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Come nasce una banconota

13 Settembre 2020 | Autore:
Come nasce una banconota

Curiosità, procedure e disposizioni sulla creazione del denaro. Norme sulla sua circolazione in Italia e in Europa.

La maggior parte della gente, quando pensa al denaro, rivolge la propria mente soltanto al suo valore e difficilmente si interroga sulle tecniche di realizzazione e sulla sua origine. Eppure, se ci si riflette bene, ci si rende conto di come monete e banconote siano delle vere e proprie “opere d’arte”. Esse sono, cioè, il risultato finale di un lungo e laborioso percorso di produzione. Nella loro realizzazione si utilizzano, infatti, inchiostri speciali, tecnologie innovative e lastre di ultima generazione.

La nostra attenzione deve essere rivolta, per ovvie ragioni, alla moneta unica europea: come noto, la lira non ha più corso legale nel nostro Stato e, quindi, è fuori produzione. Tuttavia, il vecchio conio ha sicuramente un valore affettivo (per chi ha avuto il piacere di toccarlo con mano) ed economico per gli appassionati di numismatica.

Se non ti sei mai chiesto come nasce una banconota, in questo articolo vogliamo stuzzicare la tua curiosità: desideriamo cioè farti conoscere le procedure di formazione del denaro che in questo momento hai con te. Devi sapere, infatti, che mentre l’emissione di moneta è di competenza di tutti gli Stati membri sotto il coordinamento della Commissione europea, la circolazione dei biglietti cartacei segue strade e principi diversi.

Addentriamoci allora nella materia e vediamo come nascono le nostre banconote.

Qual è il ruolo della Banca centrale europea e delle banche nazionali?

Le banconote in euro, a differenza di quanto puoi pensare in un primo momento, non sono prodotte esclusivamente a livello centrale, ossia dalla Banca europea, ma derivano dalla collaborazione di quest’ultima con le banche centrali nazionali.

Il denaro da mettere in circolazione per coprire le esigenze finanziarie di tutti gli Stati membri è tantissimo; allo stesso modo, sono piuttosto elevati i costi di produzione. Ecco perché l’Unione Europea ha deciso di ripartire tra alcuni Paesi l’attività di realizzazione delle banconote: a ciascuno di essi vengono assegnati una quota di produzione e un elenco dei tagli da mettere in circolazione (ad esempio, dieci, venti e cinquanta euro).

La genuinità del prodotto finale è garantita da una serie di accorgimenti adottati a tutti i livelli:

  • il sistema unico di gestione della qualità garantisce la produzione di euro uniformi e omogenei;
  • sono eseguiti centinaia di test, manuali e automatici, durante l’iter di generazione dei biglietti per garantire che le banconote dello stesso taglio siano identiche tra loro indipendentemente dal Paese di provenienza;
  • sono previsti sofisticati sistemi di sicurezza.

Le previsioni delle banche centrali

Per evitare valutazioni errate che possono portare a un’eccessiva (o a una carente) quantità di cartamoneta presente sul mercato, ogni anno le banche centrali nazionali elaborano delle previsioni annuali che presentano alla BCE. Quest’ultima, sulla base delle indicazioni ricevute, predispone una stima centrale.

In ogni caso, la banca europea detiene al proprio interno:

  1. una scorta logistica che risponde alla domanda di banconote in condizione di normalità;
  2. una scorta strategica che fronteggia situazioni eccezionali e di emergenza in cui la domanda supera le previsioni iniziali.

Le banconote attualmente in circolazione fanno capo alla cosiddetta serie Europa: devi, infatti, sapere che periodicamente, al fine di contrastare la contraffazione, alcune caratteristiche dei biglietti vengono modificate.

Come funziona la produzione italiana di moneta cartacea?

In Europa, vi sono undici officine di carte valori che si occupano, tra le altre cose (pensa, ad esempio, ai francobolli), della creazione delle banconote e della loro distribuzione tra le banche centrali nazionali. Per il nostro Paese devi fare riferimento all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che opera per conto del ministero dell’Economia e delle Finanze, ossia l’ente emittente che provvede alla loro distribuzione sul territorio nazionale attraverso la Banca di Italia.

La banca centrale deve rispettare i principi e le regole fissate dal sistema europeo (meglio noto come Eurosistema) e, in particolare, è tenuta a:

  • ritirare e sostituire la moneta deteriorata;
  • produrre la quantità di banconote assegnata;
  • immettere il denaro sul mercato nazionale;
  • partecipare alle attività di studio e sperimentazione delle nuove caratteristiche di sicurezza dei biglietti;
  • contribuire all’individuazione di indirizzi comuni nel contrasto alla contraffazione.

Sul punto, occorre fare una precisazione importante: le banconote prodotte in Italia sono destinate a circolare non solo sul territorio nazionale, ma in tutta Europa e nel mondo e a integrarsi con quelle di taglio diverso realizzate all’estero. Ne consegue che la BCE ha introdotto il principio del non rimpatrio: in altri termini, ogni Bcn è tenuta a gestire tutti i biglietti presenti sul suo territorio, a prescindere dal Paese di emissione.

Come si producono le banconote?

L’iter di elaborazione della moneta cartacea è di altissima qualità e si compone di numerose fasi che impiegano un lungo lasso di tempo (si parla, addirittura, di quarantacinque giorni per la realizzazione di un lotto completo): quotidianamente, all’interno delle Bcn, vedono la nascita milioni di banconote.

Il processo produttivo prende avvio nelle cartiere, ossia nei centri autorizzati a predisporre i fogli su cui vengono stampate le banconote. Essi sono già dotati della filigrana (ossia della tipica immagine che si vede in controluce) e del filo di sicurezza che assume le sembianze di una linea scura.

A differenza di quanto immagini, le banconote non sono di carta, ma di fibra di puro cotone in quanto tale materiale assicura una maggiore resistenza nel tempo e rende più difficile la contraffazione. Se ci fai caso, proprio per tale motivo, molti commercianti riescono a distinguere un biglietto falso da uno vero attraverso il semplice tatto.

I materiali utilizzati e alcune tecniche di realizzazione delle banconote, per ragioni di sicurezza, non sono rese pubbliche e sono assoggettate a rigidi meccanismi di riservatezza. In linea di massima, però, possiamo individuare alcuni elementi di particolare interesse:

  • la produzione è interamente automatizzata, ma ogni movimento delle macchine viene seguito e controllato dai dipendenti della banca d’Italia predisposti a tali mansioni;
  • a conclusione di ogni giornata i fogli lavorati vengono accuratamente contati attraverso un’apposita strumentazione;
  • i fogli filigranati arrivati dalle cartiere vengono sottoposti alla procedura offset: le banconote vengono, cioè, stampate da entrambi i lati con un inchiostro speciale e cangiante;
  • dopo l’asciugatura, i biglietti ritornano alla stampa per la serigrafia, ossia una diversa tecnica che attribuisce il valore alla moneta, e per l’attribuzione di una placchetta olografica;
  • ultimo passaggio è quello della calcografia, ossia l’attribuzione di un’immagine in rilievo riconoscibile al tatto, e della stampa del numero di serie.

Concluso il percorso di produzione la banconota è pronta per essere messa in circolazione e per finire nelle tasche di famiglie e imprese.



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