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Conto corrente del defunto: le operazioni congelate

12 Aprile 2020
Conto corrente del defunto: le operazioni congelate

Alla morte di una persona, la banca blocca tanto i prelievi quanto i versamenti? Che fine fanno eventuali bonifici ricevuti successivamente al decesso?

Si sa che, alla morte di un correntista, la banca blocca il suo conto corrente (ance se cointestato) in attesa che venga presentata la dichiarazione di successione. È proprio infatti sulla base di questo documento che la filiale liquiderà, ai singoli eredi, secondo le rispettive quote, il denaro loro spettante, evitando così azioni di responsabilità.

Se quindi non sono state ancora svolte le pratiche di successione non è possibile fare prelievi e chi ritira dei contanti al bancomat, prima ancora che l’istituto di credito possa congelare il conto, compie un atto di “accettazione tacita dell’eredità”: il che significa che, oltre a dover restituire agli altri eredi i soldi in questione, non potrà più rinunciare all’eredità e, per l’effetto, risponderà dei debiti del defunto.

Ma che succede, invece, agli eventuali accrediti – ad esempio i bonifici – che dovessero sopraggiungere dopo la morte del correntista da parte di terzi? Si pensi al caso di una persona che, titolare di un appartamento, percepisca mensilmente dall’inquilino i vari canoni di affitto. Ebbene, la banca potrebbe impedire che ciò avvenga o è tenuta a bloccate solo le operazioni in uscita? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione e di scoprire quali sono le operazioni congelate sul conto corrente alla morte del relativo titolare.

Conto corrente bloccato alla morte del proprietario: cosa succede?

Quando muore il titolare di un conto corrente la banca impedisce agli eredi di effettuare prelievi fino alla presentazione della dichiarazione di successione. Eccezionalmente è consentito, con il consenso di tutti i familiari, la possibilità di attingere una minima parte di denaro dal conto necessaria alle spese funerarie.

Una volta depositata in banca la dichiarazione di successione, gli eredi possono presentarsi singolarmente per riscuotere le rispettive quote del conto, senza che ci sia bisogno del consenso di tutti.

Nel caso di conto corrente cointestato, la banca liquiderà subito la quota del correntista cointestatario mentre, per la residua parte, attenderà la dichiarazione di successione.

Quali operazioni vengono bloccate dalla banca alla morte del correntista?

Vediamo ora di scoprire se la banca che congela, oltre alle operazioni in uscita (prelievi allo sportello o alla macchinetta ATM, Rid, pagamenti con carte di credito o bancomat, ecc.) anche le operazioni in entrata (pagamenti e bonifici) si comporta correttamente o commette un abuso.

Registriamo innanzitutto che, nella prassi, sono diversi gli istituti di credito che, alla notizia della morte del proprio cliente, congelano ogni tipo di operazione, quindi sia quelle in uscita che in entrata. Tuttavia tale comportamento appare illegittimo. Scopo infatti del congelamento del conto è quello di evitare che un erede possa prelevare più della propria quota, con conseguente responsabilità della banca. Invece, nel momento in cui sul conto pervengono bonifici, Rid e altri pagamenti questo rischio non c’è affatto; anzi, al contrario, l’incremento del denaro finisce per avvantaggiare tutti gli eredi proporzionalmente, secondo cioè le rispettive quote. 

Peraltro, proprio di recente, l’Arbitro Bancario Finanziario [1] ha precisato che, in caso di morte del correntista, la banca non può estinguere il conto corrente ma deve mantenerlo in vita: il contratto in pratica non si scioglie ma, all’originario titolare, si sostituiscono in automatico gli eredi, i quali potranno operare congiuntamente. 

Leggi sul punto Conto corrente: cosa succede in caso di morte. 

La banca può impedire accrediti e bonifici sul conto corrente del defunto?

Alla luce di quanto appena detto, appare che la banca debba comportarsi rispettando sempre i doveri di correttezza e buona fede anche nei confronti degli eredi (così, infatti, ha ricordato l’Abf nella recente decisione citata sopra [1]).

Dunque, ferma l’indisponibilità da parte degli eredi delle somme appartenenti al defunto fino alla dimostrazione della presentazione della dichiarazione di successione e della prova della qualità di erede – l’istituto di credito non potrà bloccare l’operatività del conto corrente sulle operazioni in entrata dei bonifici relativi ai pagamenti che il defunto aveva diritto a ricevere (come, ad esempio, eventuali canoni di locazione) che dovranno continuare a essere contabilizzate sul conto. 

Il conto resterà, quindi, in vita finché gli eredi non avranno manifestato espressamente l’intenzione di chiederne la chiusura.


note

[1] ABF decisione n. 24360 del 06 novembre 2019.


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