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Assicurazione contro infortuni: ultime sentenze

7 Maggio 2021
Assicurazione contro infortuni: ultime sentenze

Stipulazione di un’assicurazione contro infortuni e malattie contratte in servizio e per causa di servizio in favore dei propri dipendenti; sistema tariffario per la determinazione dei premi Inail; caratteristiche tecniche delle lavorazioni.

Menomazioni causate da infortunio o malattia professionale

Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, comma 6, secondo periodo, d.lg. 23 febbraio 2000, n. 38 (Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144), nella parte in cui non prevede che, per le patologie aggravate da menomazioni preesistenti concorrenti, trovi applicazione la medesima disciplina contemplata dal primo periodo in aggiunta alla persistente erogazione della rendita di cui al terzo periodo del medesimo comma 6.

L’art. 13, comma 6, secondo periodo, d.lg. n. 38 del 2000 è costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che il grado di menomazione dell’integrità psicofisica causato da infortunio sul lavoro o malattia professionale, quando risulti aggravato da menomazioni preesistenti concorrenti, deve essere rapportato non all’integrità psicofisica completa, ma a quella ridotta per effetto delle preesistenti menomazioni, secondo quanto dispone il primo periodo del comma 6 dell’art. 13 d.lg. n. 38 del 2000.

In tal caso – come sempre avviene in applicazione del primo periodo – il medico -legale andrà a scorporare dagli effetti combinati delle due patologie valutati in danno biologico, quelli riconducibili alla preesistenza, che non vengono in quanto tali stimati, ma servono solo ad abbattere il valore dell’integrità psicofisica su cui si riverbera la patologia concorrente, che vede, dunque, appesantiti i propri effetti pregiudizievoli e la relativa stima.

Corte Costituzionale, 13/04/2021, n.63

Il danno biologico nell’indennizzo Inail

In tema di danno biologico, l’erogazione effettuata dall’INAIL ai sensi delle disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è strutturata in termini di mero indennizzo che, a differenza del risarcimento civile, è svincolato dalla sussistenza di un illecito contrattuale od aquiliano e, di conseguenza, può essere disposto anche a prescindere dall’elemento soggettivo di chi ha realizzato la condotta dannosa e da una sua responsabilità. Per contro nella responsabilità civile, essendo il danno risarcibile sempre conseguenza di un fatto illecito, vi è la necessità preliminare di accertare la ricorrenza del fatto illecito rispetto all’individuazione delle conseguenze pregiudizievoli da esso eventualmente scaturenti.

Cassazione civile sez. III, 04/11/2020, n.24474

Indennizzo Inail: copre l’intero danno biologico?

In materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’indennizzo INAIL non copre l’intero danno biologico – diversamente dal risarcimento, che presuppone la commissione di un illecito contrattuale od aquiliano – e, quindi, non può essere liquidato, ai fini di tale assicurazione, con gli stessi criteri valevoli in ambito civilistico, in considerazione della sua natura assistenziale e nonostante la menomazione dell’integrità psico-fisica, alla quale fa riferimento l’art. 13 del d.lgs. n. 38 del 2000, sia la medesima, dovendo siffatta menomazione, per assumere rilievo in ambito previdenziale, essere valutabile secondo le tabelle di cui al d.m. 12 luglio 2000 del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.

Pertanto, va escluso a carico dell’INAIL l’indennizzo per il danno da “perdita del diritto alla vita”, atteso che, venendo in questione un bene, quale la vita, diverso dalla salute, non ricorre la nozione di danno biologico recepita dal citato art. 13. Tuttavia per il ristoro del danno biologico cd. differenziale, vale a dire di quella parte del danno biologico non coperta dall’assicurazione obbligatoria, si può proporre azione risarcitoria autonoma e distinta nei confronti del datore di lavoro, ove ne ricorrano le condizioni di legge.

Cassazione civile sez. III, 04/11/2020, n.24474

Assicurazione contro gli infortuni: invalidità permanente

In tema di assicurazione contro gli infortuni, dal quale derivino postumi di invalidità di carattere permanente, il termine di prescrizione del diritto all’indennizzo decorre ex art. 2952, comma 2, c.c. dal verificarsi dell’evento lesivo previsto dalla polizza e, dunque, dal momento in cui emerga lo stato di invalidità permanente coperto dalla stessa, sicché l’assicuratore che intenda opporre la prescrizione del diritto fatto valere dall’assicurato ha l’onere di provare non già la data di verificazione del sinistro, ma quella nella quale si è manifestato lo stato di invalidità conseguente allo stesso.

Cassazione civile sez. VI, 15/05/2020, n.8973

Obblighi dei prestatori e dei datori di lavoro

La violazione dell’art. 4, lett.c) del d.P.R. n. 547 del 1955 (che obbliga i datori di lavoro a “disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le norme di sicurezza ed usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione”) non può essere desunta dalla mera verificazione dell’evento infortunistico, ma postula la prioritaria dimostrazione della relativa condotta omissiva.

L’assolvimento degli obblighi imposti da tale norma non si traduce in una sorveglianza ininterrotta con costante presenza fisica, potendo efficacemente attuarsi anche attraverso una vigilanza generica, ma continua ed efficace, calibrata sulle caratteristiche dell’impresa e del tipo di lavorazioni, oltre che sul numero dei lavoratori ed sul grado di rischio, idonea a garantire che i dipendenti seguano le disposizioni di sicurezza e utilizzino gli strumenti di protezione.

(Nella specie, la S.C. ha escluso la responsabilità del datore per l’infortunio occorso al dipendente che, reso edotto e munito dei dispositivi di protezione, ometteva di agganciare la cintura di sicurezza, pur indossata, al cestello per le lavorazioni, eludendo la sorveglianza del preposto al controllo che lavorava a terra).

Corte di Cassazione, Sezione L, Civile, Ordinanza,11/02/2020, n. 3282

Assicurazione presso l’Inail

I rapporti di collaborazione degli studenti universitari con le Università statali, di cui all’art. 13 della l. n. 390 del 1991, sono soggetti all’assicurazione presso l’INAIL ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 38 del 2000 che ha stabilito l’obbligatorietà dell’assicurazione per tutti i rapporti di parasubordinazione, dovendosi ritenere detta disposizione prevalente, in base al principio generale di cui all’art. 15 preleggi, sulla preesistente previsione di cui all’art. 13 citato che fissava l’obbligo di stipulare polizze private.

Corte di Cassazione, Sezione L, Civile, Sentenza, 29/01/2020, n. 2013

L’onere dell’assicuratore

In tema di assicurazione contro gli infortuni, l’onere, imposto dall’art. 1892 c.c. all’assicuratore, di manifestare, allo scopo di evitare la decadenza, la propria volontà di esercitare l’azione di annullamento del contratto, per le dichiarazioni inesatte o reticenti dell’assicurato, entro tre mesi dal giorno in cui ha conosciuto la causa di tale annullamento, non sussiste quando il sinistro si verifichi anteriormente al decorso del termine suddetto e, ancora più, ove avvenga prima che l’assicuratore sia venuto a sapere dell’inesattezza o reticenza della dichiarazione, essendo sufficiente, in questi casi, per sottrarsi al pagamento dell’indennizzo, che l’assicuratore stesso invochi, anche mediante eccezione, la violazione dolosa o colposa dell’obbligo, esistente a carico dell’assicurato, di rendere dichiarazioni complete e veritiere sulle circostanze relative alla rappresentazione del rischio.

Corte di Cassazione, Sezione 3, Civile, Ordinanza, 21/01/2020, n. 1166

Occasione di lavoro e rischio

In materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, il rischio elettivo, che delimita l’ambito della tutela assicurativa, è riferito al comportamento del lavoratore e si connota per il simultaneo concorso dei seguenti elementi: a) presenza di un atto volontario ed arbitrario, ossia illogico ed estraneo alle finalità produttive; b) direzione di tale atto alla soddisfazione di impulsi meramente personali; c) mancanza di nesso di derivazione con lo svolgimento dell’attività lavorativa.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto indennizzabile l’infortunio occorso ad un lavoratore che, anziché seguire il percorso usuale per ispezionare le valvole di alcune vasche, si era introdotto all’interno di un cantiere non appartenente alla società datrice, dal quale le valvole potevano comunque essere viste e, mentre le stava esaminando, era caduto in una cisterna).

Corte di Cassazione, Sezione L, Civile, Ordinanza, 19/03/2019, n. 7649

L’indennizzabilità dell’infortunio occorso al lavoratore dipendente

In materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l’indennizzabilità del singolo infortunio occorso al lavoratore dipendente assicurato sul piano soggettivo, in forza dell’attività lavorativa svolta secondo il contratto di lavoro, soggiace alla verifica dell’esistenza del solo presupposto dell’occasione di lavoro, mentre non è condizionata alla verifica aggiuntiva della particolare natura dell’attività svolta in quel momento, rientrando nella protezione assicurativa qualsiasi attività riconducibile funzionalmente a quella di lavoro.

Corte di Cassazione, Sezione 6 L, Civile, Ordinanza, 26/11/2019, n. 30874

Assicurazione contro infortuni e malattie professionali 

Nell’ambito della complessiva disciplina dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’art. 40 del D.P.R. n. 1124/1965 dispone che le tariffe dei premi e dei contributi per l’assicurazione e relative modalità di applicazione sono approvate con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale su delibera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e che esse devono essere definite in maniera conforme rispetto “al rischio medio nazionale delle singole lavorazioni assicurate, in modo da comprendere l’onere finanziario di cui al secondo comma dell’art. 39.

In attuazione di tale disposto, si sono succeduti numerosi D.M. che hanno delineato ed aggiornato il sistema tabellare di tariffe, funzionale al riparto degli oneri assicurativi, basato sulla classificazione delle varie attività produttive in ragione di una valutazione effettuata ex ante ed ancorata ad una pluralità di fattori, fra cui il rischio medio e il tasso di infortuni nei vari settori. Come regola generale, vige il principio di applicazione diretta della tariffa prevista dalla fonte classificatoria in relazione ad attività produttive tipiche, intendendo come tali quelle che sono di per sè riconducibili ad una delle voci definite e tipizzate dalla norma.

Da ciò deriva l’impossibilità di applicare tale sistema tariffario in maniera svincolata rispetto alle categorie tipiche, ovvero di operare una valutazione della singola impresa caratterizzante la fattispecie concreta sulla base di parametri ulteriori.

Corte appello Firenze sez. lav., 16/11/2018, n.927

Determinazione premi dovuti all’Inail per l’assicurazione contro infortuni sul lavoro

Ai fini della classificazione delle lavorazioni per la determinazione dei premi dovuti dalle imprese all’INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’attività di allestimento e assemblaggio di componenti di un prodotto finale è assimilabile all’attività principale quando essa costituisca una fase necessaria della costruzione implicante interventi meccanici e l’utilizzo di materiali che incidono sul processo di lavorazione e sul relativo rischio, risultando in tal caso irrilevante che essa non sia svolta dallo stesso datore di lavoro dell’attività principale, requisito richiesto dall’art. 4 del d.m. 12 dicembre 2000 per la qualificazione come attività complementare e sussidiaria.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ricondotto alla voce n. 6413 del citato d.m. – cui è associato un rischio pari a 100 – l’attività svolta dalla ricorrente, di realizzazione e assemblaggio di componenti essenziali di vagoni ferroviari, quali finestrini e porte).

Cassazione civile sez. lav., 26/10/2018, n.27229

Le caratteristiche tecniche delle lavorazioni svolte

Ai fini dell’applicazione della tariffa dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, si deve tener conto delle caratteristiche tecniche delle lavorazioni svolte dall’impresa assicurante in relazione al rischio ad esse proprio, senza che rilevi il prodotto finale, ossia la caratteristica merceologica del prodotto finito, se non nei limiti in cui lo stesso influenzi il processo di lavorazione.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ricondotto alla voce di tariffa n. 6561 una lavorazione consistente nella produzione di saldatrici, escludendo che tali manufatti fossero assimilabili alle macchine operatrici, comprese nella voce di tariffa n. 6321, in quanto si trattava di dispositivi non in grado di operare autonomamente, trasformando il lavoro meccanico erogato da una macchina motrice in operazioni specifiche).

Cassazione civile sez. lav., 08/03/2017, n.5863

Tasso specifico aziendale: calcolo

Nell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il tasso specifico aziendale deve essere calcolato includendo nel computo tutti gli oneri a carico dell’I.N.A.I.L., anche quelli cosiddetti indiretti, per gli infortuni riguardanti la singola azienda, senza distinzione alcuna tra gli eventi dovuti a colpa del datore di lavoro e quelli ascrivibili a caso fortuito o forza maggiore, purché tali eventi siano ricompresi nell’ambito di tutela stabilito dal d.P.R. n. 1124 del 1965.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto sussistente l’occasione di lavoro sul presupposto che la morte del lavoratore, cagionata dalla puntura di un insetto, si era verificata in condizioni spazio-temporali caratterizzate dall’essere in quel momento il soggetto intento all’attività di lavoro e, quindi, occupato nella guida dell’automezzo che gli aveva impedito o comunque reso più difficile difendersi dall’insetto stesso).

Cassazione civile sez. lav., 03/04/2017, n.8597

Assicurazione contro infortuni stipulata dal datore di lavoro in favore dei lavoratori

Nel caso di assicurazione contro infortuni stipulata dal datore di lavoro in favore dei lavoratori, questi, nell’ipotesi d’infortunio, possono agire direttamente nei confronti dell’assicuratore per il pagamento dell’indennizzo previsto dalla polizza.

Cassazione civile sez. VI, 20/12/2017, n.30653

L’esposizione al medesimo rischio patogeno

In tema di assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali, le norme di cui agli artt. 80 e 131 del d.P.R. n. 1124 del 1965, riferendosi all’ipotesi di “nuovo” infortunio o “nuova” malattia professionale, devono essere interpretate nel senso che esse riguardano anche il caso in cui, dopo la costituzione di una rendita per una determinata malattia professionale, il protrarsi dell’esposizione al medesimo rischio patogeno determini una “nuova” inabilità, seppure della stessa natura della prima, che risulti superiore a quella già riconosciuta; l’art. 137 del d.P.R. citato, invece, si riferisce esclusivamente alla domanda, da proporsi a pena di decadenza non oltre un anno dalla scadenza del termine di quindici anni dalla costituzione della rendita, di aggravamento eventuale e conseguenziale dell’inabilità derivante dalla naturale evoluzione della originaria malattia.

Cassazione civile sez. lav., 09/08/2017, n.19784

Il tasso specifico aziendale comprende tutti gli oneri?

Nell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il tasso specifico aziendale deve essere calcolato includendo nel computo tutti gli oneri a carico dell’Inail, anche quelli cosiddetti indiretti, per gli infortuni riguardanti la singola azienda, senza distinzione alcuna tra gli eventi dovuti a colpa del datore di lavoro e quelli ascrivibili a caso fortuito o forza maggiore, purché tali eventi siano ricompresi nell’ambito di tutela stabilito dal d.P.R. n. 1124 del 1965.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto sussistente l’occasione di lavoro sul presupposto che la morte del lavoratore, cagionata dalla puntura di un insetto, si era verificata in condizioni spazio-temporali caratterizzate dall’essere in quel momento il soggetto intento all’attività di lavoro e, quindi, occupato nella guida dell’automezzo che gli aveva impedito o comunque reso più difficile difendersi dall’insetto stesso).

Cassazione civile sez. lav., 03/04/2017, n.8597

Criteri di liquidazione del danno non patrimoniale

Gli importi dei massimali delle polizze per la copertura assicurativa dei medici specialisti ambulatoriali stipulate dalle aziende sanitarie locali in adempimento degli obblighi previsti nei decreti presidenziali che recepiscono gli accordi collettivi nazionali – copertura comprensiva anche del rischio da infortunio “in itinere” per i servizi prestati in un comune diverso da quello di residenza – costituiscono anche la base per liquidare il danno da invalidità, permanente e temporanea, parziale e totale, liquidazione che deve avvenire sulla base di detti massimali in misura proporzionale alla percentuale dell’invalidità, e non in applicazione degli ordinari criteri di liquidazione del danno non patrimoniale.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata in quanto aveva utilizzato, ai fini della liquidazione del danno biologico, le c.d. tabelle milanesi).

Corte di Cassazione, Sezione 3, Civile, Sentenza, 20/04/2017, n. 9961

Assicurazione contro infortuni e malattie professionali: controversie

L’art. 152 disp. att. c.p.c. che prevede, a determinate condizioni, l’esonero dal carico delle spese giudiziali, si applica anche alle controversie in materia di assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello, di condanna in favore dell’INAIL alle spese di lite e di consulenza tecnica di ufficio, in quanto l’assicurato aveva allegato, ad un ricorso in primo grado del 2010, dichiarazione sostitutiva di certificazione riferita al reddito imponibile IRPEF dell’anno 2008, anziché del 2009).

Cassazione civile sez. VI, 03/08/2016, n.16131

Conseguimento del prezzo di un’assicurazione contro infortuni

La norma di cui all’art. 642 c.p. – che prevede il reato di fraudolenta distruzione della cosa propria e mutilazione fraudolenta della propria persona al fine di conseguire il prezzo di un’assicurazione contro infortuni – con la locuzione “infortuni” non intende riferirsi solo alle evenienze lesive della persona, ma abbraccia tutti gli eventi che producano un danno patrimoniale alle cose assicurate; ne consegue che tale reato concorre con quello di incendio, se quest’ultimo investa la cosa propria, volontariamente in tal modo distrutta, a fini di frode all’assicurazione.

Cassazione penale sez. I, 16/05/1996, n.7745

Il prezzo di un’assicurazione contro infortuni

L’ipotesi delittuosa di cui all’art. 642 c.p. si differenzia da quella di cui all’art. 640 stesso codice: sotto il profilo soggettivo per il contenuto specifico del fine dell’ingiusto profitto che la connota: ” fine di conseguire. .. il prezzo di un’assicurazione contro infortuni “; sotto il profilo oggettivo, per il contenuto, anch’esso specifico, dell’azione del soggetto attivo del reato: distruzione, dispersione, deterioramento od occultamento di cose proprie.

Cassazione penale sez. I, 03/12/1987



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