2017, n.2158

Configurazione del reato di omissione di soccorso

In tema di omissione di soccorso, il dolo del conducente non deve attenere esclusivamente al fatto dell’incidente provocato o comunque in cui sia risultato coinvolto, ma deve riguardare anche la circostanza del danno occorso alle persone e alla necessità di assistenza da prestare alle stesse, riconducibile quantomeno ad aspetti di dolo eventuale ossia alla consapevolezza del verificarsi di un incidente determinato dal proprio comportamento che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, senza che debba riscontrarsi l’esistenza di un effettivo danno alle persone.

La valutazione della prospettazione da parte del conducente degli effetti lesivi del sinistro per l’incolumità personale dei soggetti coinvolti, con conseguente rappresentazione della necessità di prestare soccorso, va condotta ex ante, cioè sulla base della situazione che si era profilata dinanzi al conducente al momento dell’incidente.

Cassazione penale sez. IV, 22/02/2018, n.21873

Obbligo di soccorso al verificarsi di un incidente

In tema di omissione di soccorso, l’obbligo di assistenza non è legato alla consumazione e all’accertamento di un reato, ma al semplice verificarsi di un incidente comunque ricollegabile al comportamento dell’utente della strada, in capo al quale l’obbligo è riferito.

Cassazione penale sez. IV, 17/05/2017, n.33761

Chi è il responsabile dell’omissione di soccorso?

In tema di circolazione stradale, solo l'”utente della strada”, da intendersi come colui che attivamente ne fa uso, può essere autore dei reati di omissione dell’obbligo di fermarsi e di prestare assistenza in caso di incidente, di cui all’art. 189, commi 6 e 7, cod. strada., sicché – eccetto i casi di concorso nel reato – deve escludersi la responsabilità per tali reati del semplice “trasportato”, in quanto soggetto che non fa uso attivo della strada.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato la sentenza che aveva ritenuto la responsabilità del trasportato omettendo qualsivoglia riferimento alla sussistenza di una condotta di sollecitazione o di rafforzamento della volontà del conducente alla fuga e all’omissione di soccorso).

Cassazione penale sez. IV, 21/03/2019, n.26888

Quando non si configura l’omissione di soccorso?

In relazione al reato di omissione di soccorso, affinché possa ravvisarsi la fattispecie di cui all’art. 593 c.p., è necessario che l’autore della condotta omissiva non abbia volontariamente voluto prestare soccorso alla persona offesa.

Pertanto, laddove l’omissione nel prestare soccorso alla persona offesa sia dettata dalla necessità di allontanarsi, dovuta ad un danno grave che può derivare alla persona dell’imputato, quest’ultimo non potrà essere ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 593 c.p.

Tribunale Napoli sez. I, 07/02/2018, n.97

L’incidente con allontanamento consensuale

L’automobilista che entra in collisione con un altro utente non può essere sottoposto a revisione della patente solo perché si accorda con il responsabile dell’incidente per allontanarsi dopo aver fornito le sue generalità. Anche se gli organi di polizia lo hanno successivamente indagato per omissione di soccorso a causa delle leggere ferite subite dalla controparte.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 25/02/2020, n.188

Reato di omissione di soccorso aggravato dall’evento

Il reato di omissione di soccorso aggravato dall’evento è configurabile solo quando si accerta, in forza di un giudizio di alta probabilità logica ed esclusa l’interferenza di fattori causali alternativi, che l’azione doverosa avrebbe scongiurato, ridotto, o ritardato significativamente l’intensità lesiva dell’evento.

Cassazione penale sez. fer., 23/08/2019, n.38200

Omissione di soccorso: quando deve escludersi?

Mentre il delitto di omissione di soccorso sussiste, sotto il profilo dell’omesso avviso all’autorità, anche ove si accerti che l’assistenza sarebbe stata impossibile o inutile e deve escludersi solo se la persona da assistere sia già deceduta – per l’applicazione dell’art. 593, comma 3, c.p., è necessario accertare il nesso causale tra omissione ed evento, alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, per cui la fattispecie è configurabile solo se si accerti che, ipotizzandosi come avvenuta l’azione che sarebbe stata doverosa ed esclusa l’interferenza di decorsi causali alternativi, l’evento, con elevato grado di credibilità razionale, non avrebbe avuto luogo, ovvero avrebbe avuto luogo in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva.

Cassazione penale sez. fer., 23/08/2019, n.38200

Omissione di soccorso in caso di incidente e lesioni dolose

L’art. 189 c. strad., relativo all’omissione di soccorso in caso di incidente stradale, non può essere contestato nei confronti di colui che ha provocato dolosamente delle lesioni. La fattispecie di cui all’art. 582 c.p., infatti, è reato, più grave che assorbe quello di omissione di soccorso, in applicazione del principio dell’assorbimento e del ne bis in idem sostanziale, che opera quando il reato più grave sia posto a garanzia del medesimo bene tutelato dal reato meno grave. Nel caso di lesioni volontariamente inflitte, dunque, l’omissione di soccorso costituisce un post factum non punibile, presentandosi come una conseguenza inevitabile del primo reato.

Nel caso di specie, l’imputato aveva dolosamente provocato delle lesioni a un ciclista, investendolo di proposito e allontanandosi dal luogo del sinistro una volta constatato che lo stesso non aveva riportato delle lesioni gravi.

Corte appello Trento, 10/02/2017, n.8

Omessa prestazione dell’assistenza occorrente dopo l’incidente stradale

La circostanza attenuante dell’integrale riparazione del danno non è applicabile al reato di omessa prestazione dell’assistenza occorrente dopo un incidente stradale, trattandosi di reato istantaneo di pericolo, in cui il bene giuridico tutelato non è l’integrità della persona ma la solidarietà sociale.

(Fattispecie in cui la Corte rileva come gli illeciti di omissione di soccorso, quali reati istantanei di pericolo, che ledono la “solidarietà sociale”, appaiano incompatibili con la circostanza attenuante di cui all’art. 62, n. 6 c.p., la quale trova nel “danno” il proprio imprescindibile presupposto logico).

Cassazione penale sez. IV, 17/01/2019, n.5050

Incidente stradale con danno alle persone: come evitare l’arresto in flagranza?

In caso di incidente stradale con danno alle persone, l’esclusione dell’arresto del conducente che si metta a disposizione della polizia giudiziaria nelle ventiquattr’ore, previsto dall’art. 189, comma ottavo bis Cds, non contraddice la sussistenza delle condizioni di quasi flagranza di cui all’art. 382 cod.proc.pen., ma le dà per presupposte; affinché, quindi, possa procedersi all’arresto in esito al delitto di fuga o di omissione di soccorso, devono ugualmente sussistere tutte le condizioni di flagranza o di quasi flagranza, in presenza delle quali il responsabile potrà evitare l’arresto, ponendosi a disposizione della polizia giudiziaria entro le ventiquattr’ore.

Cassazione penale sez. IV, 08/03/2017, n.29759

Fuga e omissione di soccorso: configurabilità

Il reato di omissione di soccorso si pone come reato di pericolo astratto, che richiede che la condotta dei consociati, in presenza di sinistro stradale da cui derivino lesioni alla persona offesa, si atteggi ad un obbligo di solidarietà e di intervento che ha come fulcro l’assistenza del consociato in difficoltà. Il reato è configurabile tutte le volte che questi non si fermi e si dia alla fuga, a nulla rilevando che in concreto l’assistenza sia stata prestata da altri, qualora l’investitore ignori la circostanza perché fuggito.

Cassazione penale sez. IV, 22/02/2018, n.21873

Omissione di soccorso in sinistro stradale

L’elemento soggettivo reato di omissione di assistenza in caso di sinistro stradale, può essere integrato dal dolo eventuale, il quale è riscontrabile dall’atteggiamento del prevenuto che avendo causato il sinistro, inizialmente si accosta all’auto tamponata, lasciando intendere di voler controllare i danni e le lesioni e successivamente si sia dato alla fuga, nonostante il rischio di lesioni riportate dai soggetti presenti nell’altra vettura.

Tribunale Napoli sez. III, 13/05/2020, n.3043

Reato di fuga e sosta momentanea

Il reato di fuga, ex art. 189, commi 1 e 6, c.d.s., si concretizza nella condotta di colui che, in occasione di un incidente ricollegabile al suo comportamento da cui sia derivato danno a persone, effettui sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione né quella del veicolo. Il dovere di fermarsi sul luogo dell’incidente infatti deve durare per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle prime indagini per identificare il conducente e il veicolo coinvolto.

Cassazione penale sez. IV, 25/09/2019, n.43207

Sosta momentanea: esclude il reato di fuga?

Il delitto di fuga si configura anche nel caso in cui colui che, in occasione di un incidente stradale ricollegabile al suo comportamento e da cui sia derivato un danno alle persone, effettui sul luogo una sosta momentanea del tutto insufficiente alla sua identificazione e a quella del veicolo.

Cassazione penale sez. IV, 28/03/2018, n.18406

Circolazione stradale e dolo eventuale

In tema di circolazione stradale, il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’art. 189, comma 7, cod. str., implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del predetto art. 189, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 05/06/2019, n.37145

Reato di fuga: il danno arrecato alla vittima

In tema di circolazione stradale, l’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 189 C.d.S., comma 6 (punito solo a titolo di dolo) ricorre quando l’utente della strada, al verificarsi di un incidente – idoneo a recar danno alle persone e riconducibile al proprio comportamento – ometta di fermarsi per prestare eventuale soccorso, non necessario per contro essendo che il soggetto agente abbia in concreto constatato il danno provocato alla vittima.

Cassazione penale sez. IV, 14/05/2019, n.23931

Reato di fuga dopo incidente stradale: configurabilità

In tema di reato di fuga dopo un incidente stradale con danno alle persone, affinché il precetto dell’obbligo di fermarsi sia rispettato, occorre che l’agente effettui una fermata che, per le concrete modalità, gli consenta di rendersi conto dell’accaduto ed eventualmente mettersi in condizione di prestare assistenza ai feriti, e, comunque, di essere identificato ai fini della compiuta ricostruzione dell’accaduto e di eventuali azioni risarcitorie.

(Nella specie, in cui l’imputato si era fermato dopo aver investito un pedone ed era rimasto sul luogo dell’incidente fino all’arrivo dell’ambulanza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata che aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato senza accertare se, nel dato contesto di fatto, fosse possibile o meno per lo stesso lasciare i propri dati identificativi alla donna ferita o ad altra persona, prima o dopo l’arrivo dell’ambulanza, e quanto tempo dopo l’incidente fosse sopraggiunta la polizia municipale, non essendo esigibile un’attesa senza termine dell’arrivo sul posto degli operatori di polizia).

Cassazione penale sez. IV, 11/02/2020, n.9212

Circolazione stradale, sinistri e omesso soccorso

In materia di circolazione stradale, la mancata cooperazione con le forze di polizia da parte dell’autore dell’incidente che resta sul posto in “incognito”, senza farsi identificare come autore del sinistro, non può essere equiparata, ai fini dell’omesso soccorso, all’allontanamento.

Per la Corte non c’è un obbligo di assumere un ruolo attivo nel corso dell’intervento delle forze dell’ordine, ma è sufficiente che la persona sia a disposizione, spettando all’autorità fare gli accertamenti. Ad affermarlo è la Cassazione che esclude così una rigorosa interpretazione dell’articolo 18 la mera presenza fisica sul luogo dell’accaduto non può essere equiparabile all’immediato allontanamento.

Cassazione penale sez. IV, 24/04/2019, n.33789

Reato di omissione di soccorso e lesioni dell’integrità fisica

Il reato di mancata prestazione dell’assistenza occorrente in caso di incidente, di cui all’art. 189 C.d.S., comma 7, implica una condotta ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga, previsto dal comma 6 del predetto art. 189, non essendo sufficiente la consapevolezza che dall’incidente possano essere derivate conseguenze per le persone, occorrendo invece che un tale pericolo appaia essersi concretizzato, almeno sotto il profilo del dolo eventuale, in effettive lesioni dell’integrità fisica.

Cassazione penale sez. IV, 23/01/2019, n.5914

Fuga e omissione di soccorso: la riparazione del danno

In tema di circolazione stradale non trova applicazione ai reati di fuga e di omissione di soccorso la circostanza attenuante dell’integrale riparazione del danno di cui all’art. 62 n. 6 c.p., trattandosi di reati di pericolo che non hanno come bene giuridico protetto l’integrità della persona o la salvaguardia dei suoi beni.

Cassazione penale sez. IV, 17/01/2019, n.5050

Fuga e omesso soccorso stradale: cosa occorre per la condanna?

Risponde dei reati di fuga e omissione di soccorso stradale, anche per dolo eventuale, chi – nel cagionare un sinistro – ometta di arrestare la marcia e prestare assistenza agli altri conducenti rimasti infortunati, a prescindere dell’effettivo stato di bisogno e/o dell’intervento di terzi.

Cassazione penale sez. IV, 16/01/2019, n.3452

Fuga dopo un investimento e mancata prestazione dell’assistenza occorrente

Integra il reato di fuga, ex articolo 189 comma 6 del Codice della strada, la condotta di colui che effettua sul luogo del sinistro una sosta momentanea senza consentire la propria identificazione, né quella del veicolo. Ad affermarlo è la Cassazione che ribadisce la distinzione tra il reato di fuga dopo un investimento e quello di mancata prestazione dell’assistenza occorrente.

Cassazione penale sez. IV, 14/03/2019, n.25142



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7 Commenti

  1. Quanta gente provoca incidenti e poi scappa senza lasciare traccia. Incurante della vita delle persone e dei rischi che si possono provocare senza avvisare prontamente un’ambulanza. Ma il senso di umanità, il senso di altruismo, l’ama il prossimo tuo come te stesso, che fine hanno fatto? Vi battete tanto il petto andando a messa e poi lasciate la gente morire per strada??? Siete delle bestie

  2. Non lo becco che non lo becco, ma se lo becco sono cavoli suoi penalmente. Che cosa rischia chi omette il soccorso in caso di un incidente stradale?

    1. In caso di incidente stradale con feriti, l’automobilista ha due obblighi:
      fermarsi e attendere l’arrivo delle autorità per fornire i dati della propria assicurazione e consentire così l’identificazione di tutti i soggetti coinvolti nel sinistro (tanto anche al fine di agevolare le pratiche di risarcimento con l’assicurazione e la compilazione del verbale che resta pur sempre un atto pubblico);
      prestare il soccorso a chi ne ha necessità. Ciò, ovviamente, non implica improvvisarsi medici, fare manovre particolari o respirazioni “bocca a bocca”, ma chiamare il 118 (o la polizia) e vegliare la persona ferita per ogni evenienza, anche al fine di metterla al sicuro dal traffico dei veicoli che sopraggiungono sulla stessa strada.
      L’omissione di soccorso scatta a prescindere dall’entità delle lesioni per la vittima (lesioni che, tuttavia, devono essere percepibili a occhio nudo). Il reato scatta anche quando l’assistenza diventa inutile perché la vittima è in fin di vita, a meno che la persona da assistere è già morta.

      Dalle interpretazioni dei giudici sul reato di omissione di soccorso è possibile fare alcune considerazioni che potrebbero aiutare a capire meglio come funziona la legge. L’omissione di soccorso è reato in ogni caso di omesso avviso all’autorità, anche laddove si accerti che l’assistenza sarebbe stata impossibile o inutile perché la vittima è in fin di vita. Esso è escluso soltanto se la persona da assistere è già morta.Inoltre, allontanarsi dal luogo dell’incidente non basta per essere responsabili del reato di omissione di soccorso. Infatti, è necessario che l’allontanamento avvenga «nella consapevolezza di aver verosimilmente cagionato lesioni alle persone coinvolte». Secondo la Cassazione infatti è necessaria la consapevolezza delle lesioni subite dalla persona rimasta coinvolta. Il Codice della strada, punendo il conducente che, a seguito di un sinistro ricollegabile al suo comportamento, «non ottempera all’obbligo di prestare assistenza occorrente alle persone ferite», considera una condotta «ulteriore e diversa rispetto a quella del reato di fuga». Per il reato di omissione di soccorso non è sufficiente «la consapevolezza che dall’indicente possano essere derivate conseguenze per le persone», ma, è necessario che «tale pericolo appaia essersi concretizzato in effettive lesioni dell’integrità fisica».Solo la consapevolezza di aver «verosimilmente cagionato lesioni» all’altro conducente rimasto coinvolto nel sinistro può essere causa di responsabilità penale.Le ferite insomma devono essere percepibili.Chi invece si allontana dal luogo dell’incidente ritenendo che l’altro automobilista non si sia fatto male non commette reato. Manca infatti la consapevolezza, ossia il dolo, che è presupposto per punire l’omissione di soccorso.

    2. L’automobilista, anche se non è responsabile del sinistro, deve fermarsi e attendere la polizia affinché generalizzi i conducenti e rediga il verbale: in caso contrario si è responsabili del reato di fuga punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sospensione della patente da 1 a 3 anni. Si è ugualmente colpevoli se ci si ferma per pochi minuti e poi si va via per aver constatato che l’altro conducente sta sostanzialmente bene. Il concetto di “ferito” non deve essere legato solo al sangue o alla rottura di un arto. È anche ferito chi subisce una contusione a un braccio, chi urta la testa contro lo sterzo o contro l’airbag, chi subisce il classico colpo di frusta tipico dei tamponamenti anche lievi. In tal caso, può scattare l’arresto facoltativo in flagranza e sono alternativamente applicabili anche le misure coercitive degli arresti domiciliari, del divieto e dell’obbligo di dimora, dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e del divieto di espatrio.Affinché scatti l’obbligo di fermarsi basta che l’utente della strada abbia il sospetto che la sua condotta abbia contribuito – anche minimamente – a causare un incidente in cui ci siano uno, o più feriti, anche in modo molto lieve. La sosta deve essere di un tempo adeguato a consentire la compiuta identificazione dell’utente che ha causato l’incidente da parte delle forze dell’ordine intervenute;

    3. L’automobilista, anche se non responsabile del sinistro, purché in esso coinvolto (quindi non vale per i terzi spettatori), deve prestare i soccorsi solo se l’altro conducente ha riportato delle ferite anche lievi: in caso contrario si risponde del reato di omissione di soccorso. «Prestare soccorso» non significa improvvisarsi medici, fare la respirazione bocca a bocca, togliere i corpi dalle auto o medicarli ma chiamare il 118, la polizia, i carabinieri o le altre autorità preposte. In caso di violazione scatta la reclusione da un anno a tre anni e con la sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.Se le lesioni sono lievi (ovvero non superiori ai 40 giorni di prognosi) si rientra nel reato previsto dal codice della strada; invece se le lesioni sono gravi o gravissime si integra il delitto previsto dall’articolo 590 bis del Codice penale e scatta comunque l’arresto facoltativo in flagranza, obbligatorio in caso di omicidio stradale.
      La differenza tra i due reati è la seguente:
      reato di fuga: il codice della strada stabilisce il dovere di fermarsi, in caso di incidente «comunque ricollegabile» al proprio comportamento, e di prestare l’assistenza occorrente a chi abbia subito danno alla persona. L’obbligo di non allontanarsi è previsto al fine di accertare le modalità dell’incidente e di identificare coloro che rimangono coinvolti in incidenti stradali. Si prescinde dallo stato di bisogno del danneggiato (per cui ci si deve sempre fermare se vi sono danni a persone);
      omissione di soccorso: in questo caso il codice della strada impone alle persone coinvolte in un incidente di «porre in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinchè non venga modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per l’accertamento delle responsabilità». Il soggetto ferito deve trovarsi in una condizione di bisogno effettivo (non si prescinde dallo stato di bisogno come nel precedente caso).

  3. Mettiamo il caso che c’è un incidente stradale con feriti e che l’auto che ha provocato l’incidente scappa…il passeggero che era nell’auto è responsabile per l’omissione di soccorso e per la fuga commessa da chi si trovava al volante?

    1. La responsabilità penale è solo personale: di chi cioè si comporta in modo illecito. Nessun altro può cioè rispondere per i reati commessi da altri. Pertanto, sostiene la Cassazione, in caso di incidente con feriti, il passeggero non ha l’obbligo di imporre al conducente della macchina di fermarsi e prestare l’assistenza occorrente: con la conseguenza che non può subire alcun procedimento penale. Le cose vanno però diversamente se, dalle indagini, emerge che il terzo trasportato ha incitato il guidatore a fuggire o omettere soccorso. In tal caso, risponderanno tutti e due, a titolo di concorso, del reato di fuga (ossia omissione dell’obbligo di fermarsi) e di omissione di soccorso.

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