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Cosa rischia chi non raccoglie gli escrementi del cane?

14 Aprile 2020 | Autore:
Cosa rischia chi non raccoglie gli escrementi del cane?

È obbligatorio pulire dove sporca il proprio cane? Cosa dice la legge? È obbligatorio avere con sé il kit per la raccolta delle feci? Quando si integra il reato?

Ciascuno di noi non è responsabile solo delle proprie azioni, ma a volte anche di quelle degli altri. Pensa al genitore che è tenuto a sorvegliare sul figlioletto e, nel caso di danni provocati da questi, a risarcirli al posto suo. Lo stesso ragionamento può essere fatto per le cose che abbiamo in custodia (pensa a un’automobile), nonché per gli animali. La legge è chiara nell’affermare che colui che si occupa di un animale è responsabile per i danni cagionati da quest’ultimo. Cosa c’entra tutto ciò con la raccolta dei bisogni del proprio cane? Molto, direi.

Come ti spiegherò nei prossimi paragrafi, chi non raccoglie gli escrementi del proprio cane rischia di incorrere non soltanto in una multa, ma perfino in reato. Ciò per meglio chiarirti quello che ho detto prima: ci sono ipotesi in cui si risponde anche per azioni che non sono direttamente imputabili a noi ma a qualcun altro. Se possiedi un animale da affezione e ti interessa saperne di più su questo argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa rischia chi non raccoglie i bisogni del cane.

Bisogni del cane: è obbligatorio raccoglierli?

Che tu ci creda o no, raccogliere i bisogni del proprio cane non è solo un gesto di civiltà, ma un vero e proprio obbligo di legge.

Secondo un’ordinanza del Ministero [1], è fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.

Dunque, la legge impone l’obbligo di raccogliere gli escrementi del cane solamente quando questi si trovi col padrone in un ambiente urbano, cioè in un luogo ove transitano pubblicamente persone e mezzi di trasporto.

Ma non solo: la legge non soltanto impone di raccogliere i bisogni del proprio animale, ma anche di avere sempre con sé mezzi idonei ad effettuare tale adempimento.

Da tanto deriva che la multa potrebbe scattare anche per colui che è a passeggio in città col proprio cane e che, anche se questo non ha sporcato, non ha con sé paletta e/o sacchetto.

Escrementi cane: quando non è obbligatorio raccoglierli?

Dalla lettura della norma sopra riportata si evince che non sussiste un vero e proprio obbligo di raccogliere gli escrementi del proprio cane quando ci si trova in ambito diverso da quello urbano: pensa al cane che scorrazza liberamente in aperta campagna.

Sanzioni per chi non raccoglie le fece del cane: quali sono?

Cosa rischia chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane? Ebbene, la normativa richiamata non prevede a riguardo alcuna sanzione specifica; ciò significa che dovranno essere gli enti locali a stabilire, con proprio provvedimento, a cosa va incontro chi non pulisce dove il proprio cane ha sporcato.

In linea di massima, le sanzioni amministrative per chi non raccoglie gli escrementi del proprio quadrupede arrivano fino a cento euro e si applicano anche a chi non ha con sé il kit di raccolta delle feci.

È reato non raccogliere i bisogni del cane?

Non fermarsi a raccogliere i bisogni del proprio cane può costituire perfino reato; in questo caso, la norma è contenuta all’interno del codice penale e, pertanto, vale per tutta l’Italia, a prescindere dalla normativa locale.

Secondo il codice penale [2], chiunque deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 103 euro. Ma non solo.

Se il cane dovesse sporcare su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, la pena per il padrone sarebbe la reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro.

Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro: pensa al cane che sporca all’interno di un sito archeologico.

Nei casi di recidiva, cioè di reiterazione della violazione, si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro.

Dunque, il proprietario di un cane che non raccoglie gli escrementi lasciati dal suo animale rischia davvero grosso, soprattutto se i bisogni siano stati fatti in determinati ambienti protetti.

Pipì del cane: come comportarsi?

Quanto detto sinora vale anche per la pipì del cane? Chi non si adopera in qualche modo a ripulire dove ha sporcato l’animale rischia qualche sanzione?

La legge richiamata sopra parla solamente di feci; tanto basta per far pensare che non sussista alcun obbligo di lavare dove il cane ha fatto la pipì.

Tuttavia, i Comuni sono liberi di adottare norme più severe, multando anche colui che non ha con sé una bottiglietta d’acqua con cui pulire dove il cane ha fatto la pipì.

Per quanto riguarda la possibilità che scatti perfino il reato, in teoria c’è la possibilità anche di questa ipotesi estrema, ma solamente nel caso in cui il cane abbia sporcato su un mezzo di trasporto o in un luogo pubblico di interesse storico o artistico: pensa al cane che faccia pipì su un antico manufatto.


note

[1] Ministero della salute, ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani del 6 agosto 2013.

[2] Art. 639 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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1 Commento

  1. Mi sono spesso trovato a vedere a spasso il padrone con proprio cane e fare la pipì sui pali delle fermate degli autobus, alle fioriere che delimitano le strade pedonali, agli angoli dei palazzi, sulle ruote delle auto parcheggiate lungo le strade e mi sono chiesto se lasciar fare liberamente tutto questo, ovviamente sono reali necessità di cani, sia una totale mancanza di rispetto per noi “esseri umani”

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