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Risarcimento incidente stradale: a chi spettano i soldi?

10 Luglio 2020 | Autore:
Risarcimento incidente stradale: a chi spettano i soldi?

Danni da sinistro stradale: quali categorie di persone hanno diritto all’indennizzo? I parenti delle vittime possono chiedere il risarcimento?

Purtroppo i sinistri stradali sono all’ordine del giorno; ciò è dovuto alla grande diffusione che hanno le autovetture, le quali sono utilizzate praticamente ogni giorno per sbrigare le faccende più comuni. Nel caso di sinistro stradale, alla persona danneggiata spetta ovviamente il risarcimento dei danni, da calcolarsi in base al pregiudizio effettivamente patito, sia esso fisico (cioè, alla propria persona) o solamente materiale (alla propria vettura). Con questo articolo vorrei spiegarti in modo dettagliato a chi spettano i soldi nel caso di risarcimento da incidente stradale.

Devi sapere che il diritto al risarcimento potrebbe spettare anche a persone differenti dal proprietario dell’auto; metti il caso che alla guida del veicolo ci sia una persona diversa dal titolare, oppure che all’interno dello stesso vi sia un terzo trasportato, cioè un passeggero. Ecco perché, quando si verifica un sinistro stradale, le persone coinvolte potrebbero essere molteplici, con conseguente diritto al risarcimento dei danni spettante a ciascuna di esse. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme a chi spetta il risarcimento nel caso di incidente stradale.

Risarcimento danni: come funziona?

Secondo la legge italiana, chiunque provoca un danno a un’altra persona è tenuto a pagare il risarcimento, anche se il danno non era voluto, cioè non era intenzionale [1].

Questa regola vale, ovviamente, anche per i sinistri stradali: chi è causa di un incidente è tenuto a risarcire il danno procurato a tutti gli altri.

Le cose sembrano andare differentemente per i sinistri stradali solamente per via della presenza dell’assicurazione obbligatoria, la quale copre i danni causati dall’automobilista assicurato. In realtà, però, il principio applicato è sempre il medesimo: chi rompe, paga.

Assicurazione rc auto: cos’è?

È noto a tutti gli automobilisti italiani l’obbligo di assicurare il proprio veicolo che circoli su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate: si tratta della cosiddetta Rc auto, cioè dell’assicurazione della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli.

Questa copertura assicurativa è un obbligo: chiunque trasgredisca è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 849 a euro 3.396, oltre al sequestro del veicolo. L’automobilista assicurato responsabile di un sinistro, quindi, non dovrà pagare il risarcimento del danno, poiché provvederà l’impresa di assicurazione.

La legge [2] impone a tutti i guidatori di assicurarsi per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore senza guida di rotaie e dei natanti. Si tratta di una particolare specie di assicurazione contro i danni, definita assicurazione della responsabilità civile [3].

La sua funzione non è quella di risarcire il danno patito dall’assicurato, bensì quello di pagare in sostituzione del danneggiante (nei limiti di un massimale).

Mentre la normale assicurazione contro i danni tutela l’assicurato-vittima del sinistro, l’assicurazione della responsabilità civile tutela l’assicurato-autore del sinistro. È proprio quello che accade nell’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per la circolazione dei veicoli: il danneggiante non paga direttamente il danneggiato, sostituito in ciò dalla propria assicurazione (in determinati casi, il danneggiato potrà avvalersi dell’indennizzo diretto, ottenendo il risarcimento direttamente dalla propria assicurazione la quale, poi, si rivarrà su quella del danneggiante [4]).

È chiaro che l’assicurazione ha un costo: l’autore del sinistro vedrà senza dubbio aumentato il premio assicurativo da versare annualmente.

Sinistro stradale: chi deve essere pagato?

A chi spettano i soldi nel caso di risarcimento da incidente stradale? Ovviamente, al proprietario della vettura coinvolta nel sinistro e uscita danneggiata dal medesimo. Ma non solo; spesso alla guida del veicolo v’è una persona diversa dal titolare dell’automobile: pensa al figlio che guida l’auto del padre, oppure al marito che è al volante dell’auto della moglie.

Esistono poi ancora altre categorie di persone che potrebbero avere il diritto al risarcimento: si tratta di coloro trasportate all’interno della vettura e rimaste danneggiate dall’incidente.

Infine, secondo la giurisprudenza oramai costante, hanno diritto al risarcimento perfino i parenti delle persone vittime dei sinistri stradali.

Insomma, le categorie di soggetti a cui spettano soldi a seguito di un incidente stradale possono essere davvero tante. Approfondiamo questo argomento.

Proprietario auto: quando gli spettano i soldi?

La prima persona a cui spetta il risarcimento per il sinistro stradale è senza dubbio il proprietario della vettura coinvolta nell’incidente.

A questi spetta:

  • l’indennizzo per i danni materiali subiti dal veicolo;
  • l’eventuale indennizzo per i danni alla propria salute, se il proprietario era all’interno della vettura al momento del sinistro e ha patito una lesione.

Anche nel caso in cui al momento dell’incidente si trovasse un’altra persona alla guida, solo il proprietario è legittimato a chiedere il risarcimento per i danni al proprio veicolo. Ovviamente, il diritto al risarcimento dei danni materiali spetta solamente se non si è stata causa dell’incidente: la vettura che ha provocato il sinistro dovrà essere riparata a sue spese dal proprietario.

Conducente veicolo: quando ha diritto al risarcimento?

Il conducente del veicolo ha diritto al risarcimento dei danni derivanti dal sinistro stradale se:

  • non è stato causa dell’incidente;
  • ha riportato lesioni personali, cioè un pregiudizio psicofisico accertabile dai medici.

Peraltro, il conducente di un’automobile ha diritto al risarcimento dei danni anche se è stato causa del sinistro, ma solo se la polizza assicurativa del veicolo copra i danni riportati dal conducente: in questo caso, è la propria assicurazione a pagare i danni subito dal conducente, a prescindere dal fatto che sia responsabile o meno dell’incidente. Approfondiamo questo specifico aspetto.

Assicurazione infortuni conducente: cos’è?

L’assicurazione infortuni conducente è una garanzia accessoria che permette di ricevere un risarcimento economico nel caso di danni fisici subiti dal guidatore.

La garanzia obbligatoria Rc Auto, infatti, prevede un risarcimento soltanto per i veicoli, le persone, le cose e i terzi trasportati sul proprio veicolo coinvolti nell’incidente. Questa garanzia è stata creata apposta per tutelare l’unica persona fisica esclusa nel caso di incidente con colpa. 

Nel caso di incidente senza colpa invece, gli eventuali danni fisici subiti dal guidatore sono coperti dall’assicurazione della controparte.

Dunque, l’assicurazione infortuni conducente copre l’unica persona a bordo del veicolo che, in caso di incidente non è coperta da eventuali danni fisici, cioè l’autista. Questo tipo di estensione permette al guidatore di ottenere un risarcimento in caso di sinistro causato mentre si trova alla guida. Sia in caso di coinvolgimento di altri veicoli o che l’unico mezzo coinvolto sia quello guidato dall’infortunato.

Ci sono casi in cui la compagnia assicurativa può rifiutarsi di risarcire i danni presentati. Ciò può avvenire se il conducente:

  • non aveva l’abilitazione alla guida;
  • guidava in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti;
  • non indossava la cintura di sicurezza:
  • ha provocato l’incidente con il chiaro scopo di farsi risarcire.

Passeggeri: hanno diritto al risarcimento?

I passeggeri del veicolo coinvolto in un sinistro stradale hanno sempre diritto al risarcimento dei danni, a prescindere dal fatto che l’assicurazione copra i danni al conducente.

In altre parole, i terzi trasportati, se coinvolti in un sinistro dal quale hanno patito conseguenze (lesioni personali), hanno diritto di chiedere all’assicurazione del responsabile il risarcimento dei danni.

Anzi, possiamo dire che i passeggeri si trovano in una posizione di vantaggio rispetto alle altre persone, in quanto possono pretendere che vengano loro versati i soldi dell’indennizzo a prescindere dall’accertamento della responsabilità per il sinistro.

Dunque, sia che la colpa sia del conducente dell’auto su cui erano a bordo, sia che possa essere attribuita al conducente dell’altra vettura, i passeggeri hanno sempre diritto al risarcimento dei danni patiti. Ovviamente, a loro spetta solamente il danno alla salute, purché debitamente accertato.

Familiari vittime sinistri stradali: hanno diritto ai soldi?

Potrà sembrare strano ma il diritto al risarcimento può spettare anche alle persone non direttamente coinvolte nel sinistro stradale: mi riferisco ai familiari delle vittime degli incidenti e delle persone che, pur non essendo decedute, hanno patito un danno biologico importante.

A questa categoria di persone spetta solamente il danno non patrimoniale, cioè quello consistente nella sofferenza morale patita a seguito dello stravolgimento della vita familiare causato dal sinistro stradale.

Il risarcimento dei danni spetterà in particolar modo ai familiari più stretti (figli, genitori, ecc.) e al coniuge della persona che è stata coinvolta in un incidente e dal quale gli è derivato un grave danno.

Ma non solo: anche i conviventi hanno diritto al risarcimento del danno, quando la convivenza sia duratura e comprovata. Perfino, le persone non conviventi, purché legate da un reale vincolo affettivo, possono chiedere il risarcimento.

Secondo la Corte di Cassazione [5], il risarcimento per la morte a seguito di sinistro stradale spetta ai familiari non conviventi e anche delle persone legate da un forte vincolo affettivo (ad esempio, il fidanzato) se c’è un ampio e profondo legame tale da provocare un forte turbamento nel superstite che chiede il risarcimento.

Come chiedere il risarcimento danni da sinistro stradale?

Se vuoi sapere come chiedere il risarcimento dei danni derivanti da sinistro stradale, ti rinvio alla lettura dell’articolo Incidente stradale: chi può essere risarcito?


note

[1] Art. 2043 cod. civ.

[2]  L. n. 990/1969 del 24.12.1969 (ora art. 122 del d. lgs n. 209/2005 del 07.09.2005, Codice delle assicurazioni private).

[3] Art. 1917 cod. civ.

[4] Art. 149 D. lgs. 209/2005.

[5] Cass., ord. n. 7743 dell’8.04.2020.

Autore immagine: Canva.com


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