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Contratto di finanziamento: ultime sentenze

22 Maggio 2020
Contratto di finanziamento: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: calcolo del tasso ai fini usurari; spese dell’assicurazione; ammissione allo stato passivo di un credito derivante da un contratto di finanziamento bancario; tasso di interesse o una specifica condizione economica da applicare al contratto di finanziamento; valutazione della mancanza di buona fede; diritto del cliente alla copia del contratto di finanziamento.

Onerosità del finanziamento

In tema di mutuo, l’ISC non costituisce, quindi, un tasso di interesse o una specifica condizione economica da applicare al contratto di finanziamento, ma svolge unicamente una funzione informativa finalizzata a mettere il cliente nella posizione di conoscere il costo totale effettivo del finanziamento prima di accedervi. Da ciò discende che l’erronea indicazione dell’ISC/TAEG, non comporta, di per sé, una maggiore onerosità del finanziamento, quanto piuttosto un’erronea rappresentazione del suo costo complessivo.

Tribunale Massa, 05/10/2018, n.687

Contratto di finanziamento bancario

In materia di confisca penale, ai fini della ammissione allo stato passivo di un credito derivante da un contratto di finanziamento bancario, costituisce elemento di valutazione della mancanza di buona fede del creditore l’omesso deposito in giudizio delle delibere dell’istituto di credito con cui è stato concesso il prestito. (Fattispecie relativa alla opposizione del terzo cessionario di credito derivante da un contratto di finanziamento bancario al provvedimento di diniego di ammissione allo stato passivo).

Cassazione penale sez. II, 30/01/2020, n.7879

Finanziamento bancario: spese dell’assicurazione 

Al fine di verificare se le spese dell’assicurazione vadano inserite nel costo del credito e quindi nel Tasso Effettivo Globale ai fini della verifica del superamento della soglia di usura (cfr principio di onnicomprensività art. 644 c.p.), l’unico requisito da verificare è la remuneratività, sia pure indiretta, di tale spesa per la società finanziatrice, che va accertata in concreto utilizzando il diverso canone della sua effettiva incidenza economica – diretta ed indiretta – sulle obbligazioni assunte dalle parti in relazione al contratto di finanziamento.

Tribunale Milano sez. VI, 18/02/2020, n.1533

La prescrizione dell’azione di ripetizione di indebito

Il contratto di finanziamento non ha affatto natura di contratto periodico, atteso che la prestazione che il beneficiario si impegna ad eseguire (e cioè la restituzione delle somme finanziate) è unitaria, seppur eseguibile in maniera frazionata nel tempo. Il contratto di finanziamento, pertanto, deve ritenersi fonte di un’unica e complessiva prestazione con pagamento rateizzato, sicché la prescrizione decennale del diritto al rimborso della somma oggetto di finanziamento non può che iniziare a decorrere dalla scadenza dell’ultima rata.

Tribunale Rieti, 13/01/2020, n.9

Finanziamento: l’erronea indicazione dell’ISC praticato

L’ISC non rappresenta una specifica condizione economica da applicare al contratto di finanziamento, ma una funzione informativa finalizzata a mettere il cliente nella posizione di conoscere il costo totale effettivo del finanziamento, prima di accedervi.

Dunque, la sua erronea indicazione non comporta di per sé una maggiore onerosità del finanziamento, quanto piuttosto una erronea rappresentazione del suo costo complessivo, non incidendo detto indicatore sul contenuto della prestazione a carico del cliente, ovvero sulla determinatezza o determinabilità dell’oggetto contrattuale, definita dalla pattuizione scritta si tutte le voci di costo negoziali; ne discende che non è configurabile la nullità comminata dall’art. 117, comma 8, o del comma 4 del TUB. Al massimo la sua erronea indicazione determina il sorgere di una mera obbligazione risarcitoria a titolo di responsabilità precontrattuale in termini di trasparenza contrattuale.

Tribunale Modena, 06/05/2019

Diritto del cliente alla copia del contratto di finanziamento

Il diritto alla copia del contratto di finanziamento è un diritto autonomo del cliente, specifico, nascente dall’obbligo dell’intermediario finanziario di eseguire il contratto secondo buona fede.

Tribunale Bari sez. I, 16/10/2018, n.4272

Contratto di finanziamento e contratto d’acquisto di merce

È mutuo di scopo quando i due negozi sono finalizzati al perseguimento di un fine comune. Il contratto di finanziamento è distinto e separato dal contratto d’acquisto di merce, dunque l’istituto di credito che eroga il finanziamento è totalmente estraneo alle vicende negoziali che scaturiscono dalla compravendita, fatta eccezione per il mutuo di scopo, purché si provi il comune fine perseguito dai differenti contratti.

Cassazione civile sez. II, 09/05/2018, n.11147

Consolidamento dei debiti: natura, presupposti e finalità

Il cd. “consolidamento dei debiti” è uno strumento che consente di ridurre ad unità debiti pregressi con un istituto di credito ed attraverso il quale il debitore che risulta già avere, a vario titolo, un’esposizione debitoria nei confronti della banca, ottiene da quest’ultima un nuovo prestito con il quale andare a ripianare i precedenti rapporti di debito. Presupposto necessario di tale operazione è che il debitore raggiunga un accordo in tal senso con l’istituto di credito il quale procede a dilazionare la precedente debitoria che, pertanto, sarà estinta. Il suddetto contratto di finanziamento utilizzato dalla banca per ripianare l’esposizione debitoria ha, perciò, causa lecita.

A ben osservare, la concessione di una dilazione di pagamento per un credito immediatamente esigibile in cambio di una diversa regolamentazione delle condizioni più favorevoli costituisce uno scambio economico effettivo e reale, perciò solo meritevole di tutela giuridica. Ne deriva che il finanziamento di liquidità ben può essere finalizzato a realizzare lo scopo soggettivo che le parti si sono prefissate, quale, appunto, quello di ripianare passività pregresse nei confronti della banca attraverso l’utilizzo della somma erogata dal medesimo ente creditore; dunque, non può in alcun modo predicarsi l’illiceità della causa sottesa all’operazione di consolidamento.

Tribunale Napoli sez. II, 13/09/2017, n.9183

Contratti bancari e tassi più sfavorevoli di quelli pubblicizzati

Per poter essere applicato quanto previsto dall’art. 117 TUB è necessario fornire la prova della pubblicizzazione di un tasso, o condizione, rivolta alla generalità dei consumatori tale da indurre gli stessi in errore o inganno non essendo pertanto suscettibile di applicazione in quei casi in cui il contratto di finanziamento viene a formarsi innanzi ad un notaio rogante e non mediante adesione ad offerte rivolte al pubblico.

Tribunale Torino sez. I, 14/11/2018, n.5233

Erronea indicazione dell’Isc/Taeg: conseguenze e onere probatorio

L’erronea indicazione dell’ISC/TAEG, in un contratto non disciplinato dall’art. 125 bis TUB, può unicamente comportare conseguenze risarcitorie, dovendo tuttavia in tal caso il cliente fornire la prova che, ove gli fosse stato correttamente rappresentato il costo complessivo del credito, non avrebbe stipulato il contratto di finanziamento (ad esempio, perchè lo avrebbe stipulato con altro intermediario, le cui indicazioni relativamente all’ISC/TAEG fossero state veritiere, ma apparentemente superiori).

Tribunale Siena, 05/12/2019, n.1215

Erronea indicazione dell’Isc: costituisce ipotesi di nullità del contratto?

L’ISC non costituisce un tasso di interesse o una specifica condizione economica da applicare al contratto di finanziamento, ma svolge unicamente una funzione informativa finalizzata a mettere il cliente nella posizione di conoscere il costo totale effettivo del finanziamento prima di accedervi, con la conseguenza che la sua erronea indicazione, non comportando di per sé una maggiore onerosità del finanziamento, quanto piuttosto un’erronea rappresentazione del suo costo complessivo, non rientra tra le ipotesi di nullità prevista dall’art. 117, co. 6 TUB.

Tribunale Roma sez. XVII, 13/06/2019, n.12578


1 Commento

  1. Salve se l’isc pattuito in contratto risulta più alto nel corso degli anni del mutuo in corso non incide sull’aumento della rata con tasso variabile.e tasso di ammortamento alla francese?grazie mille cordiali saluti!

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