L’esperto | Articoli

Parco giochi: ultime sentenze

15 Maggio 2020
Parco giochi: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: caduta dannosa; area attrezzata per parco giochi e sport a zona a verde privato; caduta di un bambino di tre anni e mezzo di età da uno scivolo in ora notturna; immissioni acustiche illecite provocate da un parco giochi gestito da un privato in area destinata a verde pubblico; risarcimento dei danni alla persona.

Destinazioni a parco giochi

Le destinazioni a parco urbano, a verde urbano, a verde pubblico, a verde pubblico attrezzato, a parco giochi e simili si pongono al di fuori dello schema ablatorio-espropriativo e costituiscono espressione di potestà conformativa (avente validità a tempo indeterminato), quando lo strumento urbanistico consente di realizzare tali previsioni, non già ad esclusiva iniziativa pubblica, ma ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, senza necessità di ablazione del bene.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 20/03/2012, n.449

Motivi di sicurezza e di ordine pubblico

Il generico dovere di vigilanza che incombe sull’ente territoriale all’interno di una struttura pubblica (nella specie, un parco giochi), finalizzato a motivi di sicurezza e di ordine pubblico, non può ritenersi esteso anche alla regolarità delle strutture in concessione a privati.

Cassazione civile sez. III, 21/12/2015, n.25603

Mancata custodia del parco giochi balneare

Il proprietario o gestore di un campo da gioco è responsabile, ai sensi dell’art. 2051 c.c., degli infortuni occorsi ai fruitori di quest’ultimo, ove non alleghi e non provi l’elisione del nesso causale tra la cosa e l’evento, quale può aversi, in un contesto di rigoroso rispetto delle normative esistenti o comunque di concreta configurazione della cosa in condizioni tali da non essere in grado di nuocere normalmente ai suoi fruitori, nell’eventualità di accadimenti imprevedibili ed ascrivibili al fatto del danneggiato stesso – tra i quali una sua imperizia o imprudenza – o al fatto di terzi.

(Nella specie, il Tribunale ha accolto la domanda risarcitoria, a fronte della mancata custodia del parco giochi balneare, in cui la minore, scendendo dalla corda – destinata all’arrampicata – si infortunava cadendo sul gancio metallico, non visibile sulla sabbia, che pericolosamente legava la corda a terra)

Tribunale Rimini, 27/10/2015, n.1318

Rischio di cadute pericolose

La caduta di un bambino di tre anni e mezzo di età da uno scivolo in ora notturna è un evento certamente prevedibile ed evitabile con un grado normale di diligenza. Il fatto che ai piedi dello scivolo vi sia una buca o una conca, un avvallamento che aumenta il rischio di cadute pericolose non fa che rendere ancora più prevedibile l’evento dannoso; sicché aumentano le probabilità che la cooperazione colposa del soggetto danneggiato – nel caso, degli adulti tenuti alla vigilanza sul bambino – possa avere un’efficacia causale del tutto assorbente ai sensi dell’art. 1227 c.c., assumendo la cosa il ruolo puro e semplice di occasione dell’evento.

In altri termini, un genitore (o, comunque, un adulto) che accompagna un bambino così piccolo, in ora notturna (e perciò priva di luce solare) in un parco giochi e gli consente di giocare su di uno scivolo ai piedi del quale c’è una buca, deve avere ben presenti i rischi che ciò comporta, non potendo poi invocare come fonte dell’altrui responsabilità, una volta che la caduta dannosa si è verificata, l’esistenza di una situazione di pericolo che egli era tenuto doverosamente a calcolare.

Cassazione civile sez. III, 26/05/2014, n.11657

Parco giochi con altalena

Il concetto di “costruzione”, sul piano urbanistico-edilizio, è definito dal d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia): in particolare, l’art. 3, comma 1, lett. e) della normativa in questione specifica dettagliatamente le caratteristiche dell’intervento, qualificabile nei termini sopra indicati, con riferimento — al punto e.5) — alla “installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee”.

Pertanto, è legittima l’esclusione da una gara per l’assegnazione di una concessione di suolo demaniale marittimo nel caso in cui il progetto volto alla predisposizione di una spiaggia attrezzata, comprendente un complesso di cabine e servizi sanitari, pannelli solari, pedana in legno, parco giochi con altalena, percorso atletico ed altri arredi urbani fissi, manchi del computo metrico e del profilo dello stato dei luoghi, perché pur trattandosi di strutture certamente leggere, esse non sono tali da sottrarsi ad una definizione di dettaglio, che consenta per ogni elemento l’identificazione per forma, tipologia, qualità e prezzo.

Consiglio di Stato sez. VI, 06/08/2013, n.4107

Parco giochi e danni subiti dai minori 

Il titolare di un ristorante, che abbia messo a disposizione della clientela un parco giochi a perfetta regola d’arte, non risponde dei danni subiti dai minori intenti all’uso delle relative attrezzature, in quanto non è tenuto alla loro sorveglianza.

Cassazione civile sez. III, 21/05/2013, n.12401

Scivolo in un parco giochi comunale

Risponde il Comune, ex art. 2051 c.c., del danno subito da una madre mentre aiutava il proprio figlio a scendere da uno scivolo in un parco giochi comunale (lesione e conseguente amputazione di una falange impigliatasi in una lamiera a causa della mancanza di una vite di fissaggio).

Per escludere tale responsabilità non è sufficiente che il Comune abbia provato le buone condizioni di manutenzione del gioco e l’uso improprio dello stesso da parte del bambino, salito aggrappandosi ai tubolari sottostanti il piano in lamiera predisposto per la discesa anziché dalle apposite scalette, dovendo altresì il Comune dimostrare che tale utilizzazione sia stata assolutamente inusuale, sia da parte dei minori che delle persone adulte, e quindi imprevedibile, tanto da interrompere il nesso causale tra lo scivolo e l’amputazione del dito, e che di conseguenza l’evento non era evitabile mediante l’adozione di opportune cautele, come ad esempio il divieto di tale uso improprio, ovvero il rivestimento dei tubolari sottostanti la lamiera con materiale di gomma o comunque non tagliente.

Cassazione civile sez. III, 22/09/2009, n.20415

Parco giochi: innovazione diretta al miglioramento 

La delibera assembleare di destinazione di aree condominiali scoperte in parte a parcheggio autovetture dei singoli condomini e in parte a parco giochi ha a oggetto un’innovazione diretta al miglioramento o all’uso più comodo o al maggior rendimento della cosa comune; anche la delibera di destinazione a parcheggio di un cortile è diretta a disciplinare le modalità d’uso del detto bene comune, pertanto, in entrambi i casi, sono legittime le suddette deliberazioni se adottate anche soltanto a maggioranza.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2011, n.15319

Parco giochi: infortunio mortale occorso ad un bambino

Risponde di omicidio colposo, nella forma della cooperazione colposa, il titolare del contratto di manutenzione sui pali dell’illuminazione posti in un parco giochi, che abbia omesso il controllo sugli stessi senza segnalare l’assenza dell’interruttore del quadro elettrico, che avrebbe dovuto segnalare anomalie di funzionamento, a seguito delle quali si verificò un evento mortale.

(Nel caso di specie si trattava di un infortunio mortale occorso ad un bambino che, in un parco giochi aveva cinto con il suo braccio un palo dell’illuminazione elettrica rimanendovi folgorato. La corresponsabilità dell’evento era da addebitarsi sia al responsabile della manutenzione dei pali dell’illuminazione sia all’impresa costruttrice sia a colui che aveva attestato la regolare esecuzione dei lavori sia al titolare dell’impianto per la sua cattiva conduzione).

Tribunale Lucera, 21/12/2011

Parco giochi gestito da un privato in area destinata a verde pubblico

La domanda diretta ad ottenere l’accertamento dell’illiceità delle immissioni acustiche praticate da un parco giochi gestito da un privato sulla confinante proprietà, nonché la rimozione delle relative opere poste in essere dall’amministrazione comunale nell’ambito della destinazione urbanistica dell’area a verde pubblico, e, infine, il risarcimento dei danni alla persona subiti, rientra nella giurisdizione del g.o., in quanto volta alla tutela dei diritti soggettivi lesi dalle immissioni, senza investire alcun provvedimento amministrativo, essendo, d’altra parte, la p.a. priva di qualsiasi potere di affievolimento del diritto alla salute, garantito dall’art. 32 cost.

Cassazione civile sez. un., 27/02/2013, n.4848

Danni sofferti da un bambino durante l’utilizzo del parco giochi comunale

L’utilizzo di un bene pubblico postula l’esistenza di un dovere di cautela da parte dell’utente o del soggetto gravato dell’obbligo di vigilanza sull’utente stesso. Ne consegue che non sussiste la responsabilità della Pubblica Amministrazione per i danni sofferti da un bambino durante l’utilizzo del parco giochi comunale, qualora le attrezzature custodite siano conformi agli standard previsti dalle norme di sicurezza e non siano, pertanto, caratterizzate da un’accentuata attitudine lesiva, poiché costituisce dovere dell’accompagnatore la previsione dei normali rischi derivanti dall’attività ludica di un fanciullo, nonché la prevenzione delle eventuali conseguenze dannose inerenti a tale attività: la responsabilità, in tale caso, sarebbe ascrivibile esclusivamente alla violazione colposa del potere di sorveglianza da parte dell’accompagnatore.

Cassazione civile sez. III, 25/08/2014, n.18167

Destinazione di un’area verde passata da area attrezzata per parco giochi

In tema di reiterazione, in sede di variante dello strumento urbanistico generale, di vincoli decaduti, la destinazione di un’area verde passata da area attrezzata per parco giochi e sport a zona a verde privato non ha valenza espropriativa, rientrando nell’ambito della normale conformazione della proprietà privata, espressione del potere di pianificazione e di salvaguardia dei valori urbanistici esistenti; conseguentemente non essendo un vincolo preordinato all’esproprio non si può nemmeno parlare di reiterazione soggetta a indennizzo, tali destinazioni, infatti non comportano l’inedificabilità assoluta dell’area, né, tanto meno, svuotano di contenuto — azzerandolo economicamente in termini di valore di scambio — il diritto dominicale.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 18/04/2011, n.639



12 Commenti

  1. Non vedo l’ora di riportare mio figlio al parco giochi all’aperto, Speriamo che questa pandemia passi presto. Ora, tutto sta iniziando a riaprire, le attività ripartiranno da giorno 18… siamo fiduciosi. Nel frattempo, noi a casa stiamo adottando tutte le dovute cautele e anche se andiamo al parco giochi lasciamo le scarpe fuori casa e poi le disinfettiamo per evitare di rientrare in casa con qualche possibile batterio.

  2. In questo periodo, con le belle giornate, in attesa che si riprendessero le normali attività, ho costruito in giardino alcuni giochi in modo da consentire a mio figlio di svagare e divertirsi in casa, senza andare nella piazzetta comunale. Mi sono ingegnato con qualche mio attrezzo e sono riuscito a creare un piccolo parco giochi domestico. Che cosa non si fa per i figli…

  3. Io spero che anche i parco giochi potranno essere d’ora in poi ben puliti e soggetti alla sanificazione. I bambini devono poter giocare in sicurezza. Però, immagino sia impensabile all’aperto per adesso. Cioè, un bambino va sullo scivolo, poi un altro per andarci o veste il figlio come un piccolo astronauta con questo caldo oppure dovrebbe stare con uno strofinaccio e disinfettante? è assurdo… e mica può stare lì a disposizione un sorvegliante e disinfettare ogni 5 minuti…ecco penso che per ora sia meglio evitare certi spazi comuni

    1. Il parco, che sia pubblico, ossia affidato alla gestione del Comune o di altro Ente, o privato, ossia gestito da associazioni, comitati cittadini o altre realtà associative, per essere perfettamente fruibile deve essere pulito giornalmente. Occorre raccogliere i rifiuti dagli appositi cestini e verificare l’esatto conferimento per la raccolta differenziata, ponendo nuovi sacchetti. Purtroppo, spesso per incuria, inciviltà o distrazione, alcuni visitatori degli spazi verdi gettano l’immondizia per terra o tra i cespugli, pertanto gli operatori ecologici devono provvedere a rimuoverla. Inoltre, i vialetti e i campi in cemento devono essere spazzati con attenzione in modo da rimuovere eventuali frammenti di vetro o di lattine. Per proteggere i bambini al parco da cadute e danni alla salute, le operazioni di pulizia devono essere estremamente accurate in quanto hanno il diritto di giocare in un’area sicura e priva di rischi.

  4. Da quando è iniziato il lockdown mio figlio con la bella stagione mi chiedeva ogni giorno di portarlo al parco per divertirsi insieme ai suoi coetanei e saltare nel box, andare sull’altalena, andare sullo scivolo e sui seggiolini girevoli… Mi si stringeva il cuore nel vedere nei suoi occhi il dispiacere tutte le volte in cui gli dicevo che non era possibile perché c’è il virus cattivo che ce lo impedisce e che ancora, nonostante potremo uscire con più libertà, dovrà indossare la mascherina ed evitare di andare al parco giochi. deve mantenere le distanze. E lui teneramente mi diceva: quindi non posso dare un abbraccio al mio cuginetto o ai miei nonnini? Ed io…eh, che gli vai a dire. Ovviamente, per la sua sicurezza e per quella degli altri, “no non possiamo dare un abbraccio a nessuno per adesso”….

  5. A parte che in questo periodo, si evita ancora di andare al parco giochi. Questo Coronavirus andrà avanti ancora per un bel po’, dovremo conviverci, ma tutto sommato, meglio evitare di condividere alcuni spazi comuni. In ogni caso, vorre sapere chi è tenuto al risarcimento dei danni subiti da un bambino per un incidente ai giardinetti pubblici?

    1. Per valutare la responsabilità nel caso di un incidente al parco giochi, da un lato è necessario valutare la possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere, con l’ordinaria diligenza, una situazione di possibile pericolo dall’utilizzo del bene, dall’altro lato bisogna tenere presente che a ciò si accompagna in ogni caso il dovere di cautela da parte del soggetto che entra in contatto con la cosa.A stabilirlo è il Tribunale di Urbino con una recente sentenza: il Comune, è responsabile per strumenti e oggetti in propria custodia. Questo tuttavia non significa che sia tenuta a risarcire i danni che potrebbero essere evitati con la precauzione. Quando si verifica un incidente al parco giochi se esso è causato da negligenza o scarsa vigilanza da parte dei genitori la responsabilità non è dell’amministrazione. I genitori hanno difatti anche l’onere di valutare i pericoli e i rischi che l’utilizzo dei giochi comporta. Il Comune dunque non è tenuto al risarcimento dei danni.
      Incidente al parco giochi: quando spetta un risarcimento?
      Gli unici casi in cui si prevede che ci possa essere una responsabilità dell’amministrazione si presentano se il bene non risulta in condizioni di manutenzione adeguate agli standard dei manufatti del genere a cui appartiene, o che lo stesso non presenti al momento del sinistro difetti in grado di determinare pericoli anche in presenza di un utilizzo assolutamente corretto. Questi casi specifici difatti escludono la responsabilità del custode. Si può dire in generale che se l’incidente è dipeso da un vizio di costruzione delle giostrine, dello scivolo, dell’altalena, allora il risarcimento dei danni spetterà al Comune. Se invece il bimbo non si è fatto male a causa delle strutture difettose o costruite male, ma a causa di una scarsa attenzione data dai genitori al suo operato, allora la responsabilità dell’amministrazione è esclusa.

  6. Il parco è lo spazio verde in cui i bambini possono correre, giocare e stare all’aria aperta ma, per godere appieno dei momenti sereni, è importante che sia anche un luogo sicuro e ben pulito. In generale, non mi riferisco a questo periodo di pandemia, visto che circolano un sacco di insetti, i parchi devono essere disinfestati? Pure per noi genitori, insomma…non mi può accedere a certi luoghi dove regna la disorganizzazione e la mancata cura.

    1. Gli spazi verdi costituiscono il naturale rifugio per insetti e altri animali che vi si insediano moltiplicandosi. Le acque stagnanti, come ad esempio i laghetti o le fontane, costituiscono il luogo di formazione primario delle zanzare, mentre tra i cespugli e in mezzo all’erba tendono a nidificare i topi e i serpenti che si nutrono con residui di cibo trovati qua e là o con i rifiuti. Queste specie animali rappresentano una forte pericolosità per l’uomo ed in particolare per il bambino che, in seguito ad eventuale puntura o contatto, potrebbe subire danni irreparabili alla salute. Pertanto i parchi devono essere sottoposti a disinfestazione, soprattutto precedentemente ai mesi primaverili ed estivi in cui il pericolo di insediamento è maggiore.

    2. Il parco è costituito da alberi, cespugli, fiori ed alberi, pertanto necessita di periodiche attività di giardinaggio volte a curare e a valorizzare le piante. I prati e i cespugli devono essere tosati e gli alberi potati per eliminare eventuali rami secchi e pericolanti. I bambini hanno diritto di correre e giocare in libertà sull’erba rasata, senza trovare insidie, ecco perché è fondamentale la manutenzione del verde.Nonostante il parco sia una zona posta all’area aperta, è fondamentale rispettare al suo interno il divieto di fumo in prossimità dei bambini. Spesso, molti genitori che accompagnano i propri figli nelle aree verdi usano osservarli da lontano accendendosi una sigaretta, pensando erroneamente di non costituire alcun pericolo per la salute altrui in quanto il fumo viene disperso, ma questo non è vero perché se i più piccoli si trovano nei pressi lo respirano a pieni polmoni con danni incalcolabili. I proprietari di cani hanno l’abitudine di portare i loro animali domestici a passeggio nel parco, è essenziale tenerli al guinzaglio e liberarli solo ed esclusivamente nelle apposite aree recintate per evitarne la fuga. Casi di cronaca hanno evidenziato come alcuni cani, attratti dal pallone o da altri giochi dei bambini, li abbiano poi aggrediti, dunque, è bene che i padroni siano sempre vigili, soprattutto in prossimità di minori.

  7. se un bambino di 6 anni cade dall’arrampicata del parco giochi del Comune, sprovvisto di tappeto morbido protettivo, anzi cade su un suolo di terra secca e rigida, e si frattura un piede, è responsabile il Comune? Qual’è la normativa da invocare?

    1. Per maggiori informazioni sull’argomento, leggi i seguenti articoli:
      -Buca ai piedi dello scivolo: Comune non responsabile per il danno al bambino https://www.laleggepertutti.it/51337_buca-ai-piedi-dello-scivolo-comune-non-responsabile-per-il-danno-al-bambino
      -Caduta dal dondolo nel parco giochi comunale: chi risarcisce? https://www.laleggepertutti.it/150517_caduta-dal-dondolo-nel-parco-giochi-comunale-chi-risarcisce
      -Caduta ai giardini pubblici: il Comune non è responsabile https://www.laleggepertutti.it/162827_caduta-ai-giardini-pubblici-il-comune-non-e-responsabile
      -Incidente al parco giochi: è responsabile l’amministrazione? https://www.laleggepertutti.it/24589_incidente-al-parco-giochi-e-responsabile-lamministrazione
      -I diritti dei bambini al parco https://www.laleggepertutti.it/178464_i-diritti-dei-bambini-al-parco
      -Che requisiti deve avere un parco a misura di bambino? https://www.laleggepertutti.it/192316_che-requisiti-deve-avere-un-parco-a-misura-di-bambino

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube