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Assicurazione contro il furto: ultime sentenze

14 Giugno 2021
Assicurazione contro il furto: ultime sentenze

Onere probatorio incombente sull’assicurato; limitazione della responsabilità dell’assicuratore; attivazione dei sistemi di allarme.

Assicurazione contro il furto e comportamento doloso dell’assicurato

Nel contratto di assicurazione contro i danni il diritto dell’assicurato all’indennizzo è collegato al verificarsi del danno in dipendenza di un rischio assicurato, nell’ambito spaziale e temporale in cui la garanzia opera, così che è onere dell’assicurato dimostrare che si è realizzato proprio quel rischio coperto dalla garanzia assicurativa; viceversa, è compito dell’assicuratore provare la causa impeditiva o estintiva del diritto all’indennizzo, tra le quali rientra anche il comportamento doloso dell’assicurato.

In tale ultima ipotesi, per ritenere provato che l’assicurato abbia consapevolmente denunciato come avvenuto un fatto in realtà non verificatosi (furto), occorre che gli elementi presuntivi dedotti in giudizio possiedano quei requisiti di gravità, univocità e concordanza che l’art. 2729 c.c. richiede sussistenti in misura tale da poter assurgere nel loro insieme a valore di prova circa la falsità ideologica della denuncia presentata dall’assicurato all’autorità giudiziaria o ad altra che ha l’obbligo di riferire a questa.

Tribunale Torino sez. IV, 22/02/2021, n.834

Onere probatorio incombente sull’assicurato

In tema di polizza per furto d’auto, l’assicurato ha l’onere di provare l’avvenuto furto al fine di ottenere l’indennizzo dovuto dall’assicurazione. In difetto di elementi di prova certi, precisi e concordanti circa la sottrazione dell’autovettura ad opera di ignoti, appare legittimo il diniego di indennizzo opposto dalla compagnia assicurativa. Ne discende che sull’assicurato incombe non soltanto la prova del titolo negoziale posto a fondamento della propria pretesa, ma anche la dimostrazione dell’effettivo verificarsi dell’evento dedotto a rischio. Con l’ulteriore precisazione che non è sufficiente a dimostrare l’asserita sottrazione la sola denuncia presentata all’autorità di polizia, che consiste in una dichiarazione della stessa parte interessata alla riscossione dell’indennizzo.

Tribunale Biella, 04/12/2020, n.224

Assicurazione contro il furto

In tema di assicurazione contro il furto, deve ritenersi che clausole che subordinano la garanzia assicurativa all’adozione di speciali dispositivi di sicurezza, non introducono limiti alla responsabilità dell’assicuratore, ma individuano e circoscrivono il rischio, cioè l’oggetto del contratto (rischio assicurato).

In altri termini, poiché nell’assicurazione contro i danni il fatto costitutivo del diritto dell’assicurato all’indennizzo consiste in un danno verificatosi in dipendenza di un rischio assicurato e nell’ambito spaziale e temporale in cui la garanzia opera, ai sensi dell’art. 2697 c.c. spetta al danneggiato dimostrare che si è verificato un evento coperto dalla garanzia assicurativa e che esso ha causato il danno di cui reclama il ristoro o chiede la copertura ai fini della responsabilità civile.

Tribunale Crotone, 18/02/2020, n.199

Comportamento colposo dell’assicurato

Va ritenuta la colpa grave dell’assicurato, ex art. 1900 c.c., qualora in caso di furto l’assicurato non chiami immediatamente le forze dell’ordine e non proceda anche ad una perlustrazione all’interno dei locali ove la merce rubata era custodita onde verificare che tutto fosse in ordine (nel caso di specie il tribunale ha ritenuto che a fronte dell’attivazione dei sistemi di allarme, sarebbe stato doveroso per l’assicurato entrare e verificare che non fossero presenti malfattori o, quanto meno, chiamare le forze dell’ordine ed assicurarsi che tale verifica fosse fatta e, attesa l’immediatezza dell’intervento dell’assicurato rispetto al momento in cui scattò l’allarme – e quindi rispetto all’arrivo dei ladri -, il tribunale ha ritenuto probabile che tale condotta avrebbe evitato il danno).

Tribunale Pisa, 20/01/2020, n.65

Veicolo assicurato per furto

L’attore, che ha sottoscritto contratto di assicurazione per il furto per l’autoveicolo, ha diritto all’ottenimento dell’indennizzo calcolato come da contratto, qualora provi l’avvenuto furto dell’autoveicolo assicurato.

Tribunale Monza sez. I, 04/05/2016, n.1217

Le clausole di un contratto di assicurazione contro il furto

Le clausole di un contratto di assicurazione contro il furto subordinanti la garanzia assicurativa all’adozione di speciali dispositivi di sicurezza o all’osservanza di oneri diversi (e, in particolare, come nel caso che qui occupa, quelli che “il mezzo fosse sorvegliato ininterrottamente o posto in aree custodite in occasione di fermate e soste”), non hanno natura vessatorietà. Ne consegue che non è necessaria la loro specifica approvazione preventiva per iscritto ex art. 1341 c.c.

Cassazione civile sez. III, 28/08/2019, n.21758

Colpa grave nella condotta dell’assicurato

In tema di assicurazione contro il furto, è da considerarsi gravemente colposa la condotta dell’assicurato ogni volta che essa assuma una rilevanza causale decisiva in ordine al verificarsi del rischio garantito. Nella specie, ricorre la colpa grave dell’attore danneggiato che ha lasciato una copia delle chiavi nell’abitacolo del veicolo.

Ciò costituisce sicuramente una condotta da ritenersi causa sufficiente a determinare l’evento, o comunque tale da averlo agevolato, il che giustifica l’applicazione del principio contenuto nella citata disposizione. Tanto è sufficiente ad escludere l’operatività della polizza per cui la domanda di parte attrice, per le ragioni esposte, deve essere respinta.

Tribunale Bari, 03/02/2017, n.632

Clausola di perizia contrattuale per la valutazione dei danni

Nella polizza assicurativa contro il furto di autoveicolo, non è sussumibile nell’art. 1469-bis c.c. (applicabile ratione temporis), né determina un significativo squilibrio, in danno dell’assicurato, tra i diritti e gli obblighi derivanti dal contratto e, pertanto, non è abusiva la clausola che preveda – solo in mancanza di accordo sul quantum – una perizia contrattuale per la liquidazione del danno, con addebito all’assicurato dei costi per l’attività compiuta in sede stragiudiziale dai propri difensori.

Corte appello Napoli sez. IV, 12/05/2015, n.2139

Determinazione del rischio 

Laddove, in sede di stipula del contratto, l’assicurato abbia omesso di dichiarare che i negozi che andava ad assicurare contro il furto erano stati in precedenza oggetto di simili sinistri, perde di rilevanza, ai fini dell’applicazione dell’art. 1892 c.c., che l’assicuratore non gli abbia sottoposto il questionario, attesa l’evidente rilevanza della circostanza taciuta ai fini della determinazione del rischio assicurato.

Corte appello Milano sez. IV, 30/06/2014, n.2514

Contratto di assicurazione contro il furto: adozione di speciali dispositivi di sicurezza

Le clausole di un contratto di assicurazione contro il furto, che subordinano la garanzia assicurativa all’adozione di speciali dispositivi di sicurezza o all’osservanza di oneri diversi, non realizzano una limitazione della responsabilità dell’assicuratore, ma definiscono il contenuto ed i limiti della garanzia assicurativa, specificando il rischio garantito. Ne consegue che non è necessaria la loro specifica approvazione preventiva per iscritto ex art. 1341 cod. civ.

Cassazione civile sez. III, 28/10/2014, n.22806

Valore commerciale del bene rubato

L’articolo 1908 c.c., rubricato “valore della cosa assicurata”, prevede che, nell’accertare il danno, non si può attribuire alle cose perite o danneggiate, o rubate in caso di assicurazione contro il furto, un valore superiore a quello che avevano al tempo del sinistro. Il fatto che, il comma 2 della predetta norma, preveda che il valore possa essere stabilito al momento della conclusione del contratto con stima accettata dalle parti, non vuol dire che si possa derogare alla norma imperativa innanzi descritta di cui all’art. 1908, comma 1, c.c., ma vuol dire solo che l’accertamento non del danno, ma del valore del bene assicurato nel momento della stipula della polizza, può esser fatto d’accordo dalle parti, fermo restando che, quando si tratterà di accertare non astrattamente il valore, ma il danno, ovvero la somma occorrente per risarcirlo, si dovrà di nuovo verificare, nell’ipotesi di perdita totale come nel caso del furto, quel valore medesimo così come attribuibile al momento della perdita.

Tale verifica, funzionale al rispetto della norma imperativa in discorso, sarà necessaria tutte le volte che si tratti di un bene che, col passare del tempo o con l’uso, sia soggetto a deprezzamento. Ne deriva che la condotta contrattuale che la norma imperativa impone, affinché si eviti di porre in essere clausole nulle, è quella, in presenza di una res assicurata che col tempo e con l’uso si deprezzi, di rideterminare periodicamente il valore assicurato e di rideterminare proporzionalmente il premio stesso. Se ciò non avviene, la sanzione di tipo sostitutivo, potrà essere la rideterminazione ex post, giammai la sopravvalutazione del bene.

In base ai principi esposti, nel caso di specie, poiché l’attore ha chiesto la condanna della convenuta compagnia al pagamento di una data somma, quale indennizzo corrispondente al valore commerciale del bene rubato al momento del furto, senza tuttavia tener conto dell’effettivo valore del mezzo stesso a seguito del grave incidente subito, si è ritenuto necessario valutare l’effettivo valore commerciale del bene, cui commisurare nel concreto l’indennizzo dovuto.

Tribunale Roma sez. XIII, 12/09/2013, n.18110

Limitazione della responsabilità dell’assicuratore

Le clausole di un contratto di assicurazione contro il furto, subordinanti la garanzia assicurativa all’adozione di speciali dispositivi di sicurezza o all’osservanza di oneri diversi, non introducono limiti alla responsabilità dell’assicuratore, ma individuano e circoscrivono il rischio, cioè l’oggetto del contratto, e, pertanto, sono valide ed efficaci anche in mancanza di una specifica approvazione per iscritto, non appartenendo alla tipologia delle clausole elencate dall’art. 1341, comma 2, c.c.

Tribunale Lecce, 10/10/2011



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