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Prescrizione contributi Inps: ultime sentenze

20 Maggio 2020
Prescrizione contributi Inps: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: decorrenza della prescrizione dei contributi; omesso versamento dei contributi assicurativi da parte del datore di lavoro; obbligo per il datore di lavoro di corrispondere i contributi maturati; contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.

Versamento di contributi

In tema di contributi cd. “a percentuale”, il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito ex art. 1, comma 4 della l. n. 233/1990, quand’anche l’efficacia del predetto fatto sia collegata ad un atto amministrativo di ricognizione del suo avveramento; ne consegue che il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi in questione, ai sensi dell’art. 3 della l. n. 335 del 1995, deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento e non con l’atto, eventualmente successivo – ed avente solo efficacia interruttiva della prescrizione anche a beneficio dell’Inps – con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato, ex art. 1 del d.lgs. n. 462 del 1997, un maggior reddito.

Tribunale Catania sez. lav., 06/03/2020, n.1071

Obbligo contributivo del datore di lavoro

La sentenza che ordina la reintegrazione del lavoratore illegittimamente licenziato, stante la sua immediata esecutività, attiva l’obbligo per il datore di lavoro di corrispondere i contributi maturati dalla data del licenziamento fino alla reintegra, sicchè il “dies a quo” della prescrizione di tali contributi coincide con il termine di scadenza successivo alla riattivazione dell’obbligo, senza che diano luogo a sospensione della prescrizione l’impugnazione del licenziamento e lo svolgimento del relativo processo, rilevando rispetto alla possibilità per l’ente di far valere il credito contributivo, ai sensi dell’art. 2935 c.c., i soli impedimenti giuridici e non quelli fattuali.

(Nella specie, si è ritenuto ininfluente, ai fini del decorso del termine di prescrizione, il momento di effettiva conoscenza da parte dell’INPS dell’avvenuta impugnazione del licenziamento e della conseguente decisione).

Cassazione civile sez. lav., 29/08/2018, n.21371

Scadenza dei termini per il versamento dei contributi

La prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo versamento, in quanto il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è rappresentato dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito.

Non rilevano pertanto, a tal fine, né la data di presentazione della dichiarazione dei redditi ad opera del titolare della posizione assicurativa (che, quale dichiarazione di scienza, non costituisce presupposto del credito contributivo, potendo tuttavia valere come atto ricognitivo del debito laddove sia compilato il quadro RR), né l’atto, eventualmente successivo (avente piuttosto efficacia interruttiva della prescrizione, anche a beneficio dell’Inps), con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato, ex art. 1 del d.lgs. n. 462 del 1997, un maggior reddito.

Tribunale Catania sez. lav., 06/12/2019, n.5574

Contributi previdenziali: l’interruzione della prescrizione

In materia di contributi previdenziali, l’inoltro del modello unico ex art. 4 del d.P.R. n. 322 del 1998 ha valore di atto interruttivo della prescrizione anche nei confronti dell’INPS, in quanto la dichiarazione in esso contenuta costituisce un riconoscimento del debito valido ai fini contributivi, reso dal datore di lavoro sulla base delle informazioni relative ai lavoratori assicurati.

Cassazione civile sez. lav., 15/11/2017, n.27122

Data di prescrizione del credito contributivo dell’Inps

Il diritto del lavoratore alla costituzione, a spese del datore di lavoro, la rendita vitalizia di cui all’art. 13, della l. n. 1338 del 1962, per effetto del mancato versamento da parte di quest’ultimo dei contributi previdenziali, è soggetto al termine ordinario di prescrizione, decorrente dalla data di prescrizione del credito contributivo dell’INPS, senza che rilevi la conoscenza o meno, da parte del lavoratore, della omissione contributiva.

Tribunale Velletri sez. lav., 01/10/2019, n.1298

Somme erogate come indennità e contribuzione figurativa

In tema di previdenza, il credito vantato dall’INPS nei confronti del datore di lavoro, relativo al rimborso delle somme erogate al lavoratore a titolo di indennità e di contribuzione figurativa afferenti al regime della cd. mobilità lunga, va ascritto all’ampia categoria dei contributi previdenziali, e soggiace quindi al termine di prescrizione quinquennale, previsto dall’art. 3, comma 9, lett. b, della L. n. 335 del 1995.

Corte appello Catania sez. lav., 05/04/2019, n.340

La prescrizione per la pretesa dei contributi del lavoratore autonomo

Ove il contribuente sia iscritto alla gestione separata Inps, il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui deve essere effettuato il versamento del saldo dei contributi, mentre, nel caso in cui non sia stata aperta una posizione previdenziale presso la gestione separata ed il contribuente, pur avendo dichiarato al fisco redditi da lavoro autonomo e pagato la relativa imposta, abbia tuttavia omesso di versare i conseguenti contributi all’Inps e di compilare il quadro della dichiarazione dei redditi relativo alla determinazione degli stessi contributi, il detto termine, in applicazione del generale principio di cui all’art. 2935 c.c. – secondo il quale la prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, con riferimento peraltro alla sola possibilità legale e non anche materiale di esercitare il diritto – decorre dal momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, poiché solo in quel momento l’Inps è posto in condizione di conoscere l’esistenza dell’attività lavorativa e del credito da riscuotere.

Tribunale Taranto sez. lav., 04/12/2018, n.4253

Efficacia interruttiva della prescrizione a beneficio dell’Inps

La prescrizione dei contributi dovuti alla gestione separata decorre dal momento in cui scadono i termini per il relativo versamento, in quanto il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è rappresentato dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito.

Non rilevano pertanto, a tali fini, né la data di presentazione della dichiarazione dei redditi a opera del titolare della posizione assicurativa (che, quale esternazione di scienza, non costituisce presupposto del credito contributivo), né l’atto, eventualmente successivo (avente solo efficacia interruttiva della prescrizione anche a beneficio dell’INPS), con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato, ex art. 1 del d.lgs. n. 462 del 1997, un maggior reddito.

Corte appello Catania sez. lav., 17/06/2019, n.676

Contributi previdenziali: da quando decorre la prescrizione?

L’art. 3, comma 9, della L.335/95 prevede che le contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria si prescrivono e non possono essere versate con il decorso dei termini di seguito indicati: (…) b) cinque anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria. Ciò significa che, decorso tale termine, da un lato viene meno l’obbligo di versare i contributi, dall’altro i contributi prescritti non possono più essere versati e, di conseguenza, gli enti previdenziali non potranno più riceverli. Il problema, in tal caso, è stabilire la decorrenza di tale termine di prescrizione, ovvero a partire da quale momento lo stesso inizia a decorrere.

Ciò esposto, va ribadito che in tema di contributi cd. “a percentuale”, il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito ex art. 1, comma 4 della l. n. 233/1990, quand’anche l’efficacia del predetto fatto sia collegata ad un atto amministrativo di ricognizione del suo avveramento; ne consegue che il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi in questione, ai sensi dell’art. 3 della l. n. 335 del 1995, deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento e non con l’atto, eventualmente successivo – ed avente solo efficacia interruttiva della prescrizione anche a beneficio dell’Inps – con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato, ex art. 1 del d.lgs. n. 462 del 1997, un maggior reddito.

Tribunale Cassino sez. lav., 23/05/2019

Contributi dovuti dal professionista per l’iscrizione alla gestione separata

In tema di una pretesa contributiva correlata all’iscrizione del professionista alla gestione separata, il termine di prescrizione dei contributi dovuti per l’iscrizione alla gestione separata, lungi dal decorrere dalla data di comunicazione della denuncia dei redditi dell’opponente, decorre dalla data prevista per il versamento del saldo delle imposte, in quanto è solo da tale data che l’INPS ha titolo per richiedere il versamento dei contributi, ai sensi e per gli effetti dell’art. 18 comma 4 del D.Lgs n.241 del 09.07.1997.

Tribunale Trani sez. lav., 24/09/2019, n.1791

Prescrizione contributi previdenziali: decorrenza del termine quinquennale

In tema di prescrizione dei contributi previdenziali dovuti alla gestione separata il termine quinquennale decorre dalla scadenza dei termini per il pagamento degli stessi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Nel caso di specie si trattava dei contributi dovuti da un avvocato la cui azione era stata esercitata dall’ INPS oltre il termine quinquennale.

Tribunale Monza sez. lav., 14/01/2020, n.8

L’interruzione della prescrizione dei contributi di assicurazione obbligatoria

In relazione al disposto di cui all’art. 55 del R.d.l. n. 1827 del 1935, la interruzione della prescrizione dei contributi di assicurazione obbligatoria (il cui decorso preclude la possibilità di effettuare versamenti a regolarizzazione dei contributi arretrati) si verifica solo per effetto degli atti, indicati dall’art. 2943 c.c., posti in essere dall’INPS (titolare del relativo diritto di credito) e non quando anche uno di tali atti sia posto in essere dal lavoratore, come nell’ipotesi di azione giudiziaria da questi proposta nei confronti del datore di lavoro.

Cassazione civile sez. lav., 07/02/2019, n.3661

Accertamento e riscossione dei contributi previdenziali: sospensione della prescrizione

In tema di accertamento e riscossione dei contributi previdenziali, la sospensione della prescrizione prevista dall’art. 38, comma 7, della l. n. 289 del 2002 non può essere estesa ai casi di omissione contributiva accertata a seguito di accertamento ispettivo, ma opera limitatamente ai contributi dovuti per l’anno 1998, quali risultanti dall’estratto contributivo inviato a ogni assicurato ai sensi dell’art. 1, comma 6, della l. n. 335 del 1995; detta sospensione concerne infatti il termine connesso alla denuncia che il lavoratore destinatario dell’estratto può presentare allo scopo di raddoppiare i termini prescrizionali di cui all’art. 3, comma 9, della l. n. 335 del 1995 ed è stata introdotta per ovviare agli inconvenienti derivanti dai ritardi nell’accredito della contribuzione per l’anno 1998, a seguito dell’istituzione dell’obbligo di presentazione, per opera dell’art. 4 del d.lgs. n. 241 del 1997, della dichiarazione unica modello 770 anche ai fini dei contributi dovuti all’Inps e dei premi dovuti all’Inail.

Cassazione civile sez. lav., 03/04/2019, n.9269


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